Ci sono più ragioni per annettere all’incontro di martedì 31 marzo una importanza di non poco conto.
Il tema in primo luogo: quello di una espansione delle occasioni di partecipazione incidente, dal basso, intorno a temi e contenuti decisivi, come quelli legati alla lotta per giustizia ambientale unita a giustizia sociale.
Se volete in questo modo si può concretamente anche verificare se quella grande domanda di partecipazione che si è espressa nel REferendum appena trascorso trovi proprio in queli partiti che hanno fatto la corsa a mettere ilcappello su un risultato che ha tantissimi padri e tantissime madri, una risposta concreta.
L’idea è esattamente quella di mettere a punto nel confronto una Piattaforma tanto chiara da delineare una vera e propria nuova strategia di svolta in Campania, in quella regione cioè dove negli ultimi diecianni si sono accumulate scelte in assoluta controtendenza con le esigenze conversione ecologica della produzione, del consumo, dell’organizzazione della vita nelle città, del blocco del consumo di suolo.
Del resto, il segno di questo ritardo di comprensione, che a sua volta è legato al prevalere di corposi interessi che vanno in direzione opposta, privilegiati proprio nell’ultimo decennio e, attualmente, al centro anche dell’azione della Città di Napoli, è emerso anche il quel confronto sorto sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno con l’ex Assessore regionale all’Urbanistica Bruno Discepolo ( https://www.infinitimondi.eu/2026/03/13/consumo-di-suolo-crisi-climatica-e-iperturismo-caro-discepolo-accetti-un-confronto-pubblico-una-risposta-alla-risposta-con-rilancio-tutta-la-discussione-di-questi-tre-giorni-dal-corriere-del-mez/ ).
Dall’altro lato ci sono proprio la spinta straordinaria e che avrà un peso crescente nel tempo e il nuovo governo regionale guidato daRoberto Fico che, nei temi della partecipazione incidente ha una delle caratteristiche costitutive del suo percorso politico.
E però, sono trascorsi diversi mesi dal voto delle Regionali. Stenta ad emergere in modo forte un’agenda di cambiamento e innovazione nel lavoro del nuovo governo regionale: le prime scelte sul tema dell’acqua pubblica sono promettenti, ma sono, anche su quel terreno, giusto un primo accenno.
Intendiamoci, non è facile.
Ci sono una conoscenza diretta e un rimodellamento della macchina amministrativa che richiedono un loro tempo.
E c’è poi, soprattutto, a mio modo di vedere, una difficoltà politica: l’unità solo superficiale e perfino la contraddittorietà per certi versi presenti nell’arco di forze che hanno sostenuto il Presidente Fico e si sono ritrovate nel Consiglio regionale rendono più difficile l’emergere del necessario profilo innovatore: il passato – recente e presente in modo così evidente e legittimato – tende inerzialmente a rappresentare un elemento di freno.
Se non si interrompe il circolo vizioso di chiusura dei partiti-autoreferenzialità-spinta ossessiva all’esercizio del governo come controllo di potere, ben difficilmente potranno emergere caratteri effettivamente nuovi quali quelli necessari per la gravità della situazione democratica e sociale in Campania.
I partiti da questo punto di vista si presentano quindi come il problema e non certo come la soluzione.
Da dove allora trovare la spinta per rompere quella situazione di passivizzazione diffusa, cercata e voluta anche dalla politica-potere, che ha condotto al voto meno della metà degli aventi diritto?
Se dai partiti non viene, e non verrà, da dove allora?
Qui c’è tutto il tema che con coerenza il Prof. Massimo Villone con tenacia viene ponendo da tempo, ancora domenica scorsa su Repubblica : riconoscere nuovi statuti nuovi a forme nuove di partecipazione e di autorappresentazione dei movimenti della società civile. Consentire cioè una vera e propria irruzione democratica, così la viene definendo proprio il Movimernto Rigenera, nel circuito istituzionale: uno choc positivo che solleciti tutti a ritrovare uno spirito nuovo. E che in Campania faccia seguito allo choc nazionale del Referendum, a cui del resto la Campania con le sue forze vive, e non sarà un caso, ha portato un contributo di primaria importanza.
Su questa sfida, da subito ( e sono già passati quasi quattro mesi dal voto di novembre…), proprio la storia del Presidente Fico potrebbe rappresentare una garanzia di svolta.
In primo luogo c’è da completare l’assetto dei nuovi istituti partecipativi previsti in modo lungimirante dallo Statuto approvato dal Consiglio Regionale, Presidente della Giunta Regionale Antonio Bassolino, in cui, bisogna dire, nessuno dei successori ha mai creduto.
In primis con la regolamentazione del Referendum Approvativo, vera innovazione partecipativa, unica nel panorama delle Regioni italiane. L’articolo 15 dello Statuto prevede che 50.000 elettori possano presentare al Consiglio e alla Giunta una Proposta di Legge nei cui confronti, se non votata nei sei mesi successivi alla sua presentazione o se stravolta nel voto consiliare, i presentatori possano chiedere lo svolgimento del Referendum Approvativo appunto. In questo caso se i SI sono maggioranza, la Proposta diventa Legge della Regione.
Cosa manca alla attuazione di questo articolo? Una legge regionale di regolamentazione che negli ultimi 15 anni nessuno ha avuto voglia di fare.
In secondo luogo c’è da uniformare i diritti di partecipazione vivi a livello nazionale e invece interdetti in Campania. Come è possibile che si possa partecipare con la certificazione dell’identità digitale alla raccolta di firme per Referendum nazionali e per Proposte di legge di Iniziativa popolare di carattere nazionale mentre, a livello regionale, questa possibilità non sia riconosciuta?
Ci sono, sul terreno partecipativo, tante altre cose concretamente possibili che potranno emergere. E magari ci torneremo.
Intanto, per queste due riforme a costo zero e ad impatto democratizzante alto, da Santa Lucia e dal nuovo Consiglio si batte un colpo nei prossimi 100 giorni? E comunque saremmo a circa sette mesi dal voto di novembre?
Per questo annettiamo molto valore alla patrtecipazione dell’Assessore Andrea Morniroli all’incontro del 31 marzo, così come a quella deiresponsabili delle principali realtà associative della Campania, come Arci, Libera, Slow Food con Alessio Curatoli, Mariano Di Palma e Patrizia Spigno, che insieme ad una miriade di movimenti e reti locali già sono state protagoniste dell’iniziativa di Rigenera nei due anni alle nostre spalle.
E qui allora si va delineando anche la possibile Piattaforma insieme ai punti di proposta già accennati: l’immediata iscrizione all’Ordine del Giorno del Consiglio Regionale della Proposta Rigenera Campania, elusa colpevolmente dal precedente Consiglio Regionale e però riaffidata dallo Statuto al nuovo; l’elaborazione a cui il Movimento intende dedicarsi di una vera e propria Proposta di Legge nuova sulla Partecipazione, per la quale proprio martedì 31, Patrizia Maltese e Leandro Limoccia delineeranno il primo profilo; il lancio al tempo stesso della Proposta di Legge Regionale sul Reddito di Contadinanza; e firme per sostenere tutte queste proposte e la richiesta di convocazione del primo Referendum Consultivo della Campania, ma anche primo nelle regioni italiane.
Quello Consultivo è l’unico che si può fare in questo momento in Campania. E noi vogliamo appunto coinvolgere i cittadini della REgione nell’esprimersi nettamente sul tema: ritenete voi che sia necessario e urgente assicurare alla nostra Campania una svolta nella lotta alla crisi climatica e per la conversione ecologica che si traduca : nel blocco del consumo di suolo; nella destinazione del miliardo stanziato per costruire le Piramidi a Piazza Garibaldi, invece, alla rigenerazione di oltre 20.000 alloggi nei centri storici, in larga misura sfitti oggi con un impatto positivo sul lavoro e sulla crisi abitativa soprattutto per le fasce popolari; nella destinazione dell’80% delle risorse disponibili all’agricoltura contadina e biologica; all’uso di cibo biologico e naturale nelle mense scolastiche,ospedaliere e delle rsa; al sostegno alla diffusione in tutti i comuni della regione delle Comunità emergetiche per abbattere anche i costi della bolletta elettrica delle famiglie e delle imprese; per garantire che almeno il 50% delle spiagge sia pubblica; per istituire il Parco Agricolo e Culturale del Corridoio Ecologico dei Regi Lagni per il quale esiste già il Progetto finanziato con risorse pubbliche e per lasciarsi alle spalle la Terra dei Fuochi.
Anche se consultivo, sfido istituzioni a partiti, di fronte al suo responso e all’espressione di volontà diretta, immediata e consapevole di centinaia di migliaia di campani, difar finta di niente.
Di fronte a questa irruzione democratica, la svolta non potrà non esserci. O troverà le sue strade per affermarsi autonomamente. In ogni caso.
Gianfranco Nappi

