Lo scorso 7 settembre il Movimento Rigenera ha incontrato in Presidente Roberto Fico presso la sede della Presidenza della Regione Campania. . E’ stato un incontro che nella discussione dei diversi temi è andato avanti per oltre un’ora. Crediamo sia un fatto da sottolineare che il Presidente Fico si sia impegnato in un confronto di merito così importante, La delegazione del Movimento era composta da Marialuisa Faella, Maria Lionelli e Gianfranco Nappi. Al Presidente è stata rappresentata senza infingimenti una posizione critica rispetto all’insieme della situazione; è stato consegnato un documento che riteniamo utile pubblicare integralmente e preannunciato il massimo sostegno a tutte le iniziative che andranno nella giusta direzione ma anche la polemica e il conflitto rispetto ad ogni scelta che non venisse compiuta o andasse in direzione opposta a quella necessaria e urgente per assicurare giustizia sociale e ambientale. E segno più concreto della volontà del Movimento di ‘non attendere passivamente è il lancio annunciato della Campagna di IRRUZIONE DEMOCRATICA tra il 18 e 22 ottobre. La pratica innovativa e la lotta continuano.
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PER LA NECESSARIA SVOLTA IN CAMPANIA PER GIUSTIZIA AMBIENTALE E GIUSTIZIA SOCIALE

Consideriamo la nascita e l’azione del nuovo Governo Regionale come fattori importanti per la Campania e le sue prospettive.
Abbiamo interloquito con Roberto Fico prima che fosse candidato ufficiale alla Presidenza della Regione e dopo la formalizzazione della candidatura.
Nei dieci mesi che ci separano dal voto di novembre, la situazione ambientale della Campania è rimasta critica mentre la rottura climatica ha dato evidenti segnali di accelerazione e questa estate infinita ne è diretta testimonianza.
A fronte di ciò abbiamo pubblicamente denunciato l’assoluta incapacità di tutti i livelli istituzionali di reagire di fronte alla situazione.
In primo luogo , incapacità del livello nazionale che con il Governo è andato in questi ultimi anni addirittura in colpevole retromarcia, smantellando ogni già pallida strategia di conversione ecologica; attaccando il Green Deal europeo; ostacolando la diffusione delle fonti rinnovabili; rilanciando addirittura la follia del nucleare civile.
Ma non si può dire che la reattività degli altri livelli istituzionali sia stata adeguata.
Tutt’altro.
Il Comune di Napoli, in particolare, sta procedendo secondo coordinate che a nostro avviso sono in netta controtendenza rispetto allo sforzo di conversione ecologica che vede impegnate le più avvertite e innovatrici realtà metropolitane nel mondo. Ed è per noi un fatto grave inoltre che l’ANCI, guidata dal Sindaco di Napoli, abbia assunto nei fatti una posizione formale che mette in discussione i contenuti più avanzati del nuovo Regolamento europeo sulla rinaturalizzazione delle aree urbane,
E Napoli è praticamente già ultima tra le città italiane per numero di alberi pro-capite, mentre è risultata tra le città più colpite per le ondate di calore e le notti tropicali negli ultimi tre mesi.
Nonostante questo, nessuna iniziativa concreta è stata assunta: dietro il mantra di Coppa America c’è il vuoto di strategia ambientale.
Non possiamo poi essere soddisfatti della capacità di iniziativa che la neonata giunta regionale ha messo in campo.
E questo è il tema che poniamo con un rinnovato ma – non possiamo non confessare – già colpito, senso di fiducia verso il lavoro di quella che vorremmo nuova Regione.
Pensiamo che ci sia una sfida aperta nell’immediato:
o la nuova Regione avvia da subito una azione di controtendenza rispetto al decennio ultimo e punta a fare della Campania Regione tra le più avanzate nella lotta alla rottura climatica, nell’azione mitigatrice, nelle strategie di conversione ecologica, a cominciare dalla organizzazione delle città, della logistica e della mobilità, delle produzioni agricole, della gestione della risorsa acqua e del blocco del consumo di suolo;
oppure, il differenziale tra necessità e realtà è destinato a diventare ancor più ampio, con la compromissione ulteriore di tutti i livelli di giustizia sociale e ambientale in una Regione che è terza per consumo di suolo, nella quale ci sono 500.000 diabetici di tipo 1; nella quale si campa mediamente tre anni in meno rispetto al Nord.
Per questo il senso di questo incontro è preciso: chiedere una radicale, immediata , certa inversione di rotta, nelle azioni concrete e nella percezione che esse diffondono nell’opinione pubblica.
Avere una istituzione come la Regione attivamente in campo nell’azione contro la rottura climatica significa anche infondere fiducia nei cittadini che ce la si possa fare; che è possibile nell’immediato e gradualmente raggiungere obiettivi importanti di qualità di vita e ambientale.
Sappiamo benissimo che ci vorranno anni.
Ma è appunto questo che serve e che chiediamo: l’indicazione di una rotta precisa, di una strategia organica che indichi i punti di arrivo e le tappe di avvicinamento progressive.
Non azioni tampone. Non azioni improvvisate e disorganiche. Ma appunto, una strategia.

Chiediamo la istituzione di un Assise di confronto permanente sulla rottura climatica e sulle soluzioni necessarie. Presieduta dal Presidente della Regione, per dare il senso dell’urgenza e del livello dell’impegno.
Una sede nella quale per un tempo delimitato, 90 giorni, siano raccolte insieme le migliori espressioni del mo
ndo della ricerca e dell’alta formazione e quelle dei movimenti ambientalisti e siano elaborate le prime Linee guida di una azione innovatrice in questo campo, e le prime decisioni operative anche. Contestualmente, sempre da questa esperienza può svilupparsi una iniziativa di informazione e formazione ed ascolto indirizzata verso le scuole di ogni ordine e grado per coinvolgere direttamente le giovani generazioni nella costruzione di una prospettiva nuova;


Chiediamo che contestualmente, le proposte che emergeranno siano indirizzate ad una Sessione straordinaria del Consiglio Regionale dove, nel corso di una o più riunioni si esaminino nel dettaglio tutte le decisioni più opportune.
In questo quadro segnaliamo le seguenti priorità:
a) la immediata messa all’ordine del giorno della Proposta di Legge Rigenera Campania che – già da due anni e oltre bloccata in Consiglio – delinea le prime fondamentali scelte con 65 decisioni concrete e l’assunzione di 10 principi inderogabili per un effettivo blocco del consumo di suolo; rendere effettiva la lotta all’inquinamento dell’aria; l’incentivazione della produzione locale e autogovernata di energia da fonti rinnovabili, la destinazione dell’80% almeno delle risorse disponibili all’agricoltura contadina e biologica invece che all’agricoltura intensiva e divoratrice di natura e di diritti del lavoro.
b) Il varo del sistema dei boschi urbani: Occidentale a Bagnoli e non ridotto nella sua estensione e degradato a verde urbano, Orientale a Napoli est e Regionale con il Corridoio ecologico dei Regi Lagni per un bosco di 57 chilometri di lunghezza e per il quale esiste una importante progettualità di dettaglio della stessa Regione, dall’Appennino irpino al mare di Castelvolturno. Con l’obiettivo di creare la più grande cintura verde e di disinquinamento dell’aria e di abbattimento delle temperature.
c) La riforma urgente della legge 15/2015, perché mentre si discute su Napoli, nel frattempo si sta privatizzando tutta la distribuzione in Campania. Occorre una Società Regionale 100% pubblica in capo a cui porre la gestione dell’intero ciclo integrato delle acque, come garanzia di tutela del bene comune e di economicità nella gestione.
d) Va ridisegnato l’intero intervento sull’emergenza flegrea: poiché di condizione permanente si tratta, va costruita una strategia di manutenzione e cura permanente del territorio secondo l’idea del cambio di paradigma, mentre va assicurato ogni sostegno alle migliaia di sfollati delle ultime scosse.
e) Bloccare il progetto faraonico di nuova sede della Regione e destinare invece le risorse ad un grande Piano di Riqualificazione degli appartamenti dei centri storici delle città anche ai fini del contenimento dei costi degli affitti e, finalmente, varare un programma straordinario di manutenzione del patrimonio edilizio pubblico privo di ogni intervento da lunghi anni.


Per parte nostra,dal18 al 22 ottobre, lanciamo la Campagna di IRRUZIONE DEMOCRATICA,
con l’avvio della raccolta delle firme per 2 nuove proposte di Leggi di Iniziativa Popolare Regionale: per Istituire il Reddito di Contadinanza, parte di una necessaria e possibile strategia organica verso le Aree Interne e di valorizzazione delle attività ecosistemiche; e per implementare finalmente l’articolo 15 dello Statuto che prevede l’avanzatissimo strumento del Referendum Affermativo, ovvero deliberativo ma non utilizzabile in assenza di una legge regionale di regolamentazione.
Contestualmente, avviamo anche la raccolta delle firme per realizzare, per la prima volta in Italia, l’unico Referendum possibile oggi in Campania: quello Consultivo, in materia di lotta alla crisi climatica e su alcuni punti centrali della Piattaforma di Rigenera.

Per i contenuti, gli obiettivi ed il metodo partecipativo che evoca e su cui si fonda la Campagna di Irruzione Democratica, riteniamo che il Presidente della Regione Campania potrebbe esserne protagonista, a cominciare dalla partecipazione alle giornate di lancio di ottobre.
E riterremmo opera utile che lo sforzo del Movimento Rigenera, e di tutte le realtà che si muovono su questi terreni decisivi, fossero anche utili a vincere le grandi resistenze già evidenti nella maggioranza regionale al dispiegarsi della necessaria strategia innovatrice.
Per noi si tratta anche di capire se la fiducia concessa un anno fa in modo convinto e generoso sia oggi giustificata.
Vogliamo davvero che sia così.
Se dovessimo riscontrare che così non dovesse essere, non ci lasceremo trascinare in polemiche politicistiche né ci arrenderemmo.
E’ troppo del futuro in gioco per fermarsi. E’ questo un impegno dal quale non ci si dimette.
Quel che è certo è che in assenza di risposte coerenti, l’interlocuzione si trasformerebbe in rigoroso conflitto democratico e i suoi protagonisti cercherebbero una via diretta di rappresentanza politica, alternativa.


Napoli 7 settembre 2026

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