La scala di seta
Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone
Noir
Sellerio Palermo
2026
Pag. 340 euro 16

Ponte San Giacomo e Pisa. Nel proprio laboratorio privato di analisi (aperto da
un paio d’anni
in località La Fontina) un bel dì del 2026 la 49enne bravissima
esperta di chimica sopramolecolare Serena Martini riceve la visita della giovane
benestante altissima architetta Chiara Sbrana con la bustina contenente un
pizzico minimo di polvere grigiorossa. Vorrebbe sapere se ci sono dentro
metalli pesanti, amianto, composti organici, attraverso una microscopia
elettronica a scansione, preventivo accettato di seimilacinquecento euro. L’11
febbraio le consegna i risultati e le invia la fattura via Whatsapp (il pos non
funzionava, stavano installando la fibra), ma la tizia scompare e quasi tre
settimane dopo l’amica sovrintendente Ana Corinna Stelea prima le consiglia di
rivolgersi a un avvocato, successivamente le comunica che è stata infine
identificata la vittima di un investimento d’auto avvenuto il 13 febbraio, si
tratta proprio della cliente. Dovranno collaborare ancora, Serena sarà
addirittura indagata. Lei convive con i due figli in piena dipendente età
scolastica, da accudire nutrire accompagnare, Pietro (verso i diciassette anni,
studia violoncello) e Martino (quattordici, si allena con lo judo) e il pur ottimo
marito (da oltre venti anni) Virgilio Rossi, acuto casinista straordinario (la
suocera Augusta Pino incombe) e professore ordinario di Intelligenza Artificiale
a Informatica all’Università di Pisa. Possiede, invero, uno straordinario olfatto
(organico) e fiuto per i guai. Corinna, invece, indaga senza annusare, con buon
piglio e rigore giuridico, alta un metro e novantuno, capelli biondi e occhi grigi
orlati di verde, bellissima e intelligente, non sposata né fidanzata, senza figli.
Sbrana è stata assassinata, aveva un fidanzato e un collega di studio, la
polvere poteva forse essere di un affresco nascosto, antichissimo magari, era
in corso un corposo progetto di ristrutturazione; qualcosa comunque di
prezioso e artistico. Servono a entrambe scienza e competenza.

La chimica scrittrice Samantha Bruzzone (Genova, 1974) e il chimico scrittore
Marco Malvaldi (Pisa, 1974) sono effettivamente sposati da quasi una
venticinquina d’anni, entrambi prematuramente appassionati di enigmi anche
per deformazione professionale. Nel loro terzo divertente efficace bel giallo
d’investigazione a quattro mani fanno ancora di continuo riferimento alle
differenze fra fiction e no fiction, fra letteratura (Maigret) o cinema (serie) e
realtà, continuano a scherzare spesso, ben venga! Malvaldi è divenuto un
apprezzato originale vendutissimo giallista dal 2007 con l’inizio della celebrata
famosa serie del BarLume. Nel 2011 iniziò a intervallare le umoristiche
avventure matematiche dei vecchietti di Pineta con altri romanzi di genere e
con saggi di natura scientifica. Le divagazioni sono via via divenute prevalenti,
per il gusto nostro e di lettori curiosi che cercano intrattenimento e
divulgazione. Insieme hanno già scritto vari libri per ragazzi e la moglie era
sempre ringraziata dal marito per il contributo preventivo alle stesure dei testi.
Nei loro romanzi la narrazione al passato alterna i capitoli o i paragrafi narrati
liberamente in prima persona femminile da Martini (Martini&Rossi la coppia), la
coautrice in prima stesura (in genere numeri nel titoletto), ai capitoli o ai
paragrafi sulla poliziotta Stelea, esposti in terza da un narratore maschile
esterno, il coautore in prima stesura, che spesso si manifesta per pratica ironia
(nel titoletto le relative disposizioni del codice penale o di procedura penale). Il
riuscito godibile effetto è la “fusione di punti di vista” di genere. Il titolo fa
riferimento a una farsa di Rossini del 1812 (che per lungo tempo sembrava
andata perduta), la solita storia della ragazza sopra e del ragazzo sotto, lui
dovrebbe salire e la seta è robustissima. Le acrobatiche, continue e simpatiche
digressioni sul lato comico o paradossale o assurdo o triste o amorevole della
vita questa volta ruotano pure intorno a una valigetta scomparsa e al
soggiorno pisano di Keith Haring, fatto salvo che l’intreccio resta giallo e il
dipanarsi della vicenda un’indagine criminale per scoprire il colpevole. Il
brindisi si fa con Franciacorta, Riserva Moretti di Bellavista.

*

Guerra alla Terra. Conflitti armati e crisi ecologica
Danilo Zagaria
Scienza
Add Torino
2026
Pag. 277 euro 18

Dalla Grande Guerra in avanti. In alcune porzioni di mondo, soprattutto le
nostre
. La guerra fra gruppi animali è probabilmente una propensione biologica
plasmata dall’ambiente, tuttavia non scritta nei nostri geni e nemmeno può
essere considerata un prodotto esclusivamente culturale. La violenza umana
interpersonale certo è molto antica ma è stato l’avvento delle civiltà a
trasformarla in un fenomeno diverso, fornendo le basi materiali, ideologiche,
religiose, sociali e politiche per il definitivo delinearsi della macchina bellica
come la intendiamo oggi, che continua a essere sperimentata negli arsenali e
in diretta, di nuovo oggi anche vicino a noi. Risulta abbastanza inesplorato il
legame fra le guerre e gli impatti ecologici che provocano: come e quanto
incidono sugli equilibri degli ecosistemi, sulla crisi climatica, sullo sfruttamento
delle risorse, sull’atto stesso dell’abitare il pianeta. Ci sono prove di alterazioni
biologiche ed ecologiche avvenute in epoche molto remote nel tempo, pur se
dinamiche globali hanno un’origine più recente. Se per secoli, soprattutto
durante l’illuminismo e il periodo napoleonico, il conflitto militare era un affare
da sbrigare in prevalenza sui campi di battaglia, in scontri fra eserciti di
professionisti, nel corso del XX secolo è tornato a colpire con brutalità i centri
urbani e la popolazione civile, vicina e lontana. Risulta che la Grande Guerra
sia forse il punto di svolta: l’introduzione di un nuovo modo di combattere (di
posizione e in trincea) provocò un inusitato inasprimento e alcune delle nuove
armi impiegate (come i gas) spostarono l’obiettivo dell’azione militare dai
soldati all’ambiente in cui vivevano, inaugurando di fatto un intero secolo di
conflitti in cui l’avvelenamento dell’aria, dell’acqua e del terreno ha costituito
una pratica bellica ampiamente adoperata. Esaminiamoli con precisione.

Il biologo e bravo divulgatore scientifico Danilo Zagaria (Torino, 1987)
chiarisce subito di non essere mai stato su un campo di battaglia, di non essere
né un reporter né un esperto; si definisce un appassionato di storia avvalsosi di
studi scientifici, analisi storico-filosofiche e rapporti di organizzazioni
internazionali (parte opportunamente dall’UNEP, il Programma delle Nazioni
Unite per l’ambiente); per esaminare il contemporaneo fenomeno della guerra,
variabile sfaccettato influente, ha integrato le fonti con spunti provenienti da
altre discipline (letteratura, arte, cinema, fotografia). L’interessante volume è
distinto in quattro parti; la prima con tre capitoli sulla prima guerra mondiale;
la seconda come “rapsodia del bombardamento aereo” (quattordici capitoli da
Guernica a Nagasaki); la terza su specifici episodi di “contaminazioni” (sette
capitoli) ovvero Isole Marshall 1946-58, Unione Sovietica 1957, Groenlandia
1968, Vietnam 1962-71, Golfo Persico 1983-88, Kuwait e Iraq 1991, Serbia e
Bosnia 1994-95; la quarta su tre delle principali guerre cui assistiamo
quotidianamente anche ora: Ucraina, Gaza, Stretto di Hormuz. Il suggerimento
conclusivo non può che essere dedicato a “una tregua verde”. Non ci sono
apparati finali, note e sintetica bibliografia sono distribuite lungo i capitoli. Ogni
parte ha uno stile espositivo diverso.

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Trilogia delle ossessioni

Adrián N. Bravi

Tre romanzi

Nutrimenti Roma

2026

Pag. 299 euro 19

Recanati, Catinari, ovunque. Primo decennio del nuovo millennio. L’ottimo scrittore argentino di lingua italiana Adrián Nazareno Bravi (Buenos Aires, 1963) si è trasferito in Italia alla fine degli anni Ottanta per proseguire gli studi, si è laureato in filosofia e lavora da tempo (recanatese d’adozione) come bibliotecario presso l’Università degli Studi di Macerata, pubblicando anche da oltre vent’anni letteratura varia (pure traduzioni e saggi), principalmente una decina di romanzi e alcuni racconti di notevole qualità. Ora vengono ripubblicati i primi tre scritti in italiano, in ordine non cronologico: “Il riporto” (il più lungo), in prima (Arduino Gherarducci) del 2011, “La pelusa” in terza (Anselmo) del 2007, “Restituiscimi il cappotto” in prima del 2004. Tutti hanno una specifica mania, il titolo comune è appunto “Trilogia delle ossessioni”: il riporto spettinato con conseguente fuga da casa, l’insopportabile lanuggine e la visita di un argentino, un cappotto rubato al freddo.

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Marcia su Mondadori. – Cinquant’anni fa –
Enzo Giannelli
Arduino Sacco Editore
2026 (ed. ampliata del Diario inedito degli scrittori inediti, su “Fiera Letteraria” del 19 settembre 1976)
Pag. 102 euro 10

Roma. Luglio – agosto 1976. Enzo Giannelli, Arduino Sacco, Nora Aron (pseudonimo) erano tre simpatici zuzzerelloni scrittori e scrittrice romani di belle promesse, ma in difficoltà quanto a editori. Così, organizzarono una marcia di protesta contro l’editoria italiana “su Milano contro Mondadori e tutta l’editoria … che emargina i giovani”. Mentre alla Sapienza il movimento studentesco contestava l’efficacia dei partiti di sinistra e dei sindacati, decisero d’inviare alle redazioni di quotidiani e settimanali un comunicato in ciclostile e si avventurano al loro compito con discreto seguito dei giornali. Stamparono in ciclostile un volume con tre loro scritti, tirato in cinquecento copie vendute durante la marcia. “Marcia su Mondadori” del giornalista Enzo Giannelli (Roma, 1941) riassume la vicenda dopo un paio di mesi con un ricco apparato degli articoli usciti e la bibliografia. La lettura è utile anche oggi, alcuni meccanismi “ciechi” e biechi forse sono strutturali.

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