Caro Gianfranco,
sono uno dei tanti senza partito. Dopo quarant’anni di militanza politica a sinistra, nel 2010 mi sono reso conto che nessun partito di sinistra poteva essere la ” mia casa politica” e sono tornato ad essere un cittadino senza partito.
Anni in cui sono stato impegnato nell’ ambientalismo e nella protezione civile, con una Associazione d’ Arma dell’ Esercito. una esperienza unica, prossima alla gente vittima di terremoti e delusa, che si è sentita e si sente abbandonata dallo Stato, ma ancora più bella perchè ho potuto partecipare a progetti ministeriali nelle scuole dell’ obbligo di Napoli, nei quartieri definiti “difficili”, per divulgare la sicurezza e con essa i diritti costituzionali.
Anni in cui ho trascorso tanto tempo negli Archivi di Stato per capire la storia del nostro Sud, accompagnando intellettuali esperti archivisti, e le ragioni per le quali un terzo del popolo italiano è inserito tra quelli poveri d’ Europa, e forse il più povero, ispirato dalle considerazioni di Gramsci e Salvemini sulla “Questione Meridionale”. Documenti che scrivono un’ altra storia e che mi hanno reso convinto meridionalista e spero che il meridionalismo diventi patrimonio del socialismo.
Essere di sinistra non significa rivedersi in uno dei partiti politici che si definiscono tali. Essere di sinistra significa vivere intensamente i valori della giustizia sociale, della libertà, della democrazia; concetti che spesso non convivono con la gestione del potere. Considerare lo sviluppo quale lievito per l’ emancipazione del popolo senza voler trasformare o condizionare il suo essere conseguenza della sua storia, cultura e civiltà millenarie, ma loro armonico arricchimento.
Un cittadino senza partito ma non senza politica; tornando alla giovanile ispirazione politica, con piena sovranità al popolo, ritenendo che la stessa democrazia è bella ma debole e può subire trasformazioni pericolose per il popolo. Questa sua debolezza ci impone impegno perchè si eviti che sia considerata utopia. Senza partecipazione popolare la stessa Costituzione è priva di efficacia e come diceva Calamandrei diventa ” un pezzo di carta”.
Mi rattrista il poco corretto potere-popolo, con decisioni assunte senza consenso del popolo che hanno riguardato e riguardano la sua qualità della vita, la sua stessa vita, la sua salute, la pace, la sua storia, civiltà, cultura e radici. Un potere che mostra i suoi limiti democratici e avvalora la tesi secondo cui il potere non è mai democratico.
Spero che tu voglia promuovere un nuovo percorso politico per una nuova sinistra democratica, a servizio del popolo, sulla base di una seria analisi politica degli ultimi 35 anni, senza la quale non sarà possibile comprendere la sfiducia popolare nei confronti dei partiti politici che siedono in Parlamento.
Una analisi politica non condizionata dalle appartenenze, ci condurrebbe ad un’ analisi di parte e non ispirata dalla Costituzione, dalla necessità di coniugare democrazia con libertà e giustizia sociale, nella equità. Il popolo ha bisogna di verità vera per ritrovare la fiducia smarrita nei confronti della politica e della stessa architettura istituzionale.
Condivido la tua riflessione sul Corriere del Mezzogiorno, pur andando oltre.
Cito alcuni concetti da te espressi: non vivere di rimpianto per partiti che non ci sono più, ma cercare altre pratiche per affermare una nuova politica; riconquistare la fiducia di settori popolari senza più certezze, esposti, colpiti nei loro diritti e privi di rappresentanza politica.
Questo popolo senza partiti non è sprovveduto, rinuncia a priori ad ogni forma di autocrazia o partitocrazia; considerarli “soggetto pericoloso” per la democrazia e che cerca risposte in esperienze del passato non è esatto e non è condivisibile. Quelle esperienze sono irripetibili perché mutato il contesto politico, storico e culturale. Anche io sono preoccupato da un regime: quello finanziario-tecnocratico imperante ed a cui nessuno si oppone perché da tutti accettato.
Il tuo contributo si immerge nella realtà presente condizionata dalla prossima competizione elettorale: bisogna vincere con la forza delle idee e dei veri programmi e non con il pallottoliere. Si rischierebbe di ripetere gli errori degli ultimi decenni, in politica nazionale, europea ed internazionale.
La sintesi del mio pensiero si rifà a Rousseau, il quale nel Contratto Sociale esprime il seguente concetto: “Nessun cittadino sia tanto ricco da poterne comprare un altro, e nessuno tanto povero da essere costretto a vendersi”. Tale concetto non fa riferimento alla disponibilità monetaria, ma ai ruoli che si svolgono nella società che, sovente, induce il bisognoso a cedere parte della sua libertà e dignità per il godimento di un diritto, che diventa in tal modo un privilegio.
Recuperare la fiducia delle persone senza partito, parlando con verità e con un impegno per il recupero della sovranità e dei diritti sanciti nella Parte Prima della Costituzione Italiana. Un recupero sociale alla partecipazione con l’ acquisizione culturale del proprio essere; quella cultura che ci consente di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con le altre persone. Che ciascuno abbia coscienza di se e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri per il progresso umano.
In occasione di incontri su tale tema evidenzieremo le linee guida di un soggetto politico nuovo di sinistra, democratico, ispirato alla giustizia sociale secondo la equità del suo programma e delle sue finalità. Linee guida ispirate dalla necessaria soluzione della Questione Meridionale e dalla bocciatura dell’ Autonomia differenziata, causa di futuri danni al Popolo del Sud.
Prendere consapevolezza dei diritti costituzionali erosi o persi, delle scelte politiche che hanno decretato la sconfitta definitiva della classe operaia, l’ impoverimento del ceto medio, la desertificazione industriale, la desertificazione sociale, il fenomeno migratorio, le tante guerre in corso capendo chi le ispira, la questione meridionale, la violenza che si registra nella società, particolarmente tra i giovani.
Consapevolezza che deve indurre alla individuazione delle cause di tante problematiche, correggendo l’ azione politica in ambito nazionale, europeo ed internazionale.
Una nuova politica per tutelare diritti e bisogni delle persone, in particolare di quella parte della società che vive nel disagio, con un reale programma che sappia individuare le risorse per la sua realizzazione.
Un progetto, questo da te ispirato, di grande interesse anche per le competenze che dovranno essere coinvolte: in ambito politico, del volontariato ( sociale, ambientale e protezione civile), in ambito professionale per individuazione di progetti e risorse europee, sindacato, sociologico, storico, filosofico. Un progetto chiede dati di ingresso : la conoscenza della storia del popolo a cui di rivolge, la sua cultura la sua civiltà per favorirne sviluppo armonico ed equo.
Ritengo che il progetto dovrà essere autonomo dai partiti di sinistra e diventare patrimonio della stessa sinistra.
Antonio Spadafora

Immagine in evidenza, Opera di Mariano Sommella


