L’impegno di questi ultimi dieci anni per pervenire ad una Legge Nazionale che regolamentasse l’intero comparto dell’azzardo, così detto lecito, non ha avuto successo: nella precedente legislatura, dopo l’approvazione in Commissione della Camera dei Deputati, non è passata in Aula per lo scioglimento anticipato del Parlamento; in quest’ultima, solo a gennaio del 2022, una proposta di Legge Delega del MEF, che poneva come principio irrinunciabile la ”invarianza del gettito erariale”, non ha trovato consensi, dimostrando il disinteresse della Politica per i problemi reali dei cittadini più deboli e fragili che cercano attraverso l’azzardo, l’ultima possibilità di trovare soluzione ai problemi quotidiani
La liberalizzazione dell’azzardo negli anni 90, nacque, sul presupposto di arginare il dilagare dell’azzardo, così detto illegale, gestito dalle mafie, impostazione, clamorosamente smentita dai fatti, tanto da spingere l’ex Procuratore Nazionale Antimafia, dr. Cafiero De Raho, a sostenere che l’azzardo così detto illegale è sopravissuto alla liberazione del comparto e che, pur sottostimando il fenomeno, assicura una entrata annuale di almeno 20 miliardi di euro e che, quello legale, è stato fortemente inquinato dalla presenza delle mafie tra concessionari e gestori di sale scommesse concludendo che ”….quello del gioco d’azzardo, assieme al traffico di sostanze stupefacenti, oggi appare l’affare più lucroso con il quale rimpinguare le casse delle cosche….”.
I Governi, che si sono succeduti in questi 28 anni di azzardo legale in Italia, spinti dalle lobbies, si sono preoccupati unicamente dell’incremento delle scommesse, volutamente dimenticandosi della morale che pone un limite allo sfruttamento dei deboli e dei dettami degli art. 32, per la tutela della salute, e 3, 2^ comma, per la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto ….la eguaglianza tra i cittadini…..
Come conseguenza abbiamo dovuto registrare che il numero delle persone fragili colpite dal Disturbo di Azzardo Patologico (DGA) sono oltre 1,5 milioni e vi sono almeno altrettanti cittadini “problematici” sui quali, se non si interviene tempestivamente, potranno diventare patologici: una epidemia conseguenza delle errate scelte Governative e completamente dimenticata.
Solo nel 2018, nel Decreto Dignità, compaiono il divieto della pubblicità ed il divieto, per i minori, di entrare nelle sale scommesse. Entrambi questi divieti, però, vengono sistematicamente aggirati: la pubblicità è scomparsa dai giornali e dalle televisioni nazionali, ma è ancora presente, anche in maniera subdola ed indiretta, su tutte le televisioni commerciali ed in tutti gli avvenimenti sportivi; i minori possono tranquillamente accedere all’acquisto di scommesse presso i pubblici esercizi senza alcun controllo, prelievo di ingenti somme dalle persone deboli e fragili per l’azzardo (talvolta in quantità superiore all’intero salario e/o pensione! In molte Regioni la media di spesa pro capite per azzardo, è superiore alla spesa per cibo e generi di prima necessità!), a favore di speculatori e mafiosi producendo solo l’incremento delle diseguaglianze e dei problemi economici e sociali della collettività.


Se lo Stato facesse i conti di tutti i costi delle malattie che vengono sopportate dalle Regioni e dei costi relativi al reinserimento sociale delle persone affette da DGA e delle loro famiglie, vedrebbe vanificata l’entrata erariale, mentre a guadagnare sono solo le lobbies e le mafie che, a ben guardare, al di là del modus operandi, intimidatorio o corruttivo, perseguono i loro esclusivi interessi: accumulare sempre maggiori ricchezze a danno dei più fragili e poveri, da trasferire in paradisi fiscali! Qui sorge spontanea una domanda: ma allora perché quella scellerata liberalizzazione senza regole?
A tale disastro solo le Associazioni e le Fondazioni di volontariato cercando di porvi rimedio hanno chiesto a gran voce, in sede Regionale e Comunale, Leggi e Regolamenti che ponessero al centro la difesa della salute e la riduzione dell’offerta di azzardo, approvata nella Conferenza Stato/Regione del 2017, ma mai applicata.
Sono sorte, così, 21 Leggi Regionali e tantissimi Regolamenti Comunali modificati che vengono modificate, al cambiamento della maggioranza che governa l’Ente. Queste Leggi e questi Regolamenti sono stati sistematicamente impugnati dalla lobbies dell’azzardo, ritardandone l’applicazione e contribuendo a creare una confusione totale tra i cittadini costretti a districarsi tra norme più restrittive e più permissive. Emblematica, di questa totale confusione, è la situazione della Legge Regionale della Campania che, approvata il 20 febbraio 2020, ad oggi non è stata ancora implementata (volontariamente!?) così che le poche disposizioni di contrasto e controllo previste, sono finite abbandonate in un cassetto.
In quasi tutte le Leggi Regionali sono previste due norme particolarmente incisive: la distanza delle sale scommesse dai luoghi sensibili (es. Ospedali, Uffici Pubblici, Chiese, Conventi, Luoghi di raduno ecc.) e gli orari di apertura delle stesse: argomenti affrontati con una varietà di disposizioni che vanno: per il distanziometro da 250 a 500 metri e per le aperture da 8 a 16 ore giornaliere.
Queste due norme oggi sono sotto aggressione con ricorsi, in tutte le sedi Amministrative e Giudiziarie, da parte dei Concessionari e dei Gestori che ne hanno impugnato l’applicazione non solo per ritardarne la applicazione con l’obiettivo di aumentare le dipendenze, ma anche ottenendo modifiche con la tutela degli insediamenti delle sale scommesse, già aperte, anche in mancanza del rispetto del distanziometro, in aperta violazione delle norme Costituzionali, prima citate e di quelle della concorrenza. Emblematica è la situazione della Regione Lazio che, recentemente, gestita dal PD, ha capovolgendo le decisioni, precedentemente prese, riducendo il distanziometro a 250 metri ed introducendo il principio che lo stesso non vada applicato alle sale scommesse già aperte, anche in caso di cessione dell’attività.
Il disinteresse dei Governi che non trovano il tempo, o non lo cercano, compreso il Governo dei Migliori, per approvare una Legge che regoli l’intero comparto dell’azzardo modificando la legge del mercato dando rilievo alla morale, al buon senso, alla giusta interpretazione dei dettami Costituzionali, alla salute dei cittadini, ponendo un limite quantitativo all’offerta di azzardo che produca riduzione delle diseguaglianze e della povertà, nel rispetto dell’ordine e della sicurezza pubblica, dalla dignità e della bellezza dei nostri centri storici che non possono essere inquinati dalle sale scommesse a danno della vivibilità.
In nessuna Legge Regionale si fa chiaro riferimento alla lotta alla malavita organizzata, né tanto meno vi sono norme particolarmente stringenti per evitare la contaminazione delle mafie da parte dei concessionari e dei gestori delle sale scommesse dell’azzardo lecito, che, nel caos istituzionale, conquista quote di territorio e di mercato, proponendo quasi quotidianamente nuove e più veloci scommesse per spingere sempre più alla dipendenza le persone più fragili. Questo comparto, sia legale che illegale, consegna alle mafie circa 30 miliardi l’anno e molta parte alla luce del sole per cui appare evidente che, ormai, anche da parte dei Partiti Politici la lotta alle mafie viene ridotta a semplici e flebili parole.
In questo periodo elettorale lanciamo un accorato appello a tutti i Partiti Politici che siano disposti a portare avanti questa battaglia di dignità, di lotta alle diseguaglianze ed alla povertà per ridurre l’offerta di azzardo e contemporaneamente ridurre il Disturbo da Azzardo Patologico, fenomeni ampiamente interconnessi tra loro, ad impegnarsi per l’approvazione di una Legge nazionale che regoli l’intero comparto e per espellere le mafie, in maniera totale e definitiva, almeno dall’azzardo così detto legale.

Pasquale Riccio

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1 commento

  1. Problematica complesso che è problema concreto ( anche per molte famiglie) e richiederebbe attenzione massima con risultati concreti nella sua emergenza ….tra le tante emergenze.

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