Le vie delle guerre
Andrea Santangelo
Saggio (viaggi militari)
Il Mulino Bologna
2025
Pag. 290 euro 16



Europa. Dal principio e ancora in corso. L’Europa ha una storia piena di guerre
e conflitti
che ne hanno plasmato non solo le vicende istituzionali e sociali, ma
anche i rapporti con il mondo; non solo la politica e l’economia, ma anche
l’arte, la letteratura, la filosofia, l’urbanistica. Molte nazioni europee hanno,
inoltre, un passato coloniale e imperiale che le ha viste esportare armi e
violenza in ogni angolo del pianeta. La guerra è stata “fedele compagna” degli
europei per millenni. Dalla nascita delle fonti scritte, cioè più o meno da 5.500
(cinquemilacinquecento anni), si calcolano circa 14.700 guerre. E tutti gli
abitanti del Vecchio Continente, nelle varie epoche, l’hanno vissuta sulla
propria pelle, sin dalla più tenera età. Non esiste frazione, villaggio, vico o
borgo europeo che nella sua storia non conti almeno un fatto d’armi e martiri
da piangere. Non c’è città o centro urbano, insediamento produttivo, convento
o luogo di culto che per cause belliche non sia stato distrutto o danneggiato,
poi ricostruito, almeno una volta. Gli scontri sul suolo europeo tra eserciti
contrapposti (talvolta con la presenza di, o contro, individui e fazioni di civili
armati) tendono a ripetersi con una sconcertante regolarità in ecosistemi
strategicamente importanti, che spesso sono conosciuti anche come posti
ospitali e paesaggisticamente molto belli, devastati da innumerevoli invasori
aggressivi o da forze militari, certo da quando abbiamo memorie scritte e,
ancor prima, da quanto attestano le fonti archeologiche: la Francia del Nord
(comprensiva dell’attuale Belgio), la valle del Po in Italia, le pianure della
Germania centro-meridionale … pure gli agglomerati urbani come per esempio
Catania, Lubiana, Famagosta, Helsinki … quasi ovunque esistono molteplici
tracce stratificate (non in pace) di popoli e civiltà successive (stili architettonici,
toponomastica, odonomastica) ed esistono, dunque, tantissime vie delle guerre
nella nostra Europa (da cui il titolo).

L’archeologo e storico militare Andrea Santangelo (Torino, 1970) è stato a
lungo docente universitario di letteratura angloamericana e da decenni è un
grande storico della letteratura di viaggio. Questo colto documentato testo fa
parte di una bella fortunata collana editoriale (Ritrovare l’Europa), che esamina
alcune vie europee indispensabili a conoscerci meglio, dalle monete alle capitali
gotiche, dalle città romane ora alle guerre: strade e ponti, mura e fortificazioni,
castelli e valli. Dopo l’introduzione sull’identità e sulla preistoria del Vecchio
Continente, l’autore ci guida attraverso sette itinerari (capitoli, ciascuno di
decine di pagine) in un percorso storico e cronologico: Dalla Scozia al Mar
Nero, sulle tracce del limes romano (spesso montano); Da al Andalus a
Balarmuth, le vie delle guerre arabe (pure in Spagna e Sicilia); Con la
“fortificazione alla moderna” l’Italia conquista l’Europa (armi da fuoco a
Sassocorvaro, Anversa, Ancona, Villefranche-sur-Meuse, Acaya, Terra del Sole,
Palmanova, Pavia, Malta e via sparando); Nord sud ovest est, le vie delle
guerre europee del XVIII secolo (fra l’altro Narva, Bonn, Guastalla); Da Valmy
a Waterloo, le vie delle guerre di Napoleone (e della sua Grande Armata); Da
Ypres all’Isonzo, le vie della Prima guerra mondiale; Urbicidi premeditati, le vie
della Seconda guerra mondiale (fra l’altro Varsavia, Belgrado, Londra,
Coventry, Lubecca, Amburgo, Dresda, Rimini). Nessuno, una decina di anni fa,
avrebbe scommesso un centesimo sul ritorno al combattimento nelle trincee
come invece sta accadendo sul fronte russo-ucraino. La brace (militare) sta
aspettando il suo momento per ardere ancora. Purtroppo. Tutte queste “vie”
hanno allora forse un futuro e sono in parte, ormai e comunque, anche
attrazioni turistiche. In fondo troviamo una pertinente breve nota bibliografica,
ma non un indice di nomi e luoghi.

***

Il valore delle cose
Serena Cappellozza
Giallo
Sellerio Palermo
Pag. 394 euro 17
2025

Laguna di Venezia. Ottobre 2024. Un lunedì mattina l’ispettrice Mirna Pagani
della squadra mobile
viene chiamata dal commissario Tavella, dopo che un
pescatore ha casualmente ritrovato un cadavere (con un colpo di arma da
fuoco alla tempia destra, tenuto a fondo da un sacco di sabbia) in un canale
nelle valli a sud. Accorre con l’agente Marco Angeli, intuiscono subito che la
vittima poteva aver vissuto lì vicino e il colpevole aver utilizzato una cavana.
Arrivano con la vedetta in prossimità di un moletto, scendono, trovano un
cancello con la catena del lucchetto recisa, proseguono verso una bella grande
casa colonica bianca, scoprono impronte e segni di trascinamento, una donna e
un uomo stanno lavorando separatamente nel giardino. La signora delle pulizie
Anita Loreto identifica subito l’ucciso; si tratta del Presidente, Leone Bartoni, e
appare facile recuperare le prime informazioni: era a capo della GoldSwim,
azienda di punta del Nord-est; membro attivo di club esclusivi (dei quali fa
parte anche il sostituto procuratore); ricco potente cacciatore (di animali e
donne) Inoltre: avevano intravisto tracce di vomito (lavate purtroppo), è
sparito il tappeto dello studio, l’armadio dei fucili risulta aperto, manca la
scatola di preziosi sigari Gurkha. Occorre approfondire senza clamore. La
separata Pagani vive turbolentemente con mamma e figlio, trasferitasi da
Portobuffolè (entroterra) a Mestre da poco più di un anno (dopo avervi vissuto
da piccola, prima della morte del padre e di una serie di traslochi e pseudo-
patrigni), è sempre stata una madre lavoratrice pendolare (prima all’Antidroga)
e ha una conoscenza del territorio da turista, vaporetti giapponesi motoscafi
romanticismi. Angeli è più giovane di dieci anni, conosce bene le amate zone e
le consolidate abitudini, sta organizzando la festa di fidanzamento con il
premuroso compagno, ottimo cuoco e medico di base. Nella famiglia del morto
covano tempeste, la vedova aveva certamente un amante (molte il Presidente,
pur restando “innamorato”), tradimenti interessi affari incroci odi intrighi sono
molteplici, i possibili indiziati sono vari e delicati. S’indaga.

La docente di Lettere Serena Cappellozza (1972) insegna a Portogruaro e ha
scritto già romanzi ambientati in quella vasta peculiare area lagunare. Ora
inaugura allegramente la serie con una protagonista pratica di spostamenti via
imbarcazioni, appena trasferita ai Reati contro la persona, continuamente alle
prese con gli amanti della propria madre Mantide, che li cerca possibilmente e
saggiamente ricchi e vedovi, e con le contraddizioni proprie di genitore
dell’adolescente Seba, che scoppiano quando riceve la richiesta di colloquio
(agguato) da parte di un insegnante: “se va bene è un modo garbato per
comunicarti quanto il tuo metodo educativo faccia schifo … ovvero che
gratifichi troppo poco tuo figlio o non lo gratifichi abbastanza. Non lo punisci o
lo punisci, sei troppo anaffettivo o amichevole, o severo o fluido, o non lo
ascolti o checazzoneso …”. Consigli di guida per genitori disperati tornano
spesso nella narrazione, in prima al passato sulla protagonista, che cerca di
coinvolgere l’ex marito Alex (archeologo). Lei annota di continuo appunti su
un’agenda azzurra, soprattutto il valore soggettivo e il prezzo delle cose (da
cui il titolo), in base a ciò che reputa e succede, quasi una compulsione, tanto
che Angeli le consiglia una seduta di rebirthing o proprio l’analisi di uno
psicologo o almeno un corso sulle costellazioni familiari. Tuttavia, tal simile
pratica inevitabilmente aiuta a comprendere usi e costumi di vittime e indagati,
non a caso il Presidente gustava sempre sofisticato rum con l’immancabile
“maledetto” sigaro (fumante anche nel manifesto pubblicitario della copertina).
La sera prima di morire aveva organizzato una grande festa per gli amici,
proponendo una vasta gamma di bianchi: Chardonnay, Pinot, Sauvignon,
Ribolla gialla, Prosecco di Valdobbiadene.

***

Il re di Girgenti
Andrea Camilleri
Romanzo storico
Con una nota di Adriano Sofri
Illustrazione di copertina di Lorenzo Mattotti
Sellerio Palermo
2025 (1° ed. 2001)
Pag. 470 euro 18

Girgenti (Agrigento), Sicilia. 1718. Probabilmente nel 1994 il grande Andrea
Calogero Camilleri (Porto Empedocle, Agrigento, 6 settembre 1925 – Roma, 17
luglio 2019) trovò una notiziola sul giornale riguardante Michele Zosimo, contadino
che il popolo insorto aveva proclamato re, quasi tre secoli prima, per solo sei giorni,
fatto realmente accaduto da “tradurre” in vigatese (terza persona varia). Negli anni
successivi scrisse il romanzo che considerava il più “caro” e forse migliore, appunto
“Il re di Girgenti”, sorta di picaresca biografia inventata del capopopolo (che scrisse
il programma su un albero scortecciato), ricca di storie fantasiose e personaggi
colorati della sua terra natia, colmo di colte memorie letterarie, manifesto storico e
drammaturgico della passione politica e libertaria dell’autore (una tollerante
democrazia radicale, una ragionevole giustizia sociale). Nel centenario della nascita,
Sellerio ha deciso di ripubblicare una scelta di 12 titoli, questo è una perla.

***

Unicamente umano. Storia naturale del pensiero
Michael Tomasello
Scienza
Traduzione di Maurizio Riccucci
Il Mulino Bologna
2025 (2° ed., la prima orig. e it. 2015 A Natural History of Human Thinging)
Pag. 231 euro 15

Pianeta, da qualche milione di anni. Nel 1999 il grande psicologo evoluzionista
statunitense Michael Tomasello
(Bartow, Florida, 1950) scrisse un volume sulle
origini culturali della cognizione umana, partendo dal confronto con altri primati, le
grandi scimmie antropomorfe. Prima di dedicarsi a un interessantissimo progetto di
ricerca sperimentale sull’agentività animale, rifletté su un’ulteriore preliminare
questione antropologica: il pensiero fondamentalmente cooperativo risulta
“Unicamente umano”. Gli esseri umani non solo comprendono gli altri come agenti
intenzionali, ma si uniscono a loro anche nelle più diverse forme di intenzionalità
condivisa, dalla soluzione collaborativa di problemi alla creazione di complesse
istituzioni culturali. Così, la “cultura” si è costituita attraverso processi
(rappresentazione cognitiva, inferenza, automonitoraggio), trasformandosi in almeno
due transizioni decisive del pensiero umano, non solo di trasmissione ma anche di
coordinamento sociale.

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