di Pasquale Iorio


In questa fase difficile di pandemia ci sono pericoli seri per la salute delle persone (non solo fisica ma anche psichica a seguito delle incertezze dovute alle clausure). Non meno pesanti sono le conseguenze economiche e sociali per tanti operatori e settori della nostra economia, in particolare per tante piccole e medie imprese – che già spesso vivevano in condizioni di precarietà. Oggi la situazione viene aggravata dalle varie ordinanze nazionali e regionali, che in molti casi mettono con le spalle al mura tante attività in vari comparti: a partire da quelli dei servizi e del commercio fino a quelle dei beni culturali. In questi giorni molti imprenditori si vedono costretti a ridimensionare le loro attività, spesso a chiudere e ricorrere agli strumenti di emergenza (come la cassa integrazione per i dipendenti). Basta vedere lo spettacolo desolante che offrono le principale vie casertane, come corso Trieste e Via S. Giovanni, con le luci spente e le serrande chiuse di tanti negozi (alcuni anche di prestigio). Da più parti si sentono dei veri e propri gridi di allarme e di disperazione, per cui le imprese ed i loro titolari si vedono costretti a ricorre a misure forzate per salvare le loro attività dal fallimento. Spesso devono ricorrere alle forme più odiose di accesso al credito, se non di cessione delle loro attività a terzi. E qui emergono i rischi peggiori nelle nostre comunità: quelli di dover cedere alle pressioni, a volte a veri e propri ricatti, di soggetti legati alla criminalità. Ancora più subdola e violenta si presenta la discesa in campo dei cosiddetti “cravattari”, gli usuri che spesso con il loro fare subdolo fanno leva sui bisogni drammatici degli stessi imprenditori, dei soggetti più deboli ed esposti, delle loro famiglie. Come ha denunciato il Presidente della Camera di Commercio crescono sempre più le impresa in difficoltà, in particolare nei settori della ristorazione, del commercio e del terziario, che si rivolgono disperate alle associazioni datoriali per chiedere aiuto. Spesso finiscono sotto le grinfie degli usurai, anche se le denunce risultano ancora ridotte al minimo.

Per fare fronte a questa situazione sono stati sottoscritti dei protocolli istituzionali, a partire da un Osservatorio che è stato avviato con il coordinamento dell’Ente Camerale e costituito dal FTS Casertano, da SOS Impresa, dal Comitato don Diana, da Finetica e dalle Piazze del Sapere, con l’obiettivo primario di attivare un luogo di aiuto e di ascolto alle imprese e alle persone più a rischio. Con un grido di dolore il Papa di recente ha definito l’usura come una delle “schiavitù del terzo millennio”. Il reato di usura in Italia, perseguibile di ufficio, è previsto dagli artt. 644 e seguenti del Codice penale e dalla Legge 108/96 che, con riferimento alla situazione del tempo, cercò attraverso l’idea del ‘tasso soglia’ di stabilire un principio facile da leggere dall’intera popolazione. Il Commissario per il coordinamento delle iniziativa antiracket e antiusura Annapaola Porzio ha chiesto che «il quadro normativo vigente possa essere adeguato alle nuove e complesse esigenze (…) che la realtà di tutti i giorni (…) pone con urgenza»; che è «necessario ampliare l’ambito di intervento per incidere sulle cause che inducono le persone (soggetti economici e non) a rivolgersi agli usurai» per le cause evidenti quali il «sovra indebitamento» e la «rovinosa tendenza, purtroppo in aumento, al gioco d’azzardo, sia legale che illegale». Infine, si è dichiarata favorevole all’ampliamento dell’ambito di applicazione della norma a persone fisiche e famiglie.Intanto le vittime di estorsione sono aumentate in seguito all’emergenza sanitaria. Finora si è salvato solo chi è stato raggiunto dagli interventi umanitari della Caritas e di altre realtà di volontariato. Per questo motivo è stato richiesto con forza di riformare le norme in materia per adattarle al nuovo contesto socio-economico e sanitario.

Appare sempre più urgente la modifica dell’art. 14 con l’allargamento della platea dei beneficiari alle persone fisiche e alle famiglie, risolvendo un problema di costituzionalità, e stabilendo, nei casi di piccole usure, una procedura semplificata che preveda una denunzia indiretta attraverso le Associazioni e le Fondazioni. Queste resteranno titolari delle denunzie e delle azioni penali contro gli usurai ai quali verrà applicata oltre alla sanzione penale anche quella del sequestro di tutti i beni. La soluzione non può essere ulteriormente rinviata perché il problema è stato ingigantito in maniera esponenziale dalla pandemia. Si è salvato solo chi è stato raggiunto dagli interventi umanitari della Caritas e di altre realtà di volontariato. Da qui discendono alcune proposte di correzione della Legge 108, che ci auguriamo vengano sostenute da tutte le forze politiche. In primo luogo con la modifica dell’art. 2 con la determinazione del ‘tasso soglia’ attraverso un meccanismo legato all’Euribor, maggiorato di alcuni punti percentuali che copra tutte le spese e gli interessi delle banche, ritornando così, allo spirito originale della Legge e liberando i tribunali da un enorme peso giudiziario nell’interpretazione e applicazione dell’attuale sistema. Inoltre, modifica dell’art. 14 con l’allargamento della platea dei beneficiari alle persone fisiche e alle famiglie, risolvendo un problema di costituzionalità, e stabilendo nei casi di piccole usure una procedura semplificata che preveda una denunzia indiretta attraverso le Associazioni e le Fondazioni. C’è da riconquistare il territorio e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni con una lotta a viso aperto contro la malavita (come ha sottolineato padre Alex Zanotelli in diverse occasioni). A tal fine, n terzo luogo serve la modifica dell’art. 15 con la istituzione in tutti i Comuni e nelle Municipalità delle grandi città, di un ‘servizio di primo intervento’, gestito da volontari delle Associazioni e Fondazioni antiusura. Un servizio che, in presenza di fatti straordinari, intervenga a sostegno di persone e famiglie in serie difficoltà (per rate di mutuo, mensilità di affitto, bollette elettriche e del gas…) entro un limite di 1.000 euro per intervento, con documentazione semplificata e impegno alla restituzione entro un anno dell’importo senza interessi. Il pagamento verrà eseguito direttamente dall’ufficio. Come risulta da recenti inchieste giornalistiche anche di ‘Avvenire’, gli usurai sempre più usano lo stato di bisogno delle persone per costringerle ad ‘aderire’ personalmente e/o attraverso i propri figli e familiari alle mafie, diventandone al tempo stesso schiavi e carnefici.

Nello stesso tempo va ribadito che in primo luogo la lotta all’usura – prima ancora di essere un fatto di prevenzione e contrasto da parte dello Stato – deve diventare una buona pratica culturale, di conoscenza e di comunicazione del fenomeno (come ha sostenuto il direttore di Finetica Onlus Nello Tuorto in un incontro con gli studenti del Liceo Manzoni di Caserta). Con alcune immagini ha descritto in modo efficace ed affascinante “la bestia dell’usurario, che molto spesso può mordere le persone (anche i giovani) con il suo volto bonario, accattivante dell’amico e del vicino di casa”. Da qui l’invito pressante ai giovani di farsi portatori di un messaggio di speranza, da portare anche nelle loro famiglie, per far conoscere l’opportunità di poter prevenire il fenomeno dell’usura e dell’estorsione, in primo luogo con la denuncia come uno dei crimini può subdoli e cruenti della nostra economia e vita sociale. Infatti, anche se le banche spesso chiudono i rubinetti a chi chiede un prestito per far fronte a situazioni di emergenza, oggi anche in Campania è possibile rivolgersi ad alcune realtà come quelle di Banca Etica, della stessa Finetica Onlus e dei Confidi di imprese, da cui si possono ricevere informazioni ed assistenza tecnica per ottenere un finanziamento a tassi agevolati. Grazie ad un fondo di garanzia che viene annualmente erogato dal Governo, c’è possibilità di accedere al credito anche per quei soggetti che le banche definiscono “non bancabili” o perché risultano “protestati”. Il carattere etico ed innovativo della finanza (che oggi appare spesso come mondo di speculazione o traffici a livello globale) sta nel fatto che il rapporto con l’utente si può basare non solo su dati economici ma sulla fiducia, sulla conoscenza e sulla relazione, grazie all’accompagnamento e alle garanzie offerte proprio dai fondi dedicati, come quello di Finetica.
Pasquale Iorio, Referente Finetica Caserta


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2 commenti

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