Franco Iacono è stato autorevole dirigente socialista, uomo di governo in Campania negli anni’80, Parlamentare europeo e,soprattutto, Ischitano totale e amico carissimo. E ad Ischia dedica ancora tantissimo della sua terza ma attivissima età. Anche quest’anno, come egli stesso racconta in questo articolo, è tra gli organizzatori di un Ferragosto diverso, fuori dai canoni, in memoria di Valerio Iacono prematuramente scomparso.

L’articolo è stato pensato per promuovere l’evento ferragostano, quindi vale come spunto di riflessione più generale e attualissimo su Ischia e sul turismo.

Non l’ha scritto per noi, ma ci fa molto piacere pubblicarlo e proporlo alla lettura: nel solco di quella sempre più necessaria iniziativa per dare corso ad un altro paradigma di organizzazione del vivere insieme, del penssre lo stesso turismo e del non rinunciare ad una Ischia non irreversibilmente omologata.

Tratto da IL DISPARI giornale ischitano

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ISCHIA E’ MOLTO DI PIU’ E DI DIVERSO DA QUELLO A CUI LA SI VORREBBE RIDURRE

L’Isola d’Ischia viene percepita, soprattutto d’estate, come un luogo di caos, di confusione, di traffico esasperato e …. di pessime frequentazioni. Un luogo da evitare, in una parola, soprattutto d’agosto. Non vado ad elencare responsabilità, dico solo che la nostra Isola è anche altro. Molto altro. Si può dire che, nonostante la mano dell’uomo, Ischia resta un’Isola straordinaria da conoscere, da esplorare, da vivere nei suoi luoghi, meglio in quelli sconosciuti ai più.

E qui le responsabilità ci sono: una miope strategia della promozione dell’offerta turistica, condensata nello slogan – prezzi bassi, bassa qualità – ha trascurato di far conoscere il nostro territorio ed i suoi valori inestimabili. Quando si parla di carenza della cultura dell’accoglienza, si coglie nel vero soprattutto perché ai turisti ospiti non si “offrono”, non si fanno godere le ricchezze della nostra terra. Quanti, e mi piacerebbe essere smentito, degli operatori turistici raccontano dell’agricoltura ancora fiorente, dei terrazzi sapientemente coltivati, dei Boschi di Castagno, delle Case di Pietra, delle Fosse della Neve, dei Pizzi Bianchi? Quanti raccontano, e propongono, dei nostri vini e della Coppa di Nestore, che della cultura vitivinicola, portata qui dai coloni Eubei, otto secoli a.C. è la testimonianza più preziosa? Quanti informano di un Museo Archeologico straordinario quale quello di Pithaecusa nella Villa Arbusto, che raccoglie la memoria millenaria dell’Isola d’Ischia? Quanti dicono della cultura contadina, del pane e pomodoro con il quale sono “cresciute” intere generazioni, dei nostri orti, dei nostri pomodori “appesi” al piennolo? Si salva, forse, solo il povero coniglio di fossa, un po’ inflazionato per la verità, anch’esso testimonianza di culture antiche.

Erano questi valori, insieme a quelli rappresentati dai forti nuclei di pescatori, che pure tengono vive memorie e mestieri antichi, ad attrarre i grandi della cultura mondiale come Auden, Truman Capote, Gilles, Henze, Walton, Bargher, Pagliacci fino a Pasolini, Moravia, Elsa Morante, Visconti, Toscanini: un mondo incontaminato di valori forti e veri, vissuti da uomini che, anche con umiltà, hanno segnato la nostra terra e la sua storia. Fanno un po’ sorridere coloro che si affannano a ritenere che sia lo star system con presenze roboanti a far conoscere e promuovere l’isola d’Ischia. Una visione miope e provinciale: senza ricorrere a Vittoria Colonna ed al sommo Michelangelo, basta elencare i grandi nomi della cultura mondiale, a partire da Ibsen e Benedetto Croce, per dimostrare quanto Ischia fosse conosciuta ed amata, forse per le stesse ragioni per le quali oggi non lo sarebbe più.

Per dare plastica visione di questa realtà, tuttora viva e palpitante, anche se in maniera residuale, insieme a Cesare Mattera, per anni Sindaco di Serrara Fontana, contadino antico, organizziamo da anni un Ferragosto “alternativo”. Quest’anno lo dedichiamo alla memoria di Valerio Iacono, che, nella qualità di presidente dell’Associazione Terra, per anni ha contribuito attivamente alla organizzazione dell’iniziativa. L’appuntamento è ad un orario insolito per un giorno di Ferragosto – sabato 15 alle 7.30 del mattino: dal piazzale antistante il Ristorante Bracconiere, sui monti di Serrara Fontana, si parte, attraversando le rocce infuocate dei Frassitelli, per una escursione-esplorazione nei Boschi di Castagno della Falanga dove, testimoni di una civiltà secolare, ci aspettano le Case di Pietra e le Fosse della Neve, arricchite da una flora straordinaria nella quale spiccano felci rare e bellissime. Saranno le guide selezionate da Francesco Mattera, responsabile del CAI – Isola d’Ischia – ad illustrare questo percorso affascinante. Il pane e pomodoro, l’insalata del contadino, insieme ad altre prelibatezze della gastronomia contadina arricchiscono l’escursione e ristorano i novelli “pellegrini dell’ambiente e del bello”. In questo recupero di memoria e di identità, mi piace ricordare ancora Nicoletta D’Arbitrio e Luigi Ziviello, architetti, che con le loro ricerche e le loro pubblicazioni, davvero memorabili, furono determinanti per valorizzare il patrimonio inestimabile delle “Case di pietra”, autentico “giacimento” di archeologia rurale.

Nei Boschi di Castagno della Falanga, sull’Isola d’Ischia, un Ferragosto alternativo a quello chiassoso ed insopportabile, al quale solo pochi privilegiati hanno la forza di sottrarsi, per vivere paesaggi, panorami, atmosfere irripetibili. Un’emozione da non perdere, anche per tentare di recuperare, in questo tempo oscuro di mediocrità e violenza, un minimo di dimensione estetica per la nostra vita, “cantando” un inno alla Pace, all’Amicizia ed all’Amore tra le genti. E con l’indimenticabile Papa Francesco, citando la sua enciclica famosa, diremo anche noi “Laudato Si mi Signore”.

Franco Iacono

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