I killer non mangiano la pizza ai funghi
Francesco Recami
Noir
Sellerio Palermo
2026
Pag. 420 euro 17

Roma, Treviso, Ancona, Vietnam e anche altrove. Novembre 2018. Quella sera
in tv c’è l’esordio della terza stagione del programma Il gioco delle Moire,
seguitissimo. Lo vuole vedere nella loro casa di Ancona, zone Torrette la
14enne Giada, figlia dell’impiegata Marta Coppo (ora alla sede Inps di Fermo),
che riceve una telefonata dal Vietnam ma non risponde. L’agente Barbato è ad
Anagni dai genitori della 28enne fidanzata Samantha, lei vorrebbe parlare del
matrimonio previsto per il maggio 2021; fortunatamente la trasmissione inizia,
lui va al computer (software all’avanguardia) e scopre che c’era stata una resa
dei conti fra l’Agenzia di Londra (colpita) e quella di Parigi. A Treviso, mentre la
coinquilina ultra40enne Alba è andata al lavoro all’obitorio, l’anziana bizzarra
veggente non vedente Lucia Danielutto appare inquieta dopo l’anteprima dei
personaggi della prima puntata; avverte una presenza negativa, si mette in
ascolto. Come anche a Vicenza, “costretto” dalla moglie, il generale Battisti,
che però legge sul giornale di un attentato in Vietnam e capisce che deve
prepararsi a partire subito per Roma con l’elicottero; stanno per andare a
prenderlo. La 29enne slava Sasha Stephanovic, intanto, soprassiede l’inizio
della trasmissione, porta la cioccolata alla presentatrice Alexia, con cui quella si
cosparge l’ano e si sporca le mutande; poi vanno in diretta. Il complicato
format prevede nove concorrenti in collegamento a distanza da località ignote,
i volti pixelati, i quali, nelle successive serate, in gruppi di tre poi di due,
raccontano vicende di vita vissuta, insistendo sul terribile destino personale;
difficoltà, fatiche e dolori, pur senza arrivare all’oggi; via via vengono eliminati
dalla giuria di esperti, dal pubblico e dalle Moire (Parche nella mitologia greca).
Walter Galati, killer poliglotta di successo, irreprensibile e spietato, si è però
salvato in Vietnam e i vari destini sono destinati a reincontrarsi. Con perdite.
Ne succederanno di tutti i colori, per la seconda volta quasi quattro anni dopo.
Esce il divertente seguito sui killer che non erano riusciti ad andare in
pensione, questa volta emerge che sono sconsigliatissimi (almeno per loro) la
polenta concia, il pasticcio di maccheroni e soprattutto la pizza ai funghi, i quali
possono essere trifolati o fritti, velenosi oppure avvelenati con sostanze di
provenienza fungina o no (da cui il titolo), piatto che però piace all’iracondo
padre di Samantha. Il compianto Francesco Recami (Firenze, 1956 – 2025)
torna sui protagonisti del lungo avventuroso romanzo uscito nel 2022 (un po’
commedia, un po’ hard-boiled) con un testo nello stesso stile, pubblicato
postumo. Al centro restano Galati e la Colomba; lui il killer più stimato sulla
faccia della terra, ora forse al termine della carriera lavorativa e sotto tiro; lei
un personaggio infernale, di altissimo livello, crudele e spietato, temutissima e
irraggiungibile. La narrazione in terza persona (dieci parti e una settantina di
capitoli) alterna loro due, spesso per il tramite di Sasha lei (che nessuno ha
mai visto e nessuno sospetta chi davvero sia), e gli altri principali soggetti
coinvolti, soprattutto: il giovane agente Barbato, il Papa (ovvero il generale), i
quartieri generali delle Agenzie, Alba e Lucia che riescono a intuire molto, le
Moire della trasmissione televisiva (Cloto, Lachesi, Atropo). Innumerevoli
morti, su commissione e in guerra, pure accidentali. Segnalo ottimi vini:
Chianti e Aglianico in Italia, Crémant e Chinon in Francia. All’obitorio per
disperazione Alba si mette a ballare con Donna Summer, le viene vietato; per
commentare musicalmente alcune scene, la redazione mette un pezzo anni
Sessanta con il testo più idiota probabilmente mai concepito, Surfin’ Bird dei
Trashmen, omaggio a Kubrick.
***
Sardegna
Autori vari (Giuditta Albanese e William Washburn, Ferdinando
Cotugno, Marcello Fois, Cristina Nadotti, Paola Soriga, Cristina Caboni,
Costantino Cossu, Stefania Divertito, Nicola Muscas, Francesco Abate,
Massimo Carlotto, Paolo Fresu, Iosonouncane)
Fotografie (ben abbinate) soprattutto di Alessandro Toscano
Illustrazioni di Edoardo Massa
Geopolitica e attualità
Iperborea Milano
2026 (tutti testi 2026)
Pag. 176, euro 22
Sardegna contemporanea. 24.100 km², la seconda isola del Mediterraneo e la
terza regione più grande d’Italia; la più calda a luglio 2026; circa 1,55 milioni
di abitanti (in calo), per lo più nelle aree metropolitane di Cagliari e Sassari;
nel 2025 venti milioni di turisti stranieri un po’ da tutto il mondo (per lo più da
Germania, Francia, Svizzera) e da tutte le altre regioni. Possiede la metà di
tutti gli ovini d’Italia, il maggior numero di aziende che mettono sul mercato
prodotti Dop Igc Stg, il più elevato tasso di abbandono scolastico (17,3 per
cento); 130 mila sono i sardi residenti all’estero. La cima più alta è sul
Gennargentu: Perdas Crapias, 1834 metri; il fiume più lungo il Tirso (152
chilometri), che sfocia a ovest nel golfo di Oristano. L’intera Sardegna non è
mai stata una colonia in senso formale, ma c’è un sentimento diffuso che l’isola
continui a subire forme di dipendenza economica, simbolica e territoriale.
Almeno forse nella percezione dei sardi, davanti a un paesaggio ferito e
sfruttato dai bisogni altrui (le troppe installazioni militari e i tanti parchi eolici),
alle folle che invadono l’articolata lunghissima costa (quasi due mila chilometri)
e si accalcano su spiagge e acque prospicenti, ai piccoli centri abitati
dell’interno a rischio di diventare paesi fantasma, s’avverte un’ulteriore perdita
di controllo dei propri destini e l’esistenza oppressiva di stereotipi arcaici e
selvaggi. Se non ci siete mai stati, fateci un salto, magari non d’estate.
Altrimenti, approfondiamo e torniamoci insieme, troviamo le contraddizioni di
ogni ecosistema umano, pure luoghi e persone splendide, da rispettare.
Ecco ancora un indispensabile volume della collana The Passenger (per
esploratori del mondo) che parte da temi d’attualità per farci meglio capire
luoghi umani del pianeta (paesi, ecosistemi, regioni, città), attraverso
inchieste, reportage, percorsi e brevi saggi. Questa nuova raccolta del 2026 è
dedicata alla loro e nostra Sardegna, come al solito ricchissima di foto (belle e
d’autore, spesso di protagonisti citati nei testi), frequenti precisi significativi
dati, grafici, schede, approfondimenti e illustrazioni infografiche (originali e ben
leggibili). Dopo il risvolto di copertina, con le informazioni di base, la cartina, la
presentazione, il sommario e due altre paginette di numeri, nel primo servizio
il giornalista ecologista Ferdinando Cotugno prende il toro per le corna: la
Sardegna è il luogo ideale per l’installazione di grandi parchi eolici, che
permetterebbero all’Italia di procedere spedita nella sua transizione
energetica; il modo in cui molti progetti sulle rinnovabili sono stati calati
dall’alto e dall’esterno senza coinvolgere la cittadinanza ha acuito la sensazione
dei sardi di essere una colonia da sfruttare; i territori hanno il diritto di non
essere solo lo spazio fisico di raccolta di energia ma anche quello “politico” di
condivisione su quanta ne serve, come e dove usarla, come progettarla
(comunità energetiche). Seguono vari splendidi aggiornati saggi di scrittori,
esperti e comunicatori sardi, di origine o di adozione: Marcello Fois (sul
folklore, diciamo così); Cristina Nadotti (sulle distorsioni dello sguardo
turistico); Paola Soriga (sulla lingua sarda e gli altri idiomi che si parlano
sull’isola); Cristina Caboni (sul destino dell’apicoltura); Costantino Cossu (su
Montresta e altre aree interne ormai spopolate); Stefania Divertito (sui poligoni
di tiro); Nicola Muscas (sulla sessantina di festival perlopiù letterari);
Francesco Abate (sui caratteri genetici dell’anemia mediterranea); Massimo
Carlotto (sulla storia meticcia della penisola di Sant’Antioco); Paolo Fresu (per i
consigli d’autore). Scarni cenni alle carceri e alle colonie penali, ai parchi e alle
aree marine protette (ipotizzati o realizzati) e alla genetica migratoria del
diabete; solita breve opportuna bibliografia finale.
***
Omicidio al monastero
Rev. Richard Coles
Traduzione di Letizia Sacchini
Giallo
Einaudi Torino
2026 (orig. 2024 Murder at the Monastery)
Pag. 342 euro 19,50
Abbazia inglese di Sts Philip and James di Ravenspurn, Yorkshire. A Natale il
canonico Daniel Clement, alto e brizzolato, solitamente calmo, ha appena risolto un
terribile delitto e fermato un pericoloso assassino nel suo villaggio di St Mary
Champton. Poche sere dopo il giovane e affascinante detective Neil Vanloo, di cui è
segretamente innamorato, gli confessa di essere innamorato di Honoria, figlia del
mecenate della parrocchia, lord de Floures. Daniel recepisce e parte, torna come altre
volte all’abbazia dove era stato novizio venticinque anni prima. Solo che anche lì vi
sono tensioni e rancori, piaceri mondani e segreti criminali. Quando improvvisamente
muore qualcuno, capisce che è un autorevole “Omicidio al monastero” e indaga.
Con successo. Tornerà soddisfatto, con sorpresa finale. Richard Keith Robert Coles
(Northampton, 1962) è un sacerdote della Chiesa d’Inghilterra, conduttore
radiofonico, polistrumentista e ottimo scrittore, qui al quinto romanzo della bella
serie.
***
Un mattino di gioia
P. G. Wodehouse
Romanzo
Traduzione e cura di Beatrice Masini
Con una nota di Andrea Pennacchi
Sellerio Palermo
2026 (1° ed. Joy in the morning, 1947, 1° ed. it, Elmo Milano 1948)
Pag. 385 euro 16
Anni Quaranta. Hampshire. “Un mattino di gioia” è l’ennesima perla del prolifico
inglese (novantasei libri tra il 1902 e il 1974; questo iniziato in Francia nel 1940,
terminato dopo l’internamento dei nazisti e pubblicato prima negli Usa nel 1947)
Pelham Plum Grenville Wodehouse (Guildford, 15 ottobre 1881 – New York, 14
febbraio 1975). Narra al presente il vanitoso Bertram Wilberforce Bertie
Wooster, sempre ben assistito dal mitico impareggiabile consigliere tuttofare, Jeeves.
Come al solito, nulla viene preso seriamente (non fu il massimo in tempi di guerra,
l’autore parlava solo attraverso lo humour britannico, discusso e discutibile). Jeeves
vorrebbe che l’aristocratico vada a trovare parenti, amici, ex fidanzate e conoscenti,
in un pittoresco luogo di vacanza, così lui avrebbe pescato nel fiume. Bertie sembra
irremovibile ma “fortuite” circostanze li inducono a partire. I successivi eventi
verranno (forse) descritti dai biografi dei Wooster come l’Orrore di Steeple
Bumpleigh.

