Lo scorso 6 maggio abbiamo tenuto un interessantissimo e partecipato FORUM sui temi del turismo, incentrato in modo particolare sull’area Sorrentino-Amalfitana e su idee e suggestioni venute da Michele Gugliemo.

Da quella discussione e nel lavoro successivo curato da Roberta Calbi e dallo stesso Michele Guglielmo e Massimo Anselmo, è venuta fuori una vera e propria PIATTAFORMA.

Ve la proponiamo per continuare il confronto e, a questo punto, anche per verificare come farla andare avanti.

PER UNA ESPERIENZA DI RILANCIO E DI TURISMO SOSTENIBILE

Il turismo è sicuramente uno dei settori più pesantemente messi in ginocchio dall’epidemia di Covid. Ma possiamo questa crisi affrontarla con la voglia di ripartire individuando nuove strategie? Sicuramente nell’immediato i problemi sono tantissimi, in termini di perdita di posti di lavoro, mancanza di liquidità, prospettive cupe per la prossima stagione estiva. Ma se ripartiamo da alcune criticità del settore che già si evidenziavano nella “normalità” possiamo tentare di costruire un “laboratorio del presente”, che ponga le basi per nuove prospettive. A partire da 3 assi: programmazione/integrazione; eco-sostenibilità; attenzione alla sicurezza. Si tratta insomma di ripensare il turismo in chiave sistemica, non episodica e frammentata, e con responsabilizzazione di tutti gli attori in campo. In Campania purtroppo non abbiamo una adeguata legge regionale, nonostante i tentativi fatti, proprio per l’opposizione e i veti reciproci dei rappresentanti delle varie realtà imprenditoriali e territoriali. Forse una più diffusa consapevolezza, che ci sembra di scorgere, delle varie implicazioni della tematica turismo e degli ostacoli/opportunità dell’oggi/domani consentirà di “cambiare passo”.

La premessa per la costruzione di un progetto serio, fruttuoso e duraturo prevede:
1) la collaborazione tra gli “stakeholders” del turismo: privati, istituzioni, università, competenze, mondo del lavoro, etc;
2) condizioni ambientali che consentano una sana vivibilità sia alla popolazione indigena che ai visitatori.

Ci concentriamo, per una concreta esemplificazione, sul territorio dell’area sorrentino-amalfitana, un’area turistica di valenza nazionale. Qui pensiamo ad un progetto innovativo che abbia la capacità di mettere insieme tutti i valori autentici del Territorio, rappresentati dalle condizioni climatiche, dalle bellezze naturali e paesaggistiche, dalle bellezze archeologiche, dai prodotti della terra, dalla storia, dalla cultura, dall’artigianato, dalle tradizioni, dagli usi, dai costumi, dalla bontà del cibo, dallo straordinario senso di accoglienza che ci caratterizza, dalla solida e riconosciuta organizzazione turistica già esistente in molte parti del territorio, etc.

Fanno parte del Territorio : Agerola, Amalfi, Atrani, Casola di Napoli, Castellammare di Stabia, Cava dei Tirreni, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Gragnano, Lettere, Maiori, Massa Lubrense, Meta, Minori, Piano di Sorrento, Pimonte, Positano, Praiano, Ravello, Sant’Agnello, Sant’Antonio Abate, Scala, Sorrento, Tramonti, Vico Equense, Vietri sul Mare.

Ventisette comuni su un territorio di una bellezza unica al mondo.

Perché del progetto?

A) la stagionalità del turismo e delle attività ad esso collegate rappresenta un problema serio e grave per le popolazioni e le aziende in quanto produce precarietà e mancato reddito. Infatti la stagionalità in Campania varia dai sei mesi della costiera sorrentino-amalfitana e delle isole, alle poche settimane del litorale domizio, della costa cilentano e del resto della regione. Gli addetti al turismo, quindi, al termine della breve stagione debbono emigrare o cercare altre attività di supporto;
B) la pandemia da Covid-19 che ha colpito anche il nostro Paese ha prodotto nel mondo forti capovolgimenti economici in tutti i settori e nel turismo soprattutto.
Per rispondere al primo punto c’è da notare, come detto, l’assenza di un piano regionale che regoli ed incrementi lo sviluppo organico del turismo. Si impone quindi l’obbligo di ricercare tutte le modalità possibili per la sua destagionalizzazione e delle attività ad esso collegate. (Attualmente anche i finanziamenti erogati dagli enti pubblici non producono gli effetti durevoli attesi nel tessuto territoriale, in quanto finanziano azioni disarticolate e fini a se stesse).

Il progetto si propone di:
a) aumentare i flussi turistici nel periodo di bassa stagione ottobre-Pasqua;
b) promuovere i flussi turistici generati dal segmento MICE ( Meeting, Incentive, Conference, Events/Exbitions ) anche nel periodo di media stagione;
c) migliorare il target dei flussi turistici.

Lo sviluppo di ciascuna direttrice prevede il coinvolgimento dei segmenti del mercato turistico tradizionale: vacanze, religioso, scolastico, terza età, business, congressuale, culturale, termale, sportivo, etc, e dei segmenti di mercato emergenti: turismo escursionistico, esperienziale, naturalistico, giovanile, etc. Bisognerà anche cercare di valorizzare aree al momento meno sfruttate turisticamente rispetto alla linea costiera e al mare, quali le aree interne, le colline, i borghi caratteristici. Sarebbe anche innovativo ed utile, sulla scorta di quanto già si fa in Emilia-Romagna e Veneto, coinvolgere i Comuni della fascia costiera “in verticale” con le zone dell’interno, proprio per favorire un turismo esteso a gran parte delle stagioni, attento ad una progettualità culturale e al mondo scolastico.

aa) la realizzazione di questo punto è indubbiamente tra le più complesse e più attese. Essa prevede il coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti. Nei mesi di ottobre-novembre si possono incrementare i flussi legati al turismo congressuale, religioso, terza età, escursionistico, esperienziale, naturalistico. In particolare il turismo esperienziale richiede la presenza di aziende dell’agriturismo adeguatamente organizzate per la vendemmia, la molitura delle olive, la mungitura, etc.
A dicembre si promuove l’arte presepiale che è presente ovunque e su tutto il territorio; la costiera amalfitana offre anche l’originalità di presepi, anche illuminati, realizzati lungo la strada statale alla vista degli automobilisti di un’originalità e una bellezza straordinarie. Ai presepi e alle tradizioni natalizie si legano le luminarie di Salerno, via San Gregorio Armeno a Napoli, il Museo San Martino, la Reggia di Caserta. In questo periodo è attivo il turismo della terza età promosso da associazioni di categoria per quei soci anziani che preferiscono lasciare libere le famiglie dei congiunti giovani.
Gennaio/Pasqua porta il turismo scolastico sia italiano che americano ed europeo, il turismo giapponese, cinese e orientale in genere. E’ anche il periodo del turismo congressuale o per gli incentivi proveniente dai paesi nord-europei.
In questo periodo cadono la festa del Patrono di Amalfi a fine novembre, le manifestazioni di Carnevale, i riti e le processioni della Settimana Santa. L’insieme di tali eventi rappresenta un richiamo turistico. Andranno perciò incentivati opportunamente. A primavera, in alcune aree, si potrebbe organizzare la festa della primavera. Sorrento, ad esempio, aveva un tempo, la tradizione dei carri infiorati e del Flor Festival che si potrebbero riprendere.

bb) Nel periodo aprile/maggio il turismo generato dal segmento Mice porterà ottimi risultati essendo questa la stagione ideale.

cc) Il miglioramento del target dei flussi turistici si ottiene con l’ottimizzazione del livello di vivibilità sul territorio, che allo stato attuale nelle aree costiere è molto basso, a volte insopportabile. Occorre quindi realizzare un piano per la mobilità che limiti al massimo il traffico, con un servizio di trasporto pubblico frequente e usando autoveicoli con motori elettrici o ibridi. Bisognerà avere molta cura per l’arredo urbano che dovrà ispirarsi al gusto e alla cultura locale evitando contaminazioni esterne. Offrire informazioni al visitatore in più lingue. Servizi igienici, sia pubblici che privati, tenuti sempre in perfetto stato, etc.etc.


B) Gli effetti negativi generati da Covid-19 hanno colpito il trasporto aereo in maniera molto sensibile facendo ridurre il traffico aereo anche dell’ 80% in modo che il turismo, già in crisi per l’impossibilità di viaggiare delle persone in seguito ai provvedimenti a tutela della salute pubblica, si è dovuto bloccare nella programmazione a breve e medio termine. Questo ha provocato uno sconvolgimento tale nel settore del mercato delle vacanze che sta portando al cambiamento dei punti di riferimento all’interno delle compagnie. Il risultato sarà che gli operatori locali si troveranno di fronte a un nuovo scenario che li costringerà ad iniziare tutto daccapo. Il rischio concreto è che tutto o quasi, l’immagine che ci siamo costruiti negli anni, si attenuerà a favore delle nuove destinazioni. Bisogna tenere presente che nel 1950 i paesi che ricevevano più di un milione di turisti all’anno erano solamente quindici, tra cui l’Italia, oggi sono più di cento.
Quindi bisognerà presentarsi sul mercato non con una singola azienda o un gruppo di aziende, ma con un grande territorio, con un solo grande marchio. Quello che si sta proponendo è un territorio tra i più belli al mondo il quale, inserito com’è in una cornice favolosa, costituita dal Golfo di Salerno e quello di Napoli con le sue isole, confinante con Pompei ed Ercolano, con la vicinanza di Napoli, sullo sfondo il Vesuvio e servito da due aeroporti, è unico al mondo! Senza considerare Pozzuoli e i Campi Flegrei, la Reggia di Caserta, Paestum, Velia, la Certosa di Padula, il Cilento.


Il Territorio dovrebbe essere rappresentato da un organismo proprio, agile, semplice, che faccia capo a un Destination Manager esperto, di levatura europea, che ha il compito della promozione. Si sostiene con fondi provenienti dalla tassa di soggiorno. Si vede nella costituzione di un Convention Bureau uno strumento operativo per procurare congressi ed eventi. Questo organismo dovrebbe essere finanziato da enti pubblici, banche, fondazioni e associazioni di categoria ma non da aziende individuali che operano nel settore. Infatti la presenza delle aziende individuali potrebbe decretare il fallimento dell’iniziativa per conflitti di interessi tra le aziende stesse.


Molto importante per l’affermazione del marchio è anche la qualità del servizio che si offre ai visitatori. E’ perciò importante la professionalità degli addetti ai lavori. Sia gestori che dipendenti.

I gestori dovrebbero essere sottoposti, per l’ottenimento dei necessari titoli amministrativi, ad esami molto selettivi ai quali faranno seguito aggiornamenti professionali periodici
. Per gli addetti ai lavori si dovrebbe creare un Centro per la qualificazione e la riqualificazione degli addetti ai servizi. Anche questo centro dovrebbe essere affidato ad un professionista di levatura europea. L’utenza sarà costituita anzitutto dai lavoratori provenienti da altri settori o da altri corsi di studio, che vogliono entrare nel mondo del turismo, poi dai lavoratori del settore che mirano a migliorare la propria posizione lavorativa. Prevedendo opportuni processi formativi si potrebbe anche cercare di promuovere imprese giovanili che possano essere guide ed autisti, anche in una prospettiva di più sostenuta mobilità pubblica.
L’emergenza da pandemia – lo ripetiamo – deve essere un’occasione di “voltar pagina” e inventarsi strumenti e contenuti nuovi, poiché le ricchezze della nostra Regione che possiamo valorizzare sono tantissime.


Importante sarebbe anche – questo è un altro spunto – la riorganizzazione e rilancio del Monte Faito.

La costituzione di una Fondazione tra pubblico (Comune di Vico Equense, Comune di Castellammare, Parco dei Monti Lattari, EAV) e privati ( tutti i portatori di interesse) potrebbe dare vita ad una grande operazione di rilancio.
La località dovrebbe avere a disposizione un grande Centro ( l’attuale Centro Sportivo opportunamente adeguato?) intorno al quale costruire sua vita.
Infatti il Centro dovrebbe essere attrezzato con impianti sportivi ( campi di tennis, piscine riscaldate, maneggio, campi di pallavolo, campo di pallacanestro, calcetto,) alcuni dei quali usufruibili anche d’inverno (tennis, piscina almeno) ed essere dotato di bar, ristorante, un’area interna per socializzare, soprattutto nel periodo autunno-primavera, e degli spazi da destinare alle varie associazioni che frequentano la località.
Il Centro dovrebbe gestire i servizi delle varie abitazioni come avviene nell’albergo diffuso.
La Fondazione dovrà provvedere ai servizi comuni, alla sorveglianza e a riattivare le attività dismesse.
Le associazioni ospitate nel centro avranno l’impegno di organizzare eventi di importanza regionale, nazionale e internazionale secondo una programmazione stabilita con un anno di anticipo con la Fondazione.
Ai comuni spetterà l’obbligo di ripristinare le parti comuni, parchi di ricreazione, aree comuni manutenzione delle strade, illuminazione, sentieristica, sicurezza, trasporto pubblico, etc.

Questo tipo di progetto, come accennato in precedenza, deve avere come primo interlocutore la Regione, coinvolgere gli Enti locali e gli imprenditori privati, non dimenticare il ruolo fondamentale dell’Europa.





















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27 commenti

  1. Una visione turistica vincente soprattutto in questo periodo che paradossalmente ne potrebbe favorire la realizzazione.

    1. Secondo me la prima cosa da fare è risolvere tutti i problemi di uno sviluppo dissennato.Traffico , mobilità sono debolezza incedibili solo uno programma ecosostenibile da Vico Massa eliminando bus mostri vari può essere il mo per rilanciare Il nostro territorio. Si parla di Eventi perché non considerare che in primo luogo gli eventi collegati alle specificità culturali e artistiche di un terrritorio si fanno prima per l’immagine della terra.Poi M’illumino d’inverno -Sorrento incontra è un cartellone da Novembre a Gennaio di livello internazionale riconosciuto da tutti . in primavera poi Gli Incontri internazionali del cinema dedicati all’Audivisivo tout Court e ai confronto tra l’Italia e un altro paese hanno garantito la partecipazione degli ambasciatori del paese interessato e di produttori e distributori italiani e stranieri di prossimo ordine .Questo per dire che dei programmi e progetti già ci sono e sono frutto anche delle mia creativiy

  2. Il progetto mi piace molto. Leggendolo mi ha suggerito altri spunti e aspetti da integrare. Mi rendo conto che è ambizioso e che richiede il superamento di molti ostacoli causati soprattutto dal mettere insieme i diversi attori pubblici e privati.

    1. Grazie Prof, aspettiamo le sue riflessioni e contiamo sul suo entusiasmo per diffondere il progetto. Cordiali saluti.

  3. I temi posti sono interessantissimi e vale la pena approfondirli.Credo che l’accento vada posto in particolare sulla necessità di uno sviluppo ecosostenibile del territorio quale nuova frontiera.Nella più dettagliata analisi richiesta dallo studio va evidenziato che per quanto riguarda la penisola sorrentina la incauta e non organizzata esplosione delle attività exstralberghieri ha alterato del tutto l’assetto economico del territorio,in dieci anni i posti letto disponibili sono triplicato con conseguenze evidenti sul piano ambientale,della vivibilità anche per la sfrenata crescita dell’imdotto(trasporto su gomma,su mare,ristorazione)che di fatto hanno trasformato il territorio ,atteso che quella crescita richiedeva un adeguamento infrastrutturale che ha stentato ad arrivare.La Penisola Sorrentina ha una stagione non più di sei mesi ma va dagli otto ai dieci mesi con numeri quasi ingestibili ,il vero problema è la qualificazione dell’offerta ovvero creare un prodotto di qualità territoriale per poi proporsi in uno scenario turistico che negli anni a venire sceglierà inevitabilmente il miglior prodotto sotto tutti i punti di vista,Nulla è semplice ma necessariamente credo che prima di individuare”figure tecniche”vada definito il “progetto”

    1. Caro Gaetano, il tuo commento esprime interesse verso il progetto è questo ci rende particolarmente lieti perché, oltre ad essere l’Amministratore Delegato della Fondazione Sorrento, sei un politico che vive la realtà turistica Sorrentina con competenza e passione. Ti contatterò per approfondire la tua disponibilità a collaborare. Cari saluti.

  4. Mettere insieme le professionalità del turismo è una cosa semplice perché è un settore dove lavorano, spesso, persone molto positive e motivate credo perché fanno un lavoro di interazione diretta con persone che sono in vacanza e, quindi, predisposte alla serenità e a vivere un momento bello della propria vita, lasciando “a casa” problemi e preoccupazioni.
    Il progetto è valido e condivisibile, dalla destagionalizzazione all’organizzazione congiunta di eventi in un Unico programma che tenga in considerazione le manifestazioni e le celebrazioni storiche e non sovrapponga le date in cui organizzare grandi eventi, in modo da offrire la possibilità di poter partecipare alla maggior parte del programma ed offrire, a locali e ospiti, la possibilità di vivere meglio il territorio.
    La presenza di istituti professionali turistici inviterà a preparare programmi di formazione e si potrà attingere nelle scuole per intercettare talenti e appassionati del settore.
    Questo progetto dovrà essere guidato e gestito da una maggioranza di professionisti che, in collaborazione con gli amministratori locali, possa fornire sempre alta preparazione e idee progettuali provenienti da alte professionalità, senza stare ad esigenze o vicinanze elettorali.
    Ognuno parteciperà attivamente solo se vedrà le sue idee realizzate o, almeno, tenute in considerazione in un confronto con persone esperte e preparare nel proprio settore.

    1. Caro Nino, ti ringrazio. Sei un professionista del turismo perciò chiedo la tua collaborazione a diffondere il progetto e a chiedere di postare i suggerimenti. Cordiali saluti.

  5. Salve, grazie per l’invito a discutere di un fabbisogno essenziale per la ns. Comunità. Premetto che non ho cultura specifica ma sensazioni che posso elencare.
    Credo che il modello attuale di turismo sia quello di massa vedi il proliferare di offerte a basso costo in tutti i settori che hanno omogeneizzato i contenuti ad un “suk” globale come viaggiando si trova monotono un po’ dappertutto, la mia via San Cesareo a Sorreento ne è un tragico esempio, come la cancellazione dei locali storici mai salvaguardati ( vecchio bar Maresca del Corso Italia). L’ostacolo credo insormontabile alle idee è il denaro. Un rimodellamento richiederebbe i sacrifici di albergatori etc che dovrebbero rimodulare l’offerta su tutto l’anno motivando le presenze non più come area di parcheggio smistamento una sorta di interporti turistico a favore delle aree circostanti, ma come ben descritto nelle proposte invitando i viaggiatori ad aderire ad un progetto: cultura, gastronomia, archeologia, trekking, mare etc.
    Sarebbe come già sostenuto che nasca una organizzazione non politica ma gestionale della potenzialità della offerta turistica che si interfaccia “efficientemente” con gli attori, la politica, gli operatori, i sindacati e gli esponenti culturali x adeguare la nuova offerta e confezionare dei pacchetti completi che partono dalla accoglienza ricezione sino al commiato degli ospiti.
    Grazie per l’attenzione.

    1. Giulio grazie per il tuo commento che esprime condivisione verso lo spirito del progetto. Ti riteniamo un compagno di percorso che potrà offrirci un sostegno morale e utili opinioni. Cordiali saluti.

  6. Il progetto appare ambizioso e difficilmente realizzabile in concreto per una serie di motivi, primo tra tutti la condivisione di linee di condotta comuni tra I vari soggetti che dovrebbero esservi coinvolti. Rilevo difficoltà in tal senso enormi già tra gli stessi Comuni della Penisola Sorrentina, ognuno dei quali – ma più di ogni altro Sorrento – appare cosi ostinatamente contrario ad una politica territoriale comune che fino oggi vani sono risultati i tentativi di affrontare tutti insieme problematiche territoriali comuni. Gli albergatori poi di tutto il territorio de quo – sebbene colpiti dalla crisi economica in corso – difficilmente rinuncerebbero a diritti ormai acquisiti come quello di far scendere gli ospiti dinanzi alle porte spalancate delle proprie strutture turistiche. L’EAV dovrebbe rivedere le proprie politiche aziendali e migliorare quantitativamente e qualitativamente il servizio e non bisognerebbe attendere come manna l’aiuto statale (o pubblico) ma l’imprenditoria privata del territorio (vantiamo numerose eccellenze) dovrebbe dare un cospicuo apporto finanziario programmando piani di investimento a lungo termine dai quali trarre futuro beneficio. Le risorse naturali del nostro territorio meritano tutta l’accortezza possibile da parte di tutti ma, soprattutto, da parte di chi, oltre a goderne fisicamente e mentalmente (come un qualsiasi privato cittadino dei comuni interessati) ne trae anche un beneficio economico.

    1. Francesca, il tuo intervento fotografa la realtà sociale, politica, economica e culturale della nostra terra. So bene che operare certi cambiamenti sarà come ricacciare il dentifricio nel tubetto. Ma se non adesso quando? Il progetto nasce da una mia suggestione che è cugina dell’illusione, ne sono consapevole ma esprime fiducia verso una popolazione caratterizzata da una grande operosità, una profonda onesta’, un grande senso di appartenenza e tanto amore verso la propria terra. Aiutaci anche tu. Qualcosa di buono nascerà.

  7. Condivido pienamente il progetto che però ritengo difficilmente realizzabile nella sua interezza per una serie di problematiche già emerse da alcuni commenti, prima fra tutte la collaborazione intercomunale. Abbiamo, proprio in questo periodo post Covid, l’opportunità di provare a cambiare e migliorare il turismo della nostra penisola che negli ultimi anni è diventata un dormitorio con enormi flussi di turisti diretti però altrove. Dobbiamo trattenere qui i turisti con le nostre offerte culturali, storiche, enogastronomiche, naturalistiche, di eventi.

    1. Dott.ssa Cilento, siamo consapevoli delle difficoltà alle quali si va incontro ma, come sai, è nel DNA della nostra Associazione Aria Nuova Piano di Sorrento, proporre soluzioni nuove per migliorare la vivibilità del nostro territorio. Soluzioni che incontrano, sempre, un vasto consenso di opinione per poi cadere di fronte alle difficoltà di chi dovrebbe aiutare a risolverle. Vanità, presunzione,egocentrismo, egoismo, sono tra i mali che affliggono la nostra terra. Il tuo commento, che leggo proveniente dall’Assessore al Turismo di Piano , ci fa capire che possiamo contare sulla tua vicinanza. Grazie

  8. Non posso che condividere l’idea del progetto. Peraltro circa 20 anni fa nel breve periodo in cui sono stato Sindaco ff di Sorrento, avevamo lanciato un progetto analogo di cui conservo ancora il segnalibro.
    Col passare del tempo i vado peró sempre più convincendo che gli strumenti, come sono i progetti, servono a poco se non vengono accompagnati dall’affermazione di una diversa visione.
    Noi non possiamo continuare a sfruttare senza limiti questo territorio e purtroppo un certo tipo di turismo é distruttore di risorse ambientali ed energetiche.
    Quello che serve é un patto che metta al prima posto il rispetto dell’ambiente, inteso non solo come cultura e paesaggio, cose peraltro sempre legate all’uomo e quindi alle sue convenienze, ma inteso come Rete della Vita, cioé come un insieme di equilibri necessari alla sopravvivenza di tutte le specie viventi.
    Oggi più che mai bisogna fare le cose giuste dall’inizio ed il primo impegno che dovremmo sottoscrivere si puó riassumere in un frase.
    La Terra é l’ultimo dei poveri e noi non abbiamo il diritto di sfruttarla e contaminarla senza limiti.

    1. Grazie Raffaele. Le tue competenze, riconosciute e rispettate, danno un immenso valore ai fini che sono stati proposti nel progetto e che sono la vivibilità e l’ambiente. Con la speranza di poterci incontrare ti saluto.

  9. La lettura del progetto ha stimolato in me una serie di riflessioni di varia natura.
    Non sono un’operatrice di questo settore, ma sono una penisolana profondamente innamorata dei luoghi in cui vive e che ha assistito negli ultimi anni all’affermarsi di un turismo “usa e getta” che sta incidendo sempre più negativamente sull’identità e l’unicità del nostro territorio, generando dei mutamenti antropologici il cui esito sarà ancora più chiaro nel medio termine.
    Mi limito a dire che è quanto mai necessario ed ineludibile in materia di rilancio turistico un cambio di passo che riguardi i molteplici attori in campo:
    i politici locali, che non sempre si sono mostrati “open minded”, dovranno attuare politiche di ampio respiro, sinergiche, “glocal”;
    gli imprenditori e tutti i soggetti privati coinvolti, troppo spesso concentrati sul proprio orticello, dovranno essere disposti ad accettare le nuove sfide che l’emergenza Covid ha riproposto con drammatica urgenza;
    infine noi cittadini, talora tentati dalla logica fatalistica del disimpegno e della critica sterile, dovremo sentirci coinvolti nei processi di cambiamento e cooperare per rendere migliore la porzione di pianeta in cui ci è toccato di nascere e/o vivere.
    Saremo all’altezza di tutto questo?
    Io mi auguro di sì.
    Una cosa è certa: dovremo saper fare “squadra”!

    1. Cara Angela , il tuo è un commento di una Professoressa ” open minded “. Leggendolo mi ha dato l’idea della traccia di un tema il cui svolgimento ha incontrato la tua approvazione. Stupendo! Conoscendo la combattività con cui difendi il bene comune sono sicuro che, al momento opportuno, potremo contare anche su di te. Grazie.

  10. Condivido pienamente il progetto che prevede la valorizzazione delle enormi risorse del nostro territorio. Purtroppo negli ultimi anni la nostra penisola è diventata un dormitorio con straordinari flussi, in termini numerici, di turisti destinati ad altre destinazioni.
    Il post Covid quindi, potrebbe rappresentare una importante opportunità per cambiare rotta, da cogliere con responsabilità e lungimiranza. Il nostro territorio così ricco di storia, di cultura, di bellezze naturalistiche, di enogastronomia, di tradizioni ha bisogno di un turismo diverso, sostenibile e di qualità. Ben venga quindi una proposta progettuale che prevede la collaborazione dei diversi attori e delle diverse competenze.

  11. Questo interessante progetto esplora anche l’emergere di itinerari, luoghi e servizi basati sull’opportunità di far incontrare residenti e turisti, consentendone una possibile ibridazione. Questo incontro è analizzato in relazione all’ambito delimitato dalla relazione tra città, cultura e tradizione. Questo progetto può contribuire a produrre nuove immagini turistiche della città e a legittimare nuove geografie urbane che emergono dal basso. Tale iniziativa contribuisce anche a stimolare un capovolgimento della tradizionale relazione gerarchica tra turisti e residenti. Gli aspetti critici emergenti sono discussi nell’articolo proposto a partire da diversi livelli di analisi quali lo sviluppo delle capacità di intervento di queste iniziative e la possibile riproduzione di stereotipi culturali tanto nelle pratiche quanto nelle immagini ad esse associate. Nelle conclusioni si richiama l’attenzione sul bisogno di integrare il turismo nelle politiche urbane e regionali non solo nei suoi aspetti economici, ma anche in quelli sociali e culturali. È veramente un progetto molto interessante, è fiduciosi speriamo possa essere realizzato. Complimenti per L idea

  12. Questo interessante progetto esplora anche l’emergere di itinerari, luoghi e servizi basati sull’opportunità di far incontrare residenti e turisti, consentendone una possibile ibridazione. Questo incontro è analizzato in relazione all’ambito delimitato dalla relazione tra città, cultura e tradizione. Questo progetto può contribuire a produrre nuove immagini turistiche della città e a legittimare nuove geografie urbane che emergono dal basso. Tale iniziativa contribuisce anche a stimolare un capovolgimento della tradizionale relazione gerarchica tra turisti e residenti. Gli aspetti critici emergenti sono discussi nell’articolo proposto a partire da diversi livelli di analisi quali lo sviluppo delle capacità di intervento di queste iniziative e la possibile riproduzione di stereotipi culturali tanto nelle pratiche quanto nelle immagini ad esse associate. Nelle conclusioni si richiama l’attenzione sul bisogno di integrare il turismo nelle politiche urbane e regionali non solo nei suoi aspetti economici, ma anche in quelli sociali e culturali. È veramente un progetto molto interessante, è fiduciosi speriamo possa essere realizzato. Complimenti per L idea

  13. Cara Dott.ssa Cilento, Assessore al Turismo al Comune di Piano di Sorrento, il tuo parere ci è di grande conforto . Siamo consapevoli delle difficoltà che esistono sul percorso ma ritenendo che per uscire dalla crisi bisogna operare dei cambiamenti radicali, procediamo nel nostro cammino contando sul supporto di persone come te. Grazie.

  14. Sono coinvolto e seguo con interesse i progetti di sviluppo della Penisola da un paio di anni. Il percorso che ho visto svolgersi e prendere consistenza grazie al coordinamento dell’Associazione ed alla partecipazione degli Enti ha consentito di convergere in un parteniarato con ottime possibilità di influire sulla realtà economica dell’area. Ci troviamo, ad un tratto però ad un ad un punto di svolta. La pandemia, dalla quale ci auguriamo di essere in uscita, potrebbe costituire una occasione di opportunità e di rilancio. Ed in ogni caso un punto di svolta superato il quale le cose saranno drammaticamente diverse. Potrebbe essere il tempo utile per concretizzare le azioni fin qui programmate.

    1. Professor Testa caro, la sua partecipazione attiva alle iniziative di Aria Nuova è molta apprezzata . La ringrazio per quello che ci sta dando.

      1. Gratificato dal poter dare un contributo, si spera fattivo, ad una Terra tanto prestigiosa.
        Grazie a lei per il coinvolgimento, e ancor di più per la fervida e lungimirante attività in favore della Cosa Pubblica.

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