Porsi di fronte ai problemi. Affrontarli. Af-frontarli. Praticamente mettersi fronte a fronte.
Questo è quello che la politica ha il dovere di fare. Tanto più in un tempo difficile. Di tempesta addirittura. Tempo di caos. Anche perché, se non li affronti, i problemi sono risolti da altri e tu diventi inessenziale.
Già Francesco Guicciardini la indicava come lezione imprescindibile ( qui dalla Lettera a Giberti del 31 luglio 1526 ):
Mentre le cose sono dubie ed difficili, bisogna fermare lo animo ed sforzarsi di vincere le difficultà, chè, collo andargli incontro, spesso si vincono; col cedere, si raddoppiano più presto che si fugghino .
Da anni la sinistra europea, e massimamente quella italiana, pratica invece programmaticamente l’elusione dei problemi. Viene addirittura teorizzato: più sei generico e più consensi puoi catturare.
Caduta, a partire dal 2007-2008 grosso modo, la sua parabola di innamoramento, più o meno consapevole poco cambia, col neoliberalismo – che l’ha condannata largamente alla inessenzialità e fornito spazio e tempo alla destra di espandere la sua capacità di presa sulla società – non ha avuto però la capacità di fare i conti col suo recente passato per elaborare nuova strategia. E così, inerzialmente, tronconi di quel neoliberalismo introiettato nei due decenni precedenti, non rimossi o superati, hanno continuato ad agire, e continuano ad agire.
Anzi, a voler essere precisi, il PD nasce nel 2007 in assoluta controtendenza con la crisi del neoliberalismo globalizzato: arriva con la sua ispirazione universalistica e maggioritaria proprio quando invece emergevano la durezza delle rotture sociali e il bisogno di nuovo conflitto.
E così, proprio quando la globalizzazione, come giustamente sottolinea il mio amico dell’Ultima Generazione di Enrico Berlinguer Franco Giordano, ripiegava su se’ stessa si lasciava lo spazio per una critica ad essa da destra e non da sinistra.
Questo mancato superamento ha così determinato da un lato, la sopravvivenza degli stilemi propri del neoliberalismo, sia nell’azione di Governi nazionali – alla quale il centrosinistra si è lungamente dedicato. Renzi ne è stato un esempio vivissimo in prosecuzione delle spinte primigenie della fase alta del neoliberalismo di centrosinistra rappresentato robustamente dalle politiche di privatizzazione di Prodi-Bersani – ma anche e molto, nell’azione di governi regionali e di città., di cui i processi non interdetti di privatizzazione di acqua e servizi essenziali e il consumo di suolo, con larga valorizzazione della rendita fondiaria, sono esempio tuttora caratterizzanti le più importanti di quelle esperienze, con Milano e Napoli in testa.
E non aver fatto i conti con il proprio passato recente ha determinato, in secondo luogo, esattamente quella spinta ad eludere i problemi: perché sul breve è più comodo ( visione miope ), e perché scopri anche di non avere l’attrezzatura adatta ( non te la sei costruita), per af-frontare i problemi di questo tempo.
La Segretaria del PD ha bloccato la tendenza alla riproposizione dei contenuti propri del neoliberalismo, ed è merito che le va riconosciuto.
Ma poiché lei viene proprio da un’altra cultura, espressione propria di un certo radicalismo democratico, poi, oltre il punto cui è giunta non riesce ad andare.
E temiamo che, aperta la campagna per la leadership per le prossime elezioni politiche, spazio per altro non vi sarà.
E allora?

Migrazioni/Remigrazione. Terreno di attacco annunciato della destra, tanto più dopo la batosta del referendum. Oltre la solidarietà e l’umaniterietà, che non bastano a fermare la destra, qual è la visione strutturale del centrosinistra?
Pace/Guerra. Qual è la visione di nuovo ordine mondiale del centrosinistra? Qual è la sua visione della sicurezza? Eppure dal recente Forum di Barcellona sono emerse cose di non secondaria importanza.
Disuguaglianze. Riforma fiscale con affermazione di una radicale progressività a tutela della stragrande maggioranza dei cittadini e dei lavoratori. Patrimoniale sulla ricchezza finanziaria e sui grandi patrimoni. Metafore di un mutamento che punta a mettere il primo piano le masse popolari. Ci siamo?

Crisi climatica. Quando si traggono tutte le conseguenze in termini di visione dello sviluppo e di scelte coerenti sul blocco del consumo di suolo?
Partecipazione/Rinnovamento della politica. Come immagina il suo modo di costruire confronto, partecipazione, decisione su tutti i suoi temi: dai contenuti alle candidature? Dal governo nazionale a quelli locali? Nella sua visione e pratica di soggettività politica, correnti, nuclei di potere, occupazione di spazi di paragoverno e di potentati, nepotismi…sono messi in discussione? In Campania sono stati appena appena legittimati dalle ultime Regionali e si avviano ad essere santificati nel prossimo solo di Salerno, così, giusto per fare qualche esempio vicino a noi.
E, in altri termini, quella spinta alla partecipazione manifestata nel Referendum sulla giustizia, quali sedi permanenti e incidenti trova nella pratica politica per l’alternativa alla destra?
E, come si vede, non ho neanche citato parole come capitalismo…
Dove ci si confronta su questi temi? Dove sono i Laboratori, i Cantieri aperti e partecipati? Dove sono i coinvolgimenti delle migliori e innovative esperienze, pratiche, competenza alivello europeo per concorrere a questo sforzo?
E’ grande il pericolo che accada invece esattamente quel che paventava Guicciardini: che i problemi, a non af-frontarli con animo fermo, si raddoppiano molto più velocemente di quanto tu provi a fuggirne.

Davvero bisognerebbe vedere di scongiurare questo esito.
Gianfranco Nappi


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1 commento

  1. Come si fa a non essere d’accordo con Gianfranco rispetto ai problemi che pone? Anche se bisogna andare oltre l denuncia di una Sinistra che ha tradito i suoi ideali e il suo stesso programma essenziale, che è quello di difendere ed applicare la Costituzione a 80 anni dalla sua scrittura, largamente inevasa . La tragedia della Sinistra nasce con Veltroni, portata avanti da Letta e completata da Renzi. Questa è la pura verità. Ogni alleanza con quest’ultimo può solo fare allontanare chi ancora crede in una possibile alternativa
    Forse la mitica Terza via tratteggiata da Berlinguer esiste e questa si chiama applicazione integrale dello spirito costituente. con chi ci sta, senza se e senza ma.

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