di Gianfranco Nappi

Dopo tutto questo parlare di Green, di Riconversione, di New Generation, di Sostenibilità…ci saremmo attesi che provvedimenti di rilancio dell’economia e di ripresa degli investimenti pubblici ritrovassero in questo un tratto caratterizzante. E invece no. E sarà pure che questo Governo è un argine, una trincea, un baluardo…ma se non si da’ una mossa la diga è destinata ad essere infranta con conseguenze tanto profonde quanto dannose.

Il Decreto Semplificazione, Velocizzazione, CorrItalia…da questo punto di vista sembra un classico di tutti i Governi precedenti e in wuesto il Presidente del Consiglio sta facendo tesoro di una lunghissima esperienza…

Occorre accelerare gli investimenti ? E allora non si superano duplicazioni legislative e amministrative, deresponsabilizzazioni della macchina pubblica, sovrapposizioni di Enti a Autorità e Istituzioni che si rimpallano titolarità di intervento o scaricano sull’altro la responsabilità del Parere…ma più semplicemente, più classicamente, più ‘interessatamente’ ( nel senso dell’interesse di un blocco di potere economico ben preciso), si procede con sospensione delle normative sugli appalti, estensione a macchia d’olio delle logiche di emergenza, nomina a pioggia di commissari alle opere.

Peraltro, la storia dei Commissariati in Italia e delle loro Gestioni (dal 1980 ne sono sorti a decine ), è una storia di strumenti di emergenza diventati del tutto ordinari come durata, immortali, e come tempi di realizzazione delle opere poste in capo ad essi: infiniti. Alla faccia della velocizzazione.

Non è con le ( apparentemente) facili scorciatoie che si risolve il per certi versi drammatico problema dei tempi di attuazione delle decisioni della Pubblica Amministrazione.

Non voglio dire ma poi , se è giusto affrancare gli appalti fino a 150.000 euro da qualsiasi condizionamento della discrezionalità dell’Amministratore pubblico e nei fatti ricondurre ad una neanche troppo complessa trattativa privata gli appalti fino a 5 milioni di euro ( una enormità mi appare!), se nel fare questo non si ravvisano pericoli per interessi privati in atto pubblico, per condizionamenti di economia criminale, per autostrade, mo’ ce vo’, che si aprono ad essa, ma allora perchè ‘solo’ fino al 2021? Se abbiamo trovato l’uovo di Colombo, allora che sia per sempre. O no?

Il tutto è accompagnato poi da una lista di opere da realizzare nella più classica salsa asfaltocementizia : strade, autostrade,piste aggiuntive di aeroporti, molte delle quali inutili, desuete…Il grosso peraltro concentrato nel Nord.

Tutto senza un disegno, una visione, una selezione di priorità, un impronta mentre peraltro, manco a dirlo, pendono centinaia di progetti di sostenibilità, di conversione ecologica, di riqualificazione urbana e territoriale in questa direzione proposti da centinaia di Comuni e ai quali manca appunto solo il finanziamento. Senza rilanciare un trasporto pubblico locale, su ferro per il quale pire non latitano progetti esecutivi ma risorse disponibili.

Al posto di un bel po’ di opere inutili, salvo per il movimentoterra e per i subappalti…, vogliamo mettere quelle risorse a disposizione della messa in sicurezza antisismica di tutte le scuole del Paese? Di tutti gli Ospedali?

E vogliamo poi parlare del pasticcio ASPI? Di quella vergogna che perdura della gestione di Autostrade nel mentre si annuncia un’altra girandola di vertici di maggioranza uno più risolutivo dell’altro…?

Si dirà che i 5Stelle non hanno cultura di Governo, anche se orami sono alcuni anni che transitano in quelle stanze…e vabbè.

Si dirà che i compagni di LEU in fondo sono pochi, e che possono condizionare? E però, se non batti un colpo su tali questioni allora attento che corri il rischio di perderlo proprio l’uso della parola. Su il Manifesto di oggi Luciana Castellina rivolge un appello a modificare il testo in Parlamento : un testo che ancora non c’è? Che sarà strozzato da ripetuti voti di fiducia? Spero anche io con Luciana, anche se mi appare più un di-sperare…

E la ricca cultura di governo del PD, per non parlare di quella di Renzi, dove è andata a finire?

Questo è tutto?

Tanto rumore per così poco e così malfatto? O è proprio questo che ormai esprime quella cultura?

Attenzione.

Senza una reale, esplicita e profonda svolta d cultura politica e di programma, senza il coinvolgimento su di essa delle migliori forze della società, senza il rilancio di attivi meccanismi di partecipazione…non si sta guadagnando tempo. Il rischio concreto è che si stia preparando nulla di buono per un autunno che si preannuncia sul piano sociale molto, molto difficile.

E allora, siano le Associazioni ambientaliste, i Friday For Future, sia Legambiente che sta intervenendo già in modo critico e con dovizia di argomenti ‘propositivi’, e perchè no, lo stesso Sindacato ( non è interessato? ) , a indire una grande assemblea che metta insieme il meglio della cultura ambientalista, dell’urbanistica, delle stesse competenze amministative per imporre una radicale correzione di rotta.

Se non ora, quando?

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4 commenti

  1. Sembra un ritornello quasi banale per la sua ripetitività avvilente: proclama ” si cambia tutto”… fatto ” per non cambiare niente”… per prudente non comprensione dico “quasi niente”.
    ?????????!????

  2. Analisi e ‘incazzatura’ condivisibili.Quando ci fu la interessantissima conferenza economica gestita benissimo da Achille Flora, amico e valente economista, non intervenni per il semplice fatto che il nuovo ‘keynesianesimo territoriale’ può frasi solo se i referenti nazionali e locali, abbiamo in mente questo e non altro.Che si tratta di ridurre ogni buona intenzione e proposta positiva, in una logica di spartizione e lottizzazione. In Parole povere caro Gianfranco qua siamo ai clan e alle tribù, laddove dovrebbe esserci Lo Stato, Le regioni e le amministrazioni locali.

  3. Carissimo Gianfranco, cari Compagni, condivido tutto, se non ora quando?
    Per sintetizzare tutto, utilizzo le parole del prof. Alberto Vannucci, credo che in questo momento sia il maggiore esperto sul tema della corruzione in Italia: “E’ inaccettabile che nel nome di una pseudo-semplificazione, che punta a sbloccare i contratti pubblici e sburocratizzare il Paese per favorire una ripresa post pandemia –necessaria e condivisibile – siano cancellati o aggirati gli strumenti di tutela, di controllo e di garanzia dei diritti – in primis quelli del lavoro e dell’ambiente – e i necessari strumenti di trasparenza e di prevenzione contro le possibili penetrazioni di meccanismi corruttivi e mafiosi.”

    Per chi ha voglia e tempo, consiglio di leggere l’intera nota pubblicata da Libera sull’argomento, a cura proprio del Prof. Vannucci.

    https://www.libera.it/schede-1427-decreto_libera_italia

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