Sul sito della Fondazione presieduta da Livia Turco e da Rosa Russo Iervolino trovate tutte notizie e le riflessioni su questa figura storica della sinistra :

http://www.fondazionenildeiotti.it/

Nei giorni scorsi Pietro Folena su strisciarossa.it ha portato una bella testimonianza : http://www.strisciarossa.it/nilde-iotti-il-volto-della-repubblica-e-la-passione-per-le-nuove-generazioni/

Poi è intervenuta anche Angela Francese, napoletana e parlamentare del PCI :

http://www.strisciarossa.it/nilde-equilibrio-e-tenerezza-dentro-e-al-di-fuori-della-politica/


e prima ancora, Rosa Russo Iervolino aveva sviluppato il suo racconto :

http://www.fondazionenildeiotti.it/pagina.php?id=789


Noi invece pubblichiamo questa bella testimonianza di Pasquale Iorio, da Terra di Lavoro


Oggi ricorre il 100° della nascita di Nilde Iotti, una delle donne protagoniste della vita politica e della storia del nostro Paese, che attivamente partecipò alle lotte contro il fascismo ed alla Costituzione democratica. Per questi motivi come rete delle Piazze del Sapere/Aislo Campania – in collaborazione con altre associazioni come Toponomastica Femminile, Fondazione Sudd ed Auser Caserta – abbiamo deciso di dedicarle venerdì 17 aprile ore 17,30 un incontro pubblico a Caserta nella libreria Pacifico. Ricorderemo il valore e la forza della sua partecipazione alla lotta antifascista, per la liberazione e rinascita democratica dell’Italia, in primo luogo nella Costituente. Lo faremo con il contributo di alcune testimonianze e contributi, come quelli di Antonio Bassolino e di Nicola Terracciano, insieme con alcune donne impegnate sul fronte sociale e culturale, come Camilla Bernabei, Lucia Monaco e Nadia Marra, riprendendo anche la biografia a lei dedicata da Luisa Cavaliere in un bel volume della collana “Le Italiane”, curata da Nadia Verdile con la casa editrice Pacini Fazzi.
Proprio in questi giorni ho ritrovato tra le mie carte un dossier che raccogliemmo nel 1989 con una ampia documentazione ed articoli dedicati alle varie iniziative di lotta sostenute in quel periodo, in particolare nei mesi successivi alla fatidica data del 25 agosto in cui nelle campagne di Villa Literno venne barbaramente ammazzato l’esule sudafricano Jerry Essan Masslo. Fu in quel periodo che in Italia si cominciò a prendere coscienza della portata del fenomeno immigratorio. Mi ricordo che allora venimmo bollati come “razzisti” su vari giornali, a seguito dei ripetuti episodi di violenza e di sangue che si susseguirono e fecero scalpore in tutto il mondo. Ci fu anche chi arrivò a definirci una sorta di “Missisipi Burning” terre del fuoco, con riferimento agli Stati Uniti. Come CGIL e movimento sindacale cercammo di reagire con varie iniziative ed incontri, che in modo emblematico chiamammo “I colori della razza”. A Villa Literno vi fu il primo sciopero con una manifestazione dei lavoratori migranti, i cosiddetti “clandestini” struttati come schiavi nei campi per la raccolta del pomodoro.
Al nostro fianco ci furono alcune figure eccezionali, come quelle dei padri comboniani del Centro Fernandes e del VE Raffale Nogaro. Fu in quesl contesto che organizzammo a Caserta la prima Conferenza nazionale sull’immigrazione, grazie alla partecipazione ed al contributo di alcuni esponenti come i zairesi Isidoro e Toussaint, l’Imam Nasser Hidouri, Mary Osai da poco scomparsa. Fu proprio nell’ambito della conferenza che Nilde Iotti – allora Presidente della Camera – accolse la nostra richiesta di incontrare una delegazione dei cosiddetti “irregolari di colore”. Va ricordato che in quella fase non c’era ancora una normativa in materia.
Come si rileva dall’articolo di Giorgio Frasca Polara su L’Unità del 15-10-1989 l’on. Iotti dialogò a lungo, ascoltò con attenzione i vari interventi (in particolare di alcune donne di Casa Rut). Nello stesso tempo assunse l’impegno di portare in parlamento le loro istanze, in primo luogo quella di varare finalmente una normativa per regolare i flussi migratori, che si ebbe da li a poco con la Legge Martelli.
Con emozione ricordo la gioia sul volto dei partecipanti, la loro gratitudine al cospetto di una donna ancora bella, dal portamento austero, ma nello stesso tempo dolce ed aperta al dialogo e al confronto con chi veniva da mondi diversi. In quegli anni il suo fu un gesto di coraggio, di alto valore istituzionale, di rottura nei confronti di tanti pregiudizi che allora come oggi inquinano l’opinione pubblica. Il suo gesto rappresentò un forte segnale per affermare i valori dell’accoglienza e della solidarietà, per ribadire i diritti di cittadinanza e di pari dignità anche per gli stranieri. Ancora una volta in quella occasione Nilde ci diede una prova della sua grandezza, una grande lezione di civiltà, di una donna che ha lasciato il segno nella storia democratica e costituente del nostro Paese. Ci piace chiudere questa nota con le parole di Livia turco, presidente Fondazione: “Caro Pasquale, sono emozionata dalla lettera con la tua testimonianza. Sapere Nilde Iotti così vicina a Caserta in quegli anni ed alla vicenda dell’immigrazione mi fa amare ancora di più questa nostra Madre”.
Pasquale Iorio, Le Piazze del Sapere/Aislo aprile 2020

Print Friendly, PDF & Email

Vuoi ricevere un avviso sulle novità del nostro sito web?
Iscriviti alla nostra newsletter!

4 commenti

  1. Suggestivo il mio ricordo della grande Nilde Iotti, alimentato anche dalle significative letture indicate.
    Bella la testimonianza di Angela Francese , con cui ho condiviso qualche esperienza politica per me importante – nei primi anni ’70 – prima del suo diventare deputata.

  2. Suggestivo il mio ricordo della grande Nilde Iotti, rinnovato dalle significative letture segnalate.
    Bella la testimonianza di Angela Francese con cui ho condiviso qualche iniziativa politica – importante per me – negli anni ’70, prima del suo diventare deputata.

  3. Belli e significativi della personalità di Nilde Iotti , della sua umanità e spessore politico esposti da Angela Francese e Pasquale Iorio…

  4. Anche io ho un breve, bel ricordo, di Nilde Iotti, quando le consegnammo una raccolta di firme. Anche se dinanzi a lei eravamo tutte “compagne”, lei conservò – com’era giusto – il suo aplomb e correttezza da Presidente della Camera, rappresentante dell’Istituzione –

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *