Dopo l’intervento pubblicato lunedì 25 agosto ( https://www.infinitimondi.eu/2025/08/24/note-a-margine-40-tra-lo-scilla-del-non-voto-e-il-cariddi-del-turarsi-il-naso-ce-unaltra-strada-in-campania-riflessioni-non-richieste-per-una-possibile-via-duscita/ ), si è aperta in tutti gli spazi della rete una larga e ricca discussione: oltre 5000 visualizzazioni sulle principali pagine social di Infinitimondi; oltre 100 condivisioni; oltre 200 commenti argomentati con riflessioni, critiche, proposte…insomma, una vera e propria discussione che è vissuta nella piazza virtuale e che sarebbe davvero importante se potesse essere riportata in una piazza reale. Oggi cominciamo a pubblicare e continueremo nei prossimi giorni.
Il primo intervento che pubblichiamo ha un grande valore per il ragionamento sviluppato e le parole usate: è quello del Segretario della Campania di Sinistra Italiana-AVS, Tonino Scala. Esso costituisce in qualche modo un fatto politico.
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Costruire l’alternativa in Campania: dentro il campo, per cambiarlo
Ho letto con attenzione l’analisi di Gianfranco Nappi. Ha ragione, e ragione da vendere. La fotografia che ci restituisce della politica campana è nitida: un “campo largo” che rischia di implodere su se stesso, ostaggio delle beghe interne al Partito Democratico, e un popolo che, stretto tra il non voto e il turarsi il naso, non vede più una prospettiva credibile. È un vicolo cieco che consegna ai cittadini due sole alternative, entrambe insoddisfacenti: l’astensione come rifugio amaro oppure la rassegnazione a un voto imposto più dalla paura che dalla convinzione.
Ma il punto è proprio questo: non siamo obbligati a scegliere tra Scilla e Cariddi. Esiste un’altra strada, più difficile, certo, ma necessaria. È la strada che passa dal coraggio di costruire una proposta autentica, radicata nei territori, capace di parlare alle persone reali e non solo alle correnti di partito. Una proposta che non sia la mera sommatoria di sigle e candidature calate dall’alto, ma un progetto collettivo, partecipato, trasparente, che tenga dentro energie civili, sociali e culturali.
Nappi coglie nel segno quando scrive che serve un laboratorio politico, un patto nuovo. In Campania oggi esistono realtà, movimenti, comitati, pezzi di società che lottano per la giustizia sociale e ambientale, che difendono la sanità pubblica, che credono che l’acqua e i beni comuni non possano essere messi sul mercato, che resistono ogni giorno nei quartieri popolari contro disuguaglianze, precarietà e marginalità. È lì che bisogna guardare. Senza questa ricomposizione, senza questa apertura, continueremo a ripetere un copione stanco, con un finale già scritto: l’egemonia di pochi che soffoca le speranze dei molti.
L’alternativa non si costruisce fuori dal campo, nell’isolamento o nella testimonianza sterile. Si costruisce stando dentro, con la forza delle proprie idee, condizionando il campo stesso, spostandone l’asse, obbligando chi oggi governa spazi e simboli a fare i conti con una proposta più radicale, popolare e credibile. È così che si diventa forza utile: non subendo, ma orientando; non adattandosi, ma ponendo condizioni e aprendo prospettive nuove.
Noi, come Sinistra Italiana – Avs Campania, non intendiamo limitarci a denunciare. Siamo pronti a fare la nostra parte. Pronti a metterci in gioco con generosità e responsabilità. Pronti a dare gambe e voce a quella “altra strada” che Gianfranco indica come possibile. Lo diciamo non per tattica o calcolo, ma per convinzione: la Campania non può più essere ostaggio di logiche vecchie, serve un’idea nuova di governo popolare.
Per questo proponiamo di partire subito con assemblee aperte in tutti i territori, luoghi di ascolto e di confronto reale. Di mettere al centro i temi che contano davvero: il diritto alla salute e a una sanità pubblica che funzioni; il lavoro sicuro, dignitoso e non precario; l’ambiente e la lotta al cambiamento climatico; la scuola e la cultura come strumenti di emancipazione; la difesa dei beni comuni dall’assalto delle privatizzazioni; una nuova economia che non sacrifichi territori e giovani generazioni sull’altare della rendita e degli affari.
Non slogan vuoti, ma proposte concrete, scritte insieme a chi ogni giorno vive quei problemi. Non promesse generiche, ma un metodo nuovo: partire dal basso, coinvolgere, discutere, aprire porte e finestre a chi chiede solo di poter contare. È così che si costruisce una vera alternativa, non negli accordi a tavolino né nei personalismi di corrente.
Se oggi non si prova a cambiare passo, domani resteranno solo disillusione e rancore. Non possiamo permettercelo. La politica ha senso solo se riesce a dare speranza e strumenti a chi altrimenti si rassegna. È tempo di provarci. E noi ci siamo.
Tonino Scala
Segretario Sinistra Italiana -Avs Campania
L’intervento del Segretario di Sinistra Italiana-AVS è ovviamente molto positivo e viene incontro alle aspettative del Movimento RIGENERA, con particolare riferimento alla proposta di Gianfranco Nappi. I temi su cui confrontarsi con un approccio che proceda dal basso verso l’alto e non viceversa, raccogliendo le istanze dei cittadini, sono peraltro quelli stessi su cui il Movimento discute da circa due anni. Non c’è dubbio che il confronto con le forze politiche disponibili, a partire da SI-AVS debba essere coltivato il più possibile. Nel suo intervento però il Segretario regionale, anche comprensibilmente da un certo punto di vista, non fa alcun cenno (nè diretto nè, mi pare, neppure indiretto) al gigantesco problema concreto ed URGENTE che abbiamo di fronte in questo preciso momento: gli accordi interni al PD circa l’affidamento della segreteria regionale di quel partito a Piero De Luca e le pretese del presidente uscente sulla formazione e composizione delle liste elettorali e su una serie di decisioni chiave per la Campania che coinvolgono le nuove opere edilizie di molto dubbia utilità da lui vigorosamente promosse, la conseguente nuova occupazione di suolo, la gestione di beni pubblici (in primis l’approvvigionamento idrico), ecc.. Credo che siamo tutti convinti che, se queste decisioni non vengono invece tolte dalla disponibilità dei De Luca e dei loro consociati, nessun passo costruttivo potrà essere fatto verso un reale miglioramento e progresso della situazione campana. E dunque mi sembra che, al di là dei buoni propositi e della rinnovata disponibilità al confronto, sia vitale in questo momento comprendere, insieme appunto alle forze politiche disponibili, cosa può essere fatto nel merito di quanto sopra. E’ ovvio che nè SI-AVS nè lo stesso M5S possano decidere il segretario regionale del PD o direttamente interferire con la composizione delle liste elettorali di quel partito. Tuttavia, essi potrebbero, credo, porre delle precise condizioni per la loro partecipazione all’alleanza elettorale di sinistra: in altri termini, “voi, PD, siete liberi di fare le vostre scelte al vostro interno, ma, qualora le vostre scelte fossero di un certo tipo, ci dispiace ma noi non ci saremo”. Fermo restando che un discorso di questo tipo potrebbe e dovrebbe farlo per primo il candidato Presidente (come ha fatto, mutatis mutandis, il candidato presidente della regione Puglia). In conclusione: benissimo organizzare piazze di discussione e di confronto, ma, se si pensa nel frattempo di eludere prese di posizione necessarie ed urgenti, le discussioni e i confronti rischiano come sempre di rimanere infruttuosi.
Caro Tonino Ti aspetto sull’isola d’Ischia per rivederti e per costruire un percorso insieme con tanti militanti del Fronte Unito dell’Ambientalismo di cui sono parte, nel solco indicato da Gianfranco Nappi/ Rigenera . Nicola Lamonica 338 6902828