di Gianfranco Nappi .

Voglio richiamare la nostra attenzione su come, in questa crisi, siano particolarmente esposti i produttori di eccellenze agroalimentari dei nostri territori che, in linea di massima, invece non sono per nulla presenti nei circuiti della Grande Distribuzione Organizzata: si corre il rischio che migliaia di aziende agricole piccole ma con produzioni di grande pregio e ricche di storia e cultura oltrechè di grande qualità alimentare, vengano messe in ginocchio ancor di più non potendo avere mercati di sbocco per i loro prodotti, difficili da reperire in questa situazione di blocco della mobilità e di chiusura dei mercati all’aperto.

Slow Food Campania ha lanciato una importante iniziativa : possiamo tutti contribuire al suo successo per assicurare un supporto ai produttori.http://www.slowfood.it/campania/resistiamo-al-fianco-dei-contadini-sosteniamo-il-cibo-di-qualita-lappello-di-slow-food-campania-e-la-mappa-della-chiocciola-che-resiste/

Supporto ai produttori e possibilità per noi di non rinunciare a produzioni di grande pregio.

Parliamo dei produttori dei Presidi Slow Food; di tanti contadini ‘solitari’; delle Aziende agricole nate dalla gestione di beni confiscati alle mafie; dei circuiti del Biologico e del Metodo Nobile.

E’ evidente che occorrerebbe una capacità in più di organizzazione ‘dei piccoli’, di strutture di supporto logistico e distributivo dedicate, per la consegna ai piccoli negozi e per le consegne a domicilio di prodotti freschi e freschissimi: occorrerebbe lavorarci. Può essere un impegno per il futuro.

Ora, c’è però un altro soggetto che potrebbe fare molto e magari proprio Slow Food, insieme alle reti del Bio e di tutte le alte produzioni di eccellenza a sollecitarne una risposta in modo coordinato: la Grande Distribuzione Organizzata.

E, perchè no, magari anche con l’impulso dell’ Assessorato all’Agricoltura della Regione?

In una Regione come la Campania, ad esempio, la GDO è molto diffusa.

E perchè non dovrebbero poter essere proprio loro, in questa situazione, ad organizzare un di più di offerta di qualità per i propri clienti, in forme anche nuove? Ne avrebbero i mezzi, le piattaforme, la logistica, le possibilità.

Sarebbe in qualche modo una legittima restituzione ad un territorio il più delle volte visto essenzialmente come mercato di sbocco per i prodotti del circuito globale di produzione di cibo.

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2 commenti

  1. Io ad esempio sono stata costretta ad entrare nei supermercati
    Visto che i mercati Coldiretti sono chiusi e quelli rionali o sono chiusi o hanno un’assembramento di persone pericolosissimo
    Io,dicevo sarei non solo una loro cliente per tutto ,ma farei girare anche la voce tra i miei contatti
    Insomma mai come in questo periodo le piattaforme online si sono dimostrate indispensabili
    Se queste poi distribuiscono prodotti stagionali sani potrebbero poi divenire una sana abitudine anche per il dopo SARÀ SEMPRE PIÙ MARTELLANTE ILMANGIA SANO MANGIA ITALIANO A KM 0

  2. Anche io acquisterei molto volentieri da questi produttori. Oltre ad iniziative istituzionali, e forse più velocemente, si potrebbe puntare a (ri)lanciare il sistema dei GAS (gruppi acquisto solidale).

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