di Gianfranco Nappi

E’ ormai un mese buono che si procede a stop and go nella navigazione del Governo.

Una tensione che non trova sbocco risolutore sta scavando nel profondo di rapporti e relazioni tra i diversi partiti e al loro interno.

Effettivamente l’ipotesi di una rottura non è da escludersi.

Quel che non è chiaro è su cosa essa avvenga.

Il merito rimane avvolto nelle nebbie di un confronto che allude ai contenuti ( Mes, Next Generation Eu), ma non si sfugge alla sensazione che, come spesso accade, i contenuti siano agitati in funzione di una tattica politica già definita che prescinde da essi.

E tutto questo, mentre la pandemia continua a mordere, molto di più di quel che ci si poteva augurare; mentre siamo alla delicatissima fase della distribuzione dei vaccini che sembra non andare come dovrebbe; quando non è difficile prevedere che l’obiettivo di riavvio in significativa presenza delle attività scolastiche per il prossimo 7 gennaio sarà spostato ancora più in avanti e quando la cruciale fase di lavoro per il Next Generation Eu è nel momento più delicato di avvio senza che sia stato immaginato alcun coinvolgimento partecipativo delle migliori energie del paese. Anzi, l’unica cosa che viene sollecitata è : spendere tutto e nel modo più veloce anche adottando procedure straordinarie. Su cosa, per chi, con quali profili partecipativi , rimane invece in un limbo indefinito non squarciato da una lunga teoria di progetti che parlano più di una dispersione della spesa che di una grande riforma per il paese e il suo sviluppo nuovo.

Alla fine, passerà l’appello del Presidente della Repubblica?

Quel che è certo è che il punto di partenza è quello di una maggioranza, di un Governo e di partiti che sembrano essere arrivati esausti, senza alcuna energia al momento più delicato della loro azione con un riflesso sull’imballo dell’azione del tutto evidente.

Servirebbe un discorso altro e alto al paese.

Servirebbero forze politiche capaci di porsi in sintonia con le paure e le speranze degli Italiani.

Servirebbe, l’abbiamo detto tante volte da queste pagine, una politica capace di definire nuovi traguardi ed orizzonti per illuminare l’agire quotidiano.

Servirebbe una capacità della forza più strutturata, il PD, di pensare per tutti in qualche modo, di essere un passo avanti, di saper raccogliere e fare sintesi del meglio che ciascun altro rappresenta e offrire così un terreno sempre avanzato di ricomposizione.

Ma tutto questo non c’è. E la gravità della crisi è sta proprio in ciò.

Si assiste ad un cabotaggio piccolo piccolo.

Ma non è così che si affrontano le tempeste nè che si colgono le opportunità.

Se quella di Renzi è tattica deteriore e irresponsabile, la disveli rilanciando nel modo più forte un messaggio al Paese non rispondendo alla sua sfida con una sfida eguale e contraria : cari signori, non siete ad un tavolo di poker, al quale bleffi e giocarti tutto in una mano. E’ del Paese che qui stiamo parlando.

Se c’è invece da raccogliere una verità interna nelle sue posizioni, con intelligenza, la raccogli, perchè farlo aiuta ad andare meglio avanti.

La Politica questo dovrebbe essere.

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3 commenti

  1. Grazie della tua riflessione. Ci sono cose che non capisco. Ad esempio, a cosa mira Renzi? a ‘più posti’? ad essere ‘delfino’ di Berlusconi? costruirsi cioè una ‘posizione di centro’? mah … mi pare ormai poco credibile agli occhi di molti. Il PD? …difficile da decifrare anche lui, nelle varie anime un po’ sbrindellate. La campagna vaccini invece mi pare stia procedendo bene (anche se un po’ di giornaloni continuano con i titoloni ansiogeni e fuorvianti). Per quanto mi consta, in Campania i medici e il personale sanitario è stato contattato per la disponibilità e sta arrivando il calendario per la somministrazione, che avviene anche di domenica (il 3 tocca ad una mia amica della Asl di Casalnuovo)

  2. “Servirebbe una capacità della forza più strutturata, il PD, di pensare per tutti in qualche modo, di essere un passo avanti, di saper raccogliere e fare sintesi del meglio che ciascun altro.”
    Caro Gianfranco non sono d’accordo! Il PD deve invece smetterla di avere la pretesa di pensare per tutti, perdendo di vista la sua funzione storica di essere “partito” e di rappresentare gli interessi di una parte sociale.
    Il PD per esistere deve scegliere quale parte della società vuole rappresentare (oggi non è per niente chiaro) e poi confrontarsi in una dialettica democratica con gli altri partiti.
    Senza una scelta di campo, il PD perde la sua identità politica e la sua rappresentanza sociale, che un tempo era chiara (di sinistra..)

    1. Author

      Caro Massimo, sono d’accordo con te. Il PD dovrebbe essere quello che a mio modo di vedere ben diffiiclmente potrà essere. Poi, da quella posizione netta di capacità rappresentativa dovrebbe lavorare per costruire egemonia culturale e politica. Questo intendo quando dico che…dovrebbe essere un passo avanti a tutti…E comunque, un grande Buon Anno a Te!

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