E’ importante questo incontro di giovedì 16 ottobre dalle ore 17.00 presso la Sede della CGIL in Via Toledo a Napoli.
E’ promosso da CGIL, Rigenera, Rete del 22 febbraio che intorno al Forum delle Diseguaglianze raccoglie a sua volta una rete di protagonisti del volontariato, dalla rete di Libera.
Si presenta una vera e propria Piattaforma che condensa i punti essenziali della possibile e necessaria svolta di cui la Campania ha bisogno: la trovate di seguito.
Non ci piace come è partita questa campagna elettorale che, in un vuoto pneumatico di idee, di stimoli partecipativi sembra caricare tutto sul candidato Presidente mentre tutto il resto si è già lanciato non nella lotta al voto ma in quella alla preferenza, come se la destra non esistesse.
E come se non ci fosse una società che vede larghi suoi settori in sempre maggiore difficoltà e sofferenza. Come se non si vedessero queste ragazze e questi ragazzi che hanno scosso i potenti del mondo sul genocidio di Gaza: e diciamolo, che vergogna quello spettacolo di quei potenti raccolti intorno al loro neo imperatore e che festeggiavano non la pace ma il loro potere senza una parola sul genocidio, su quelle decine di migliaia di morti, senza una assunzione vera del bisogno di futuro libero per quella popolazione.
Ecco anche il valore dell’incontro di giovedì, presentare un altro piano di discorso politico, partire dalla società e dai suoi bisogni di vita e di libertà: adeguare una piattaforma di governo a questi bisogni.
A vedere bene questa è la svolta radicale che i protagonisti di quell’incontro reclamano, non propongono semplicemente : perchè è esattamente di questo capovolgimento di sguardo che c’è bisogno rispetto al decennio alle nostre spalle e rispetto alla politica che continua in tanti Comuni, non escluso quello della città capoluogo di Regione.
Ecco perchè la Piattaforma non è una semplice evocazione di temi. No. Rivendica invece le 10 grandi riforme dei primi 100 giorni di vita del nuovo Consiglio Regionale, a cominciare dalla Proposta Rigenera. E neanche esse basteranno per rimettere in carreggiata la Campania, processo lungo. Ma è proprio per questo che non ci si potrà accontentare di niente di meno.
Ma immaginiamo per un momento anche la possibile bellezza di questa fase di grande creatività, di chiamata alla mobilitazione di idee, di protagonismo, di elaborazione e di partecipazione del meglio della società campana, assicurando ad essa canali stabili di rappresentanza e di incidenza: ne abbiamo discusso come Rigenera non molti giorni fa proprio con Fico in una bellissima Assemblea all’Istituto Filosofico e con Massimo Villone. E non pensarlo per il dopo ma cominciare già ora, in tutti i quartieri delle grandi città e in tutti i Comuni della Campania: sorgano ovunque Comitati per la Rinascita sociale e ambientale della Campania, che raccolgano energie vitali, associazioni, movimenti, idee originali, candidati di liste diverse. E Mettendo in dialogo diretto con il Candidato Presidente. Allargare la rete partecipativa e di protagonismo. Sfruttare anche la Rete web, qui davvero non dovrei dire niente, per replicare anche online quel che avviene sui territori e viceversa: un grande polmone democratico che respiri aria nuova e che come un albero diffonda ossigeno.
Attenzione, le cose socialmente orientate, o ambientalmente orientate non si fanno non per distrazione ma perchè presuppongono la sconfitta di forze potenti che rappresentano altri interessi, alternativi, di rapina dell’ambiente, di sfruttamento delle persone ( non se ne può più di queste lacrime sulle morti per lavoro da parte di coloro che difendono un sistema che alimenta proprio queste morti e che non mette il lavoro con i suoi diritti al centro ), di profitti osceni sui guai delle persone semplici.
E quindi non è una passeggiata la lotta contro la conservazione. E’ appunto, una tensione permanente sul filo, tra forte sollecitazione e conflitto.
Ma se non c’è questa svolta, la crisi democratica cresce nel non voto. E si fa un regalo alla destra più impresentabile del nostro tempo.
Questo peso non si può poggiare solo sulle spalle della freschezza, dell’immediatezza, dell’empatia che trasmette il candidato Presidente. Attenzione a non proporre ad una società già insofferente messaggi non univoci.
Questa Assemblea prova a tracciare un rotta per il futuro.
Di interlocuzione ma anche di prontezza al conflitto.
Caro Presidente, proveremo a fare la nostra parte: proprio perchè disinteressata, ancor più intransigente. La linea di sconfitta della destra passa da qui, c’è poco da fare.
E al tempo stesso, non spezziamo le interlocuzioni con forze essenziali che solo la miopia dei partiti non ha consentito di avere dentro il centrosinistra: è anche del loro protagonismo che ci sarà bisogno in futuro.
Gianfranco Nappi
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I MATFERIALI DEL 16 OTTOBRE
Invito
La Cgil, Rigenera Campania che ha imposto all’attenzione del Consiglio Regionale percorsi necessari e possibili di lotta alla crisi climatica, gli attori del civismo attivo che hanno promosso l’assemblea del 22 febbraio a Napoli, i soggetti raccolti nel tessuto articolato di Libera Campania hanno deciso di confrontarsi a partire dai loro percorsi per definire una proposta comune sulle prossime elezioni regionali.
Queste idee e questi percorsi concentrano la loro attenzione su quella necessaria svolta partecipativa e di contenuti di governo di cui la Campania avrà bisogno in un impegno che non si consumerà in un tempo breve ma che, per affermarsi, fin dai suoi primi passi deve dare il senso tangibile sia del cambiamento per la vita concreta dei Campani in direzione di giustizia sociale e giustizia ambientale, sia di una discontinuità nel modo di pensare al governo regionale
Da questo confronto sono uscite 10 proposte per i primi 100 giorni di governo che i quattro promotori vogliono oggi proporre alla forze della coalizione di sinistra e progressista e in primis al suo candidato Roberto Fico.
Mettendo a disposizione un impegno concreto che non potrà non essere anche di lotta e di conflitto per aprire i varchi necessari alla necessaria nuova stagione.
Il prossimo 16 ottobre, alle ore 17.00, nel Salone della CGIL in Via Toledo a Napoli abbiamo organizzato un primo momento pubblico in cui discuteremo delle 10 proposte con il candidato presidente Roberto Fico.
Ci farebbe davvero piacere avervi con noi
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Cgil – Rigenera Campania – Assemblea del 22 febbraio – Libera
LA SVOLTA NECESSARIA PER LA CAMPANIA
10 idee impegnative per i primi 100 giorni del nuovo governo regionale
A confronto con il Candidato Presidente Roberto Fico
Il nostro “popolo del fare” vuole tenacemente interpellare e confrontarsi con la politica sui contenuti, sulle grandi questioni che dovrebbero essere oggetto del dibattito pre-elettorale e di cui invece si vede scarsa traccia nel dialogo tra i partiti.
La nostra proposta parte dall’impegno per un radicale cambio di paradigma che riconosca il valore della cura e della promozione delle persone e delle comunità, guardando alle relazioni sociali ed economiche attraverso le prospettive di genere e generazionali, unendo l’attenzione alle persone con quella per l’ambiente.
1 Trasparenza e partecipazione come cifra del governo regionale
Affermazione di nuovi percorsi di trasparenza e di partecipazione nelle modalità con cui Regione e Città Metropolitana assumono decisioni fondamentali sulla vita e sul futuro dei cittadini campani. L’obiettivo è dare completa attuazione allo Statuto della Regione che ancora risulta inapplicatonelle sue previsioni più forti dal punto di vista partecipativo e di uniformare i diritti d’uso della firma digitale tra livello regionale e livello nazionale.
2 Lotta alla crisi climatica e per la giustizia sociale e ambientale
Svolta nelle politiche di governo del territorio, in alternativa alle scelte che, anche attraverso la legge regionale 5/2024, in questi anni hanno incrementato il consumo di suolo e valorizzato la rendita fondiaria contro i fondamentali bisogni sociali: blocco del consumo di suolo, rilancio di politiche attive per la crisi abitativa e vera rigenerazione urbana socialmente finalizzata come per altro è contenuto nella proposta di Legge di Iniziativa Popolare Regionale Rigenera , che, dopo l’ostruzionismo del vecchio Consiglio passa ora al nuovo ed è una delle priorità dei primi 100 giorni. Insieme a tutto ciò per un effettivo nuovo governo del territorio va acquisito anche il testo dell’Altra Legge’ cui hanno lavorato oltre 40 associazioni.
Ribaltamento di Paradigma nell’affrontare il bradisismo che investe le istituzioni: ruolo attivo di monitoraggio e di manutenzione continua del patrimonio abitativo flegreo.
Ampliamento delle disposizioni già importanti contenute in Rigenera sulla conversione ecologica dell’agricoltura, sulla reale centralità delle aree interne, sulla rivitalizzazione dei centri dell’Appennino, sulla sperimentazione di un reddito di contadinanza come supporto concreto alla rivitalizzazione delle produzioni di eccellenza, anche attraverso la valorizzazione delle competenze di giovani e di immigrati.
Assunzione della gestione pubblica di tutto il ciclo delle acque, dalla grande adduzione fino alla distribuzione finale, come un valore da affermare e come un obbligo giuridico da attuare.
L’applicazione attenta e rigorosa della sentenza CEDU sulla Terra dei Fuochi si aggiunge alle urgenze del nuovo governo regionale: è necessario concentrarsi su misure che affrontino l’inerzia storica e rafforzino l’azione preventiva e la partecipazione pubblica, tra cui la trasparenza sui rischi e sullo stato ambientale, la mappatura dei siti inquinati, di sversamento e delle aree a rischio, la raccolta dati sui livelli di contaminazione in modo comprensibile per i cittadini, la prevenzione dei rischi: il varo del Progetto del Corridoio Ecologico dei Regi Lagni è in questa ottica scelta strategica di sviluppo nuovo e di lavoro e come risposta strutturale e non emergenziale alla Terra dei Fuochi.
3. Trasporto pubblico efficiente ed ecologico, con particolare attenzione alle esigenze di pendolari e studenti, nonché alle linee che collegano i centri alle periferie e alle aree interne.
È necessaria una discussione sui modelli di integrazione tra le diverse aziende del territorio, rivedendone il ruolo e superando l’attuale frammentazione, valorizzando le esperienze a carattere pubblico e separando nettamente chi è chiamato a gestire il servizio da chi gestisce gli appalti e la realizzazione delle opere. Riteniamo a tal proposito indispensabile che il prossimo Presidente ripristini l’assessorato ai Trasporti come condizione preliminare ad ogni discussione.
4. Regolamentazione e governo del turismo
Il turismo è un’occasione ma, come sta accadendo non solo a Napoli, provoca anche insopportabili meccanismi di gentrificazione e l’impossibilità per molti – a iniziare da studenti, poveri e vulnerabili – di accedere al diritto di un’abitazione dignitosa.
5. Sanità Pubblica – Welfare – Educazione
Sanità pubblica non piegata alle esigenze del mercato, incarnata in un assessore/a competente, responsabile delle scelte e che inverta la tendenza degli ultimi anni alla privatizzazione e allo smantellamento dei servizi territoriali preesistenti, con la logica della “ospedalizzazione”. In sintesi, una sanità pubblica, territoriale che abbia la tutela della salute, la prevenzione, la prossimità, l’integrazione socio-sanitaria, come principi basilari e cardini sui quali declinare gli interventi e i servizi a partire dalla prima urgenza, dopo anni di commissariamento.
In un territorio che continua a essere uno degli epicentri della povertà sociale, economica ed educativa del Paese, le politiche di welfare insieme a quelle educative, devono essere assunte come priorità delle politiche regionali con interventi strutturali e stabili fondati sull’esigibilità dei diritti universali e non sull’assistenzialismo.
A fronte dei “grandi numeri” della povertà e della coperta sempre troppo corta dei servizi, va rimesso al centro delle politiche regionali il rilancio delle politiche di contrasto della povertà, anche con l’impegno a costruire una misura di sostegno al reddito definita sulla base di una seria riflessione su ciò che è stato fatto, andrebbe fatto e si può realmente fare.
Una grande strategia pubblica contro la povertà educativa e per la rigenerazione urbana e sociale dei quartieri popolari
I luoghi delle nostre città vittime della crisi del lavoro e delle spopolamento delle aree interne sono oggi punti di sofferenza dove l’assenza di una strategia pubblica di rigenerazione rafforza una dimensione di espulsione ed emarginazione sociale che rafforza il consenso mafioso e le violenze, soprattutto tra i giovani.
Revisione partecipata e condivisa della Legge regionale sulla dignità sociale, relativo regolamento e catalogo; con attenzione privilegiata alle nuove povertà, ai nuovi bisogni, alle diverse forme di violenza sui minorenni e sulle donne
6. Politiche abitative
L’emergenza casa è ormai dilagante nei grandi centri urbani, connessa all’esplosione del turismo, ma legata anche ad altri fattori speculativi che stanno portando all’espulsione dei cittadini e degli studenti dai centri urbani. È necessario che Regione e Comuni collaborino alla costruzione di un Piano Casa ambizioso, nonché alla stesura di una legge regionale sul modello della Toscana che contrasti l’abuso di locazioni brevi a uso turistico e incentivi la creazione di studentati pubblici.
7. Lavoro e sviluppo
Lo sviluppo non può essere legato unicamente o in modo preponderante all’industria turistica, che porta occupazione di bassa qualità, salari poveri, bassa produttività e scarsa capacità di innovazione. Va difeso il nostro tessuto industriale a partire dai grandi poli produttivi (aerospazio, automotive, agroindustria, farmaceutica e chimica); vanno sviluppati i siti legati alla logistica, a partire da un rilancio complessivo dei porti della regione, e quelli legati alle industrie innovative come nel caso della ex Whirlpool a Napoli est. Servono inoltre investimenti concreti nelle politiche attive del lavoro, che valorizzino il ruolo delle forze sindacali e dei tanti imprenditori che pensano allo sviluppo virtuoso in un intreccio fecondo tra economia, cultura, sociale, messa in sicurezza del territorio e tutela ambientale, e promuovano una cultura della sicurezza che cancelli il vergognoso rosario quotidiano di morti sul lavoro.
8. Progetto di bonifica e rigenerazione di Bagnoli
Bagnoli va sottratta ai tentativi di nuova speculazione che, con l’occasione della imminente America’s Cup, si stanno riaffacciando prepotentemente. L’area deve essere restituita ai suoi cittadini e alla città, a partire dal ripristino della balneabilità e dalla creazione di un grande polmone verde a carattere boschivo. Il futuro non solo di questo pezzo ma di tutta la città deve essere riportato a un dibattito pubblico e trasparente in cui i cittadini, anche ridando protagonismo alle assemblee elettive, possano contribuire al ridisegno del territorio.
9. Cultura individuabile e coerente nelle sue linee guida, incarnata in un assessore/a competente, responsabile delle scelte, distante dall’attuale struttura feudale e clientelare caratterizzata da un’emorragia di risorse verso grandi eventi e da erogazioni a pioggia. Un assessore/a capace di rilevare i movimenti e le dinamiche carsiche che ci sono in Campania, anche in contesti inaspettati, è il presupposto per una revisione radicale delle attuali politiche pubbliche; determinerebbe inoltre un uso efficiente ed efficace dei fondi per la cultura, con un effetto moltiplicatore virtuoso a vantaggio della qualità della vita dei cittadini.
Serve una politica scolastica che elabori un piano per avere nell’arco di tre anni tutti gli istituti comprensivi dotati di mensa biologica e almeno un istituto per quartiere e per comune aperto tutta la giornata come spazio vivo di aggregazione territoriale.
10. Liberare i territori da mafie e corruzione nel solco della giustizia sociale
Occorre strutturare politiche pubbliche radicate e situate per liberare i territori da mafie e corruzione; ben oltre la semplice repressione, puntando sulla rigenerazione sociale ed economica dei territori. Pasando da alcune prime priorità.
Il riuso sociale dei beni confiscati costituisce il cuore simbolico e operativo. C’è urgente bisogno di rafforzare un piano di politiche e investimenti rivolto al sostegno ai soggetti gestori dei beni confiscati e per le aziende sequestrate che sono la vera spina dorsale dell’iniziativa sociale e dello sbocco occupazionale di un percorso di riuso sociale.
Una legge contro il gioco d’azzardo affronterebbe una delle principali fonti di finanziamento e controllo territoriale delle organizzazioni criminali, proteggendo al contempo le fasce più vulnerabili della popolazione da una piaga che distrugge famiglie e alimenta l’usura.
Una legge che valorizzi e incentivi le pratiche di monitoraggio civico sulle bonifiche, sulle risorse idriche, sugli appalti rappresenta infine un elemento innovativo di trasparenza e partecipazione.
Su tutto ciò chiediamo segnali chiari, iniziando dall’impegno a lavorare insieme sulla qualità della rappresentanza, per la selezione di una classe dirigente più adeguata alle sfide di governo della complessità, per istituire forme di Partecipazione Efficace nel funzionamento ordinario del Sistema Pubblico e per valorizzare l’apporto del capitale sociale e professionale che si è formato sul campo in anni di lavoro e di buone pratiche.
La gestione della cosa pubblica deve essere pensata come ambito collettivo, aperto e democratico, in un incontro virtuoso tra partiti e soggetti attori dell’impegno e della cittadinanza attiva.


A proposito di sanità pubblica due richieste fondamentali:
– ottenere l’apertura delle strutture di pronto soccorso dei policlinici universitari e dell’Istituto Tumori dell’INT Pascale.
Queste strutture, unico esempio in tutta Italia, sono prive di Pronto Soccorso con grave danno per la popolazione malata afferente a queste strutture costrette in caso di emergenza a riversarsi quasi sempre sul Pronti Soccorso dell’AORN Cardarelli con i risultati catastrofici che ben conosciamo. E’ un diritto negato illegalmente per il solo fatto che la corporazione medica ha ampi interessi nel mantenimento di questa vergognosa situazione.
Una seconda richiesta, al posto dei soliti piagnistei che seguono le morti sul lavoro, dovrebbe riguardare la ricomposizione delle strutture di vigilanza sanitaria per la sicurezza nei luoghi di lavoro, strutture di competenza del Servizio Sanitario Regionale, attualmente in completo disarmo.
Grazie Massimo!