di Gianfranco Nappi

Davvero induce più di una considerazione preoccupata lo snodarsi della vicenda italiana che, a vederla con occhi sgombri da ogni elemento di pregiudizio e anche solo alla luce del buon senso, più che altro lascia davvero impressionati.

Non più tardi di un mese fa ad Ottaviano, Infinitimondi e Libera hanno ragionato, nell’anniversario dei 40 anni dalla Marcia anticamorra Somma Vesuviana-Ottaviano che segnò l’esplodere di uno dei più grandi movimenti giovanili della storia del nostro paese, su lotta a camorra e mafie ieri e oggi. E su quanto sia indispensabile una mobilitazione sempre viva su questo terreno. La cattura di uno dei più grandi capi della mafia di queste ore è un dato fondamentale e va salutata come un successo della legalità. Ma è giusto anche porsi altre domande. Perchè ci sono voluti 30 anni per raggiungere questo risultato? Di quali coperture e sostegni questo criminale ha potuto godere? Quali sono ancora i livelli di connivenza con settori professionali ed economici e magari dello stesso Stato?

Pace e Guerra. Continua a poche centinaia di chilometri da noi una guerra infame voluta da Putin, da lui iniziata e di cui porta la colpevole responsabilità ma, al tempo stesso, in modo sempre più evidente, accompagnata da una volontà da parte occidentale e statunitense soprattutto , di continuarla a tempo indeterminato, secondo l’idea così di dare un colpo strutturale alla Russia e al tempo stesso di ridurre sempre più ogni margine di autonomia all’Europa. Sempre più nano politico, l’Europa, in un mondo e in un tempo in cui invece, la sua storia e la sua collocazione geopolitica ne richiederebbero ben altra funzione di tessitura e di pensiero per un nuovo ordine mondiale, come un tempo si diceva. E allora, perchè nel mondo politico si continua a lasciare solo il Papa nella denuncia-invocazione di una svolta rispetto all’andamento di questo anno? Perchè continua ancora a latitare ogni iniziativa di pace quando ogni giorno di più è evidente che sul piano militare c’è un sostanziale stallo e l’unica cosa che si percepisce è solo la sofferenza indicibile di un intero popolo esposto ai continui bombardamenti?

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Caro benzina, gas, elettricità. Stiamo assistendo a questo balletto inverecondo, una vera azione di distrazione di massa, sul governo e i benzinai. Ma ci vuole davvero tanto a denunciare il fatto che, e su questo inchiodare il governo alle sue responsabilità, il vero problema non sta lì ma nel fatto che si potrebbero recuperare tutte le risorse che occorrono per contenere il livello insopportabile dei prezzi per ogni famiglia popolare agendo sul lato della tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere e delle filiera energetica? Questo è il vero scandalo che rimane senza denuncianti, Landini a parte anche se poi non conseguente pienamente.

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Inflazione e insostenibilità della vita per la maggior parte delle famiglie. Con l’inflazione esplosa a livelli anni ’80 davvero il potere di acquisto di salari, stipendi e pensioni – tra i più bassi in Europa bisogna sempre ricordare – davvero viene colpito duramente. Mentre il Governo, riduce sensibilmente anche l’area di copertura del Reddito di Cittadinanza. Quanti nuovi poveri ci saranno? Il bello, si fa per dire, è che, contestualmente, si amplia la flat tax per le partite iva e si riduce la tassazione sulle rendite finanziarie per diversi loro profili dal 26 al 14%. Incredibile? No, è successo, con questo Governo!

” Ma vediamo nel dettaglio quali sono i beni di tipo patrimoniale su cui si può ottenere questo importante sconto:

  • plusvalenze su terreni;
  • plusvalenze su partecipazioni societarie;
  • patrimoni presenti nei fondi;
  • patrimoni relativi a polizze assicurative;
  • azioni e titoli sui mercati finanziari.

( da https://www.trend-online.com/fisco-tasse/patrimoni-sconto-tasse-2023/ ).

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Nel mentre OXFAM ci dice che…facciamo presto qui citando direttamente dalla pagina web che presenta il nuovo rapporto sulle disuguaglianze https://www.oxfamitalia.org/la-disuguaglianza-non-conosce-crisi/

Cresce la disuguaglianza globale, dal 2020 l’1% più ricco si è accaparrato quasi il doppio dell’incremento della ricchezza netta globale rispetto alla quota andata al restante 99% della popolazione mondiale

Il nuovo report di Oxfam per l’apertura del World Economic Forum di Davos

Nel biennio pandemico ‘20-‘21 l’1% più ricco ha visto crescere il valore dei propri patrimoni di 26.000 miliardi di dollari, in termini reali, accaparrandosi il 63% dell’incremento complessivo della ricchezza netta globale (42.000 miliardi di dollari), quasi il doppio della quota (37%) andata al 99% più povero della popolazione mondiale.

Battuto dunque il record dell’intero decennio 2012-2021, in cui il top-1% aveva beneficiato di poco più della metà (il 54%) dell’incremento della ricchezza planetaria. Per la prima volta in 25 anni aumentano inoltre simultaneamente estrema ricchezza ed estrema povertà.

È quanto emerge da La disuguaglianza non conosce crisi, il nuovo rapporto pubblicato oggi da Oxfam, organizzazione impegnata nella lotta alle disuguaglianze, in occasione dell’apertura dei lavori del World Economic Forum di Davos.

“Mentre la gente comune fa fatica ad arrivare a fine mese, i super-ricchi hanno superato ogni record nei primi due anni della pandemia, inaugurando quelli che potremmo definire i ruggenti anni ’20 del nuovo millennio. – ha dichiarato Gabriela Bucher, direttrice esecutiva di Oxfam International – Crisi dopo crisi i molteplici divari si sono acuiti, rafforzando le iniquità generazionali, ampliando le disparità di genere e gli squilibri territoriali. Pur a fronte di un 2022 nero sui mercati a non restare scalfito è il destino di chi occupa posizioni sociali apicali, favoriti anche da decenni di tagli alle tasse sui più ricchi, che ne hanno consolidato le posizioni di privilegio. Un sistema fiscale più equo, a partire da un maggiore prelievo sugli individui più facoltosi, è uno degli strumenti di contrasto alle disuguaglianze. Un’imposta del 5% sui grandi patrimoni potrebbe generare per i Paesi riscossori risorse da riallocare per obiettivi di lotta alla povertà a livello globale affrancando dalla povertà fino a 2 miliardi di persone”.

Con riferimento alle posizioni al vertice della piramide distributiva, dal 2020 ad oggi, un miliardario ha aumentato, in media, il proprio patrimonio di circa 1,7 milioni di dollari per ogni dollaro di incremento patrimoniale di una persona collocata nel 90% meno abbiente. Nonostante il tracollo dei mercati azionari nel 2022, le fortune dei miliardari sono comunque aumentate al ritmo di 2,7 miliardi di dollari al giorno nell’ultimo triennio, dopo un decennio che ha visto raddoppiare il numero dei paperoni e i loro patrimoni.

Nel ’22, 95 big di cibo e energia hanno raddoppiato i profitti, ma l’84% è andato agli azionisti

Nel 2022 la ricchezza dei miliardari nei settori energetico e agro-alimentare è aumentata in concomitanza con la rapida crescita dei profitti delle imprese che controllano: lo scorso anno, 95 aziende, tra i big dell’energia e le multinazionali del cibo, hanno più che raddoppiato i propri profitti rispetto alla media del quadriennio 2018-2021, versando 257 miliardi di dollari (l’84% degli extraprofitti realizzati) a ricchi azionisti. È il caso della dinastia Walton, proprietaria di metà della Walmart, che ha ricevuto dividendi per 8,5 miliardi di dollari nell’ultimo anno; o del miliardario indiano Gautam Adani, azionista di riferimento in molte grandi compagnie energetiche, che in soli sette mesi ha visto la propria ricchezza aumentare di 42 miliardi di dollari (+46%).

Come evidenziato da recenti analisi, gli esorbitanti profitti societari hanno avuto un ruolo predominante nella crescita dell’inflazione in Australia, Stati Uniti e Regno Unito.

Per 1,7 miliardi di lavoratori l’inflazione supera l’aumento dei salari

Allo stesso tempo, almeno 1,7 miliardi di lavoratori vivono in Paesi in cui l’inflazione supera l’incremento medio dei salari e oltre 820 milioni di persone – circa 1 persona su 10 sulla Terra – soffrono la fame. Secondo la Banca Mondiale, stiamo probabilmente assistendo al più grande aumento di disuguaglianza e povertà globale dal secondo dopoguerra. Interi Paesi rischiano la bancarotta e quelli più poveri spendono oggi 4 volte di più per rimborsare i debiti rispetto a quanto destinano per la spesa pubblica in sanità. Tre quarti dei governi del mondo (148 Paesi) stanno inoltre pianificando tagli alla spesa pubblica – anche per la sanità e l’istruzione – per 7.800 miliardi di dollari nel quinquennio 2023-2027.

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E in Italia? Sempre OXFAM ce lo dice:

In Italia il 5% più ricco possiede più dell’80% più povero

Anche in Italia il divario ha visto un aumento importante tra il 2020 e il 2021. Infatti, nel nostro Paese, la ricchezza del 5% della popolazione più ricca (41,7% della ricchezza nazionale netta) a fine 2021 era superiore a quella detenuta dall’80% più povero (31%). I ricchissimi, rappresentati dallo 0,134% degli italiani, con patrimoni superiori a 4,5 milioni, possedeva tanto quanto il 60% dei più poveri a fine 2021.

Nonostante il picco massimo sia stato registrato nel 2021, il valore dei patrimoni dei miliardari italiani non ha arrestato la sua crescita nel 2022. Nell’ultimo anno infatti si contano 14 miliardari in più e i loro patrimoni totali sono cresciuti di 12 miliardi di euro (8,8%).

Allo stesso tempo in Italia quasi 2 milioni di famiglie versano in condizioni di povertà assoluta: circa il 7,5% delle famiglie e il 9,4% di individui, ovvero 5,6 milioni di persone.

( sintesi da forbes.it )

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Tutto questo mentre mancano le risorse al Sistema Sanitario Nazionale per evitare che circa 6 milioni di italiani rinuncino alle cure perchè il tempo di quelle pubbliche è insostenibile e i costi di quelle private inaccessibile? Perchè ci siano liste di attesa fino a 2 anni? Perchè le risorse pubbliche siano utilizzate per finanziare le strutture private depotenziando e dequalficando tante di quelle pubbliche? E mentre il governo, nei fatti, ha ridotto le risorse disponibili anche per i prossimi anni.

E allora, chiediamo a partiti di opposizione e sindacati, che altro deve accadere per costruire una piattaforma di lotta fino a UNO SCIOPERO GENERALE PER LA GIUSTIZIA FISCALE? SI PUO’ CHIEDERE UNA TASSAZIONE AGGIUNTIVA A QUEL 5% DI SUPER RICCHI DEL NOSTRO PAESE ANCHE SOLO DEL 5% ?

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