La vicenda palestinese è ad un possibile punto di svolta.
Con l’Assemblea generale delle Nazioni Unite in corso, viene sancito un isolamento pressoché totale del Governo israeliano di estrema destra: e sono proprio i cittadini di quel paese che nel tempo comprenderanno in quale buco nero di odio proprio quel governo li ha gettati. Ma questo è esattamente anche il motivo per cui non bisogna mai identificare quel governo con il suo popolo. In quel popolo certo si agitano sentimenti diversi, si esprimono fondamentalismi ed estremismi rialimentati dal 7 ottobre, la violenza dei coloni è diventata un fattore destabilizzante, ma guai a perdere il filo di un dialogo con il meglio di quella società che con coraggio si batte e si è battuta contro.
C’è un unico punto di tenuta da parte del Governo israeliano: gli USA. E, in atteggiamento accondiscendente, un po’ indecente e sicuramente non incidente bisogna dire, il Governo italiano mentre ogni giorno che passa perfino la posizione tedesca si giustifica sempre meno. E se vi fosse in quella coalizione una forza di sinistra memore del valore di questo nome già si sarebbe prodotto il necessario chiarimento.
E allora, dopo la giornata di lunedì, con tanti ragazzi in piazza, con decine di migliaia di persone mobilitate; dopo la giornata del 19 settembre in cui la CGIL ha riempito piazze in tutta Italia, è venuto il momento, di fronte ad una indignazione che cresce nel nostro paese, che rompe gli argini con la freschezza dei volti dei ragazzi ( che non può in nessun modo essere offuscata da isolati per quanto deprecabili fermamente casi di violenza di pochi ), di fronte al silenzio del Governo italiano che in modo indecente appunto continua, di lanciare l’idea di una grande e vicina giornata di mobilitazione europea con Manifestazioni in tutte le capitali europee.
In un’unica giornata, in tutte le città europee si organizzino grandi manifestazioni con milioni di partecipanti: una voce dei popoli, così espressa e così forte non potrebbe non essere ascoltata: esattamente come accadde in quel lontano 24 ottobre 1982 quando in tutte le capitali europee si tennero grandi manifestazioni per la pace e il disarmo, contro i missili a medio raggio nucleari SS20 dell’URSS come contro i Pershing e Cruise che si stavano installando in Europa ad opera americana.
E manifestazioni unitarie, popolari, oltre le specificità, le particolarità, ogni pur legittimo orgoglio di organizzazione. Le piazze dei sindacati dei lavoratori, di tutti i sindacati disponibili; quelle delle Associazioni; quelle dei giovani e degli studenti devono diventare un’unica piazza.
Temi su cui torneranno senz’altro protagonisti del confronto del prossimo 24 settembre a Firenze.
Serve che la voce comune dei popoli entri in campo.
E quando questa voce entra in campo le cose non rimangono mai come prima.
Fermare il massacro genocida; aiutare Gaza a risollevarsi; riconoscere lo Stato di Palestina; interrompere ogni rapporto con lo Governo israeliano e ogni collaborazione aperta: è su questo che il Governo italiano deve essere inchiodato alle sue responsabilità.
Un Governo nel quale si muovono forze come la Lega e Fratelli d’Italia che fanno a gara nel neoatlantismo e nella vicinanza a Trump e alla destra americana.
Ed è proprio questa destra che sta coltivando nei cuori di milioni di persone negli USA come in Europa i sentimenti più cupi di rivalsa, di sopraffazione, di azzeramento di ogni diversità e di ogni espressione oppositiva: siamo su un piano inclinato, guai a sottovalutarlo ( https://www.infinitimondi.eu/2025/09/22/note-a-margine-43-la-destra-vicina-ad-un-salto-di-qualita-vale-nel-globale-come-nel-locale-prefetto-o-rettore-entrambi-in-carica-a-napoli-sono-candidabili-per-le-regionali/ ).
E’ da leggere questo nuovo lavoro di Roberto Esposito – e ne riparleremo – che invita proprio a riflettere su quanto storicamente ( riguarda gli anni bui dei primi decenni del ‘900 che hanno preparato e visto dispiegarsi due guerre mondiali, fascismo e nazismo ), le destre abbiano saputo coltivare sul terreno dei sentimenti, delle frustrazioni e delle speranze delle persone messaggi che usando anche formule rivolte al popolo e contro i potenti poi svuotavano di ogni contenuto progressivo questi messaggi per compattare invece proprio intorno ai potenti un popolo disorientato a cui si forniva il cemento di sempre nuovi nemici da colpire in quanto responsabili delle proprie insicurezze e dei propri problemi. E il mito del Capo; la sua religiosità; Dio, Patria e Famiglia; diventano la forza di un noi che ci fa uguali e forti e ci proietta contro tutti quelli che non sono noi.
Mentre la moglie di Kirk ha espresso la parola perdono, Trump ha sostenuto invece di odiare i suoi nemici. Odiare. Questa è la cifra più profonda d questa nuova destra che sta coltivando nei cuori di milioni di persone, colpite dalla crisi profonda del modello di società in cui siamo immersi, meccanismi di reazione che spaventano: perchè sembrano ricalcare proprio quelli di inizio Novecento.
L’allarme non potrebbe essere più grande.
Non voglio ripetere giudizi che pur confermati, in questo conteso potrebbero apparire strumentali: ma la sinistra, tanto pallida da poter difficilmente definirsi tale, qui, in questa parte del mondo, cosa immagina di coltivare nei cuori delle persone? Quali sentimenti propone di condividere, di far crescere comunemente, di far vincere?
E allora questo grido concreto per Gaza è, può diventare, deve diventare, l’inceppo disvelatore nelle mistificazioni della destra: ma se siete niente odio e addirittura amore come la Presidente del Consiglio ha detto di mattina mentre il pomeriggio andava a parlare di pastarelle ( e non certo di Gaza ), dalla accogliente, fin oltre il limite della buona creanza, Mara Venier, cosa fate per far smettere ora, subito, il genocidio a Gaza? Voi, così pieni di Dio e Famiglia; voi Trump e affaristi pronti a lucrare su quelle macerie, cosa avete da dire di fronte ai corpi di quei bambini?
Gaza pone quel po’ di civiltà e di cultura che ci è rimasta, di fronte al bisogno di un sussulto.
Anche questo è un regalo grande che quelle vittime stanno facendo a noi: ci stanno dicendo che il loro sacrificio è per l’affermazione di una nuova umanità. Dimostreremo riconoscenza e gratitudine se noi intanto questa nuova umanità cominceremo a viverla, cercarla, farcene scaldare i cuori.
Gianfranco Nappi


