Notte. L’integrale. Cibo e cultura
AAVV (Diletta Sereni, Arianna Giorgia Bonazzi, Francesco Pacifico,
Giulia Scomazzon, Marco Rossari, Fabio Deotto, Arianna Montanari,
Isaia Invernizzi, Angelo Pannofino, Tommaso Melilli, Davide Longoni,
Ilaria Gaspari, Livia Satriano, Irene Soave, Fontanesi)
Illustrazioni e grafica di Gianluca Cannizzo ed Elisa Cusimano
Foto di vari autori e autrici
Alimentazione (Rivista-libro)
Iperborea Milano, collana L’integrale, 2026
Pag. 128 euro 19



Sapori e atmosfere notturne. Ultimi secoli. I testi indagano alcune
manifestazioni
sul rovescio del giorno, con le proprie cupezze e i bagliori, un
tempo per evadere, eccedere o ritirarsi, che ci affida al sonno e alla sua
assenza, alle solitudini più feroci e al più spensierato divertimento. La
giornalista e scrittrice Arianna Giorgia Bonazzi (Udine, 1982) racconta con
sensibilità quando il corpo di una madre realizza di essere cibo per qualcun
altro, citando molta letteratura (Elena Ferrante, Sheila Heti, Alice Munro,
Marina Cvetaeva Annie Ernaux, Rachel Cusk fra le prime) ed esperienze
personali (pure di fame riflessa, senza gravare sulla linea): durante
l’allattamento il corpo femminile è indispensabile senza sosta al nutrimento
altrui; occorre necessariamente svegliarsi più volte dal sonno profondo, trovare
una posizione, assicurarsi che il travaso stia funzionando, stare attente a non
provocare danni irreparabili, rimanere disponibili per tutte le fasi della
digestione, accogliere sulla propria spalla o nella scollatura della camicia il
rigetto caldo del cibo dispensato in eccesso, pulire; subito dopo è ora di
ricominciare il giro. Lo scrittore e traduttore Francesco Pacifico (Roma, 1977)
narra storia e immaginario di tre cocktail; Martini (rampante cultura
newyorkese degli anni Sessanta), Zombie (fantasie di mari tropicali), Margarita
(il Messico delle avanguardie artistiche e del misticismo). La docente e studiosa
di cinema Giulia Scomazzon parla di sonnambulismo rapace; Marco Rossari di
chioschi e furgoncini di panini durante notti di qualche decennio fa; Fabio
Deotto dell’umami; Arianna Montanari dei supermercati 24h24 7×7; e così via.

L’ottima casa editrice Iperborea pubblica anche la frizzante collana
“L’integrale”, una sorta di rivista-libro cartaceo di cultura gastronomica, che
esplora, col pretesto di quello che si mangia e si beve, storie umane e altre
vicende del nostro mondo; ogni numero dedicato a un argomento, questo
colorato volume (il numero 13) all’oscuro illuminante tema della vita
mangereccia notturna. Il colto stimolante editoriale della curatrice Diletta
Sereni parte dalla nota voluminosa opera di Rétif de la Bretonne che aveva in
esergo Ovidio: la notte, l’amore e il vino suggeriscono niente moderazione. Si
tratta poi di dieci brevi articoli, realizzati appositamente nel 2026, con varie
godibili grandi illustrazioni e vari pertinenti inserti fotografici. Il volume,
presentato con un attento lavoro redazionale e grafico, si conclude con alcune
rubriche che spesso ritornano negli argomenti: Paneismo; La grattugia di
Occam; Spuntini belli; Ricetta in versi; due foto che s’incontrano dall’Archivio
Fontanesi (un artista fotografo sotto pseudonimo). Qualche spunto dai titoli dei
restanti articoli: I pesci non dormono (sul Lago d’Iseo); Mangiare al buio (cene
nell’oscurità, ma “la vista resta fondamentale nell’esperienza gastronomica
piacevole: vedere il cibo, l’ambiente, gli altri commensali, i loro gesti”);
Dall’oggi al domani (l’inizialmente malfamato poi fulgido ritrovo del jet-set The
Colony, nella New York degli anni Venti).

***

Una piccola cosa proibita
Andrea Fazioli
Giallo
Guanda
2026
Pag. 297 euro 19

Canton Ticino. 22 luglio 2006. Jonathan ha un cadavere nel bagagliaio, è una
guardia di confine, gli hanno chiesto di sbarazzarsene tra Milano e la Svizzera
italiana. Domenica 9 marzo 2025. A Novaggio in Malcantone il libraio Giosuè
Pasquali è fuori a correre, come ogni sera, quando vede a bordo strada Franco
Buscaglia, vicino di casa e noto ammanicato avvocato quarantenne, e ne coglie
l’umore stranito. Non è l’unico a vederlo. Intorno a quell’ora anche il potente
42enne italo-svizzero Osvaldo Galimberti, ricco titolare della fiduciaria creata
dal padre (a quel tempo compromessa con la ‘ndrangheta), passa in auto
diretto alla ex miniera d’oro (più o meno) di Sessa (dal 2018 meta solo di
turismo); forse ha un appuntamento per la gara legata all’appalto del nuovo
stadio di Lugano. Gli sguardi s’incrociano, da anni si sono persi di vista. Il
giorno dopo Giosuè scopre che Galimberti è stato ucciso con un colpo di pistola
(SIG Sauer P210, mandibola scardinata, lingua tagliata, cellulare sepolto). Si
preoccupa, pur se sta iniziando nella libreria dove lavora insieme e grazie alla
signora Madeleine Constant (moglie in carrozzina del procuratore Renzetti, a
fine carriera) il concorso letterario che coinvolge i partecipanti al gruppo di
lettura: scrivere haiku, brevi microvisioni istantanee del presente (origine
giapponese, Sedicesimo secolo), senza rima, in tre versi e diciassette sillabe
(cinque, sette e cinque), contenenti spesso un cenno alla stagione. Dentro la
cassetta per raccoglierli uno allude proprio a Buscaglia. Giosuè chiama
l’investigatore Elia Contini. Nel frattempo a Milano, il questore convoca la
giovane ispettrice Anna Scovalupi, nata a Cremona e appassionata ciclista: è
stata creata una nuova forza di polizia per indagare sulla vittima svizzera che
aveva un doppio passaporto, il Corpo di Polizia Speciale Interregionale Italo
Svizzero con sede provvisoria a Bellinzona; Anna dovrà subito farne parte; va
ma non è proprio a suo agio con tutti i nuovi colleghi. Durante la serata in
libreria emergono tre haiku allusivi e premonitori. Ci saranno altri omicidi.

L’insegnante e giornalista della Radiotelevisione svizzera Andrea Fazioli
(Bellinzona, 1978) prosegue con passione e arguzia (accanto ad altre opere
narrative) la tranquilla meditabonda serie del buon povero Contini (qui
all’ottimo nono romanzo in circa venti anni, otto per Guanda); in terza
persona, varia davvero; stile curato e molto gradevole. Questa volta s’immerge
con precisa documentazione nell’arte degli haiku; sono colpi di ventaglio,
impercettibili e minuscoli; hanno sempre qualcosa di misterioso, anche quando
sembrano evidenti; appaiono in epigrafe a ciascuno dei cinquantotto capitoli,
provenendo da varie fonti (alcuni tradotti dall’autore), e in un’appendice con
dodici del poeta-libraio. Lo schivo, asciutto e spigoloso Elia, figlio di un agente
e da tempo licenziato dalla polizia per esubero di personale, senza più genitori
prosegue una vita solitaria a Corvesco e soffre ancora per la scelta di
separazione della dolce Francesca (professoressa a Locarno); la loro storia era
finita e camminava solo per inerzia; lei però si fa rivedere quando lui viene
pestato e sta in ospedale; gli chiede di fare bene sé stesso (occhi chiari) e lui
coerentemente intuisce i due punti cruciali per la soluzione del complicato
minuzioso caso (prologo del 2006). Si rivedono utilmente consueti amici: il
commissario Vasco (marchigiano, già collega del padre), Pietro Pancho Villa e il
vecchio solitario montanaro Giona. Il titolo fa riferimento al fumare
clandestinamente un sigaro da parte del magistrato. Scovalupi e Contini
collaborano con reciproco rischio, resta in sospesa però la cena fra Anna e
Giosuè. Segnalo la tappa della Tirreno – Adriatico Potenza Picena – San
Benedetto, quella domenica 16 marzo. Acute le descrizioni delle diversità
culturali e linguistiche fra due nazioni e regioni limitrofe. E, come al solito in
molti gialli seriali, si finisce con l’anticipazione del nuovo caso (sfruttamento del
lavoro minorile, omicidio con cerbottana). Grappa o birra, questa volta. Molti
classici francesi, in particolare Brassens e Brel.

***

Il male non sbiadisce
I. F. Basile
Romanzo
Rotomail Vignate (autoprodotto)
2026
Pag. 348 euro 21

Castelnuovo, colline del Monferrato. La Sagoma s’intrufola nella casa e in camera,
preme
con forza il cuscino sul viso, sussurra “come ci si sente a essere la prima?”,
uccide Olivia Ferrero. Quando Cecilia Dalmasso apre la sua libreria con la collega
Bianca riceve la telefonata dello psicologo Noa Maffei (si sono messi insieme), la
vittima dell’omicidio era una paziente. L’ispettore Matteo Pavesi indaga, sorpreso e
sospettoso. All’ora di pranzo Cecilia va da nonna Virna (la madre è morta da poco
per un incidente, il padre era caduto giovane da un’impalcatura) e incontra l’alto
cortese nuovo vicino Cesare. Poi cerca di spiegarsi con l’innamorato infermiere Elia.
Il problema è che “Il male non sbiadisce”: qualcuno da tempo sta genialmente
pianificando per vendicarsi, morranno altre donne. Dopo un paio di romanzi spicy
(piccanti), esce ora l’ottimo primo thriller di I. F. Basile (1978), ragioniera in
un’azienda chimica e scrittrice, colta e documentata lettrice e cultrice di molti generi.

***

Le bestie.
Davide Enia
Romanzo storico
Sellerio
2026
Pag. 725 euro 24

Palermo. 1829-2013. Accompagnati dagli assoli circensi del geniale artista Carbone, i
protagonisti dell’ultimo bel romanzo del drammaturgo e romanziere Davide Enia
(Palermo, 1974) “Le bestie” vivono in un mondo di guerre. Umbertino, maestro
boxeur, sfiora la morte ma è nato per battersi col sorriso e resiste, ai bombardamenti,
agli scontri, ai sensi di colpa; Marilena La Turca è donna d’onore, asseconda le
regole della mafia, lotta per la sopravvivenza in un mondo di maschi simili ai cani,
logica del branco, abbandono alle pulsioni primarie; Menico Carabillò, reduce della
Grande Guerra, abilissimo scrutatore di indizi e tracce, non perdona alla “sua”
questura le collusioni con Cosa Nostra; un prete luminare lo assolda per ricomporre il
manoscritto oscuro e profetico disseminato per l’isola. L’azione più dignitosa è
fronteggiare il male con fierezza spavalda, peso del trauma e di guerre migrazioni
abusi. Narrazione in prima con intermezzi lirici, spunti esistenziali, cronologia e
fonti.

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