di Gianfranco Nappi .

Come la metti metti, come la chiami chiami, questa settimana non passerà senza conseguenze : la corda è tesa e o si troveranno nuovi equilibri , più soddisfacenti per fronteggiare l’emergenza o se non tutto il filo ma qualcosa di esso di spezzerà con conseguenze ed effetti a catena imprevedibili.

Questa sarà una settimana decisiva per l’Europa. E dunque per noi. Si, perchè questa sciocchezza che noi ce la si possa fare da soli, nel Mondo di oggi, è più di una sciocchezza. E’ un imbroglio non degno di classi dirigenti: il sovranismo questo è, un imbroglio. E pericoloso anche.

Ma è anche vero che questa Europa, se non cambia, implode. Se non cambia rappresenta il principale alimento per tutti i sovranismi. L’idea che si debbano apllicare ai rapporti tra gli Stati le stesse regole di mercato è un vero e proprio virus che dal 2007/2008 sta corrodendo dal di dentro l’organismo europeo.

E’ in questo Scilla e Cariddi che ci dibattiamo.

Vi dedica una importante e condivisibilissima riflessione Maria Luisa Boccia sul sito del Centro per la Riforma dello Stato che fu luogo tra i privilegiati per la ricerca di Pietro Ingrao.
https://www.centroriformastato.it/opportunita-e-rischi-del-negoziato-europeo/

Marco Bascetta su il Manifesto, riflette invece su quanto l’idea che i singoli paesi muovendosi da soli, ciascuno più velocemente dell’altro e in modo più ‘furbo’ puntando a recuperare vantaggi competitivi rispetto agli altri rappresenti uno dei fattori di blocco della capacità dell’Europa di assumere decisioni nuove e una vera e propria follia.

https://ilmanifesto.it/lue-nella-trappola-delle-priorita-nazionali/

Laura Pennacchi invece insiste sull’esigenza di una vera Politica economica a livello europeo, fondata su investimenti diretti e non solo su manovre monetarie. E’ questa la chiave di volta per fronteggiare la crisi. Si discuta poi sugli strumenti più utili per sostenerla, ma è in questa ottica che occorre muoversi: un grande Piano di intervento che intervenga per modificare la qualità e gli indirizzi dello sviluppo.

https://ilmanifesto.it/eurobond-e-mutualizzazione-del-debito-per-cambiare-la-rotta/

Sul prossimo 23 aprile si concentrano così attese e preoccupazioni.

Eppure il Parlamento Europeo, a cui andrebbe riconosciuta ( e per il quale andrebbe reclamata ), una vera centralità ha battuto un colpo importante nella sua ultima sessione: ha deliberato affinchè vengano riconosciuti strumenti comuni per fronteggiare la crisi.

Così come il fatto che si possa arrivare ad utilizzare le risorse del MES, o comunque lo si voglia ri-chiamare, senza condizionalità, in entrata e in uscita, pure rappresenta un passo in avanti.

Siamo tra Scilla e Cariddi.

Eppure avvertiamo che in tutta questa discussione manca qualcosa. Manca la voce dei popoli. E senza di essa, senza la sua partecipazione e il suo protagonismo è difficile sperare per il meglio.

E la dice giustissima l’intellettuale pakistano impegnato, ottimo romanziere anche, Tariq Ali nella bella intervista su Lenin all’Alias de il Manifesto . Alla fine gli viene la domanda sul coronavirus e su quanto sotto l’urgere della crisi il capitalismo possa cambiare, adattarsi o essere messo in discussione.

E lui risponde con intelligenza:

Non sono possibili cambiamenti reali a meno che non vi sia una forza sociale e politica pronta ad attuarli. La politica deve restare sulla plancia di comando .

Chi oggi, in Italia ed in Europa, dal lato della politica e per quel che ci interessa, a sinistra, cerca di porsi così di fronte alla questione?

Mi è difficile intravederlo. E …ho detto tutto!

https://ilmanifesto.it/lenin-certezze-e-dilemmi/

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1 commento

  1. E’ proprio, leggendo questo ampio con tanti significativi interventi le preoccupazioni sono aumentate ed è giusto che sia così perché condivido in pieno l’introduzione di Gianfranco “questa settimana non passerà senza conseguenze : la corda è tesa e o si troveranno nuovi equilibri , più soddisfacenti per fronteggiare l’emergenza o se non tutto il filo ma qualcosa si esso di spezzerà con conseguenze ed effetti a catena imprevedibili.” e mi sembra pure stupido pensare “speriamo bene”

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