Nella tornata elettorale che nello scorso fine settimana ha visto protagonisti due capoluoghi di provincia campani, Avellino e Salerno, è emerso un dato politico straordinario che merita di essere sottolineato. Ad Avellino la coalizione del “campo largo” ha eletto il proprio Sindaco già al primo turno, muovendosi in modo coerente e compatto. Ma il vero valore aggiunto è stato il risultato di una lista civica in particolare, Avellino prende parte, che ha visto l’elezione diretta in Consiglio Comunale di un ragazzo giovane, un trentasettenne che noi del movimento Rigenera Campania conosciamo molto bene: Francesco “Bubba” Iandolo.
L’abbiamo incontrato qualche anno fa, quando si spese generosamente in Consiglio Comunale affinché la delibera a sostegno della proposta di legge popolare di Rigenera Campania venisse approvata, proprio nei mesi in cui il PD in Consiglio Regionale blindava la legge sul governo del territorio voluta dall’assessore Bruno Discepolo. Francesco con me fu chiaro sin da subito: non sarebbe stato facile. Molti temevano di mettersi contro i vertici regionali del partito, mentre altri compresero la bontà di quel percorso virtuoso nato dal basso. Grazie a quella spinta, Avellino divenne uno dei 18 comuni campani ad approvare la nostra delibera.
A tre anni da allora, lo abbiamo incontrato per farci raccontare questa nuova sfida. Francesco, sono passati tre anni, molta acqua è passata sotto i ponti e oggi vi riprendete uno spazio importante. Con quale spirito entrate in Consiglio?
«Oggi ci riprendiamo qualcosa e ce lo riprendiamo da protagonisti, non più come espressione della minoranza. Lo facciamo con la consapevolezza che c’è tantissimo da fare per cambiare la vita dei nostri cittadini. Sappiamo che essere in tanti e diversi è estremamente difficile, ma siamo anche convinti che la varietà e la pazienza di tutti non siano un limite, bensì un arricchimento. Costruiremo insieme una città migliore partendo da un assunto chiaro: Avellino Città Pubblica.»
Perché insistete tanto sul concetto di “Pubblico” e perché è così importante per il futuro di Avellino?
«Perché Avellino è un capoluogo di provincia e come tale va valorizzato e riorganizzato nel nome e per conto del bene pubblico. Dalle nostre parti si aggirano troppi affari, a volte non propriamente leciti; come movimento lo abbiamo denunciato spesso, arrivando anche a costituirci parte civile. Avellino deve rimanere trasparente, ligia al diritto, e deve pretendere servizi che abbiano in sé la custodia della società civile. Anche se è una piccola città, è il crocevia principale per l’hinterland: è il punto di riferimento per i servizi sanitari e per le scuole di ogni ordine e grado. Tutto questo patrimonio va consolidato, ampliato e protetto dall’assalto del privato, che risponde all’unico scopo del profitto.»
A proposito di servizi e di vita quotidiana, qual è lo stato di salute delle periferie avellinesi e come vengono vissuti questi luoghi?
«Le periferie si chiamano così pur essendo ormai attaccate ai quartieri del centro, ma di fatto sono diventate quartieri dormitorio. Non hanno nulla, se non le case dove andare a dormire: sono città morte ancora prima di essere vissute. La maggior parte dei residenti raggiunge con grande difficoltà il centro cittadino – dove si concentrano scuole, negozi e attività commerciali – per poi farvi rientro solo la sera. Si fugge da dove non c’è nulla, per calarsi in una realtà quotidiana sempre più triste.»
Una fotografia amara. Quali sono le cause profonde di questo isolamento e dello spopolamento esponenziale del territorio?
«I ragazzi vanno via perché non trovano lavoro, e quello che trovano è mal retribuito. Siamo arrivati al paradosso per cui sono gli anziani e le loro pensioni a reggere il PIL di questo territorio. Anche se i contratti di lavoro aumentano, i salari reali sono così bassi che le persone sono giustamente costrette a cercare fortuna altrove; spesso, dopo poco tempo, la famiglia d’origine le segue, spopolando il capoluogo, le periferie e i paesi vicini.
A questo calo demografico si aggiunge lo spopolamento dovuto a un sistema di trasporti disastroso: il trasporto su ferro è inesistente, quando invece sarebbe la vera salvezza per l’intera regione, e il trasporto su gomma è fatiscente e poco frequente. Ci sono pendolari che escono alle sei del mattino e tornano a casa a tarda sera, e studenti a cui viene negato il diritto alla socialità perché passano più ore sugli autobus che a vivere la propria giovinezza. Chi può, emigra. È estenuante.»
A questa situazione si collegano inevitabilmente i nodi della speculazione immobiliare e della carenza dei servizi essenziali, come gli asili nido e la sanità. Come si risponde a tutto questo?
«Sul fronte della casa assistiamo a un gioco assurdo: le case in centro rimangono sfitte perché i prezzi sono proibitivi, e nel frattempo si specula sulla povera gente costruendo fuori città, vendendo e affittando a prezzi gonfiati rispetto al reale valore commerciale. Per questo, nel programma che abbiamo presentato alla cittadinanza, abbiamo incluso la costruzione di nuove case popolari a prezzi accessibili, per fare in modo che la comunità rimanga ad Avellino e non venga espulsa verso aree sperdute e mal servite.
Allo stesso tempo, i servizi pubblici sono ridotti all’osso: ad Avellino la presenza di un solo asilo nido comunale, che tra l’altro ha una retta superiore a quella di un asilo privato, è un fatto semplicemente vergognoso. Lo stesso discorso vale per la sanità: il pronto soccorso dell’ospedale Moscati, ormai rimasto l’unico baluardo per l’intera provincia, è sottoposto a una pressione insostenibile e va difeso e potenziato perché da solo non può soddisfare le esigenze di tutta la popolazione.»
Da dove partirà concretamente l’azione amministrativa di “Avellino prende parte”? Quali saranno le vostre prime proposte in Consiglio?
«Il primo provvedimento che porteremo all’esame del Consiglio sarà la costituzione del Forum dei Giovani. Riteniamo fondamentale che i protagonisti del cambiamento siano proprio loro: attraverso la loro voce capiremo cosa costruire di buono per le nuove generazioni. La seconda proposta riguarderà invece l’adesione alla proposta di legge popolare denominata “Disposizioni per i bisogni delle persone con disturbi del neurosviluppo e dello spettro autistico”, promossa dalla Funzione Pubblica CGIL Campania, che interviene su un fronte sociale e di civiltà di fondamentale importanza.»
Una promessa da mantenere
Praticamente chiudiamo questo racconto così come l’abbiamo aperto: parlando di proposte di legge popolari. Francesco Iandolo e i ragazzi di Avellino prende parte si confermano un’avanguardia in questo campo. Con noi di Rigenera Campania hanno raccolto migliaia di firme e sono stati pionieri a livello comunale.
A loro va il nostro ringraziamento, non solo come movimento, ma come cittadini, per la capacità di dare sempre voce agli ultimi e a chi viene per un motivo o per l’altro escluso. Le cose da fare saranno tantissime, ma con una presenza simile in Consiglio Comunale la strada sarà certamente più aperta. Ora c’è una promessa da mantenere davanti alla città.
Buon lavoro a tutto il campo largo e buon lavoro ad Avellino Città Pubblica!
Marialusia Faella

