IL TESTO IN WORD:

Mentre è aperta la discussione delicatissima e importantissima sul futuro della gestione dell’acqua a Napoli, con tante legittime preoccupazioni derivanti dalle scelte del Comune di Napoli su ABC ( quanto necessitate è tutto da dimostrare ancora ), nel frattempo procede l’assalto a tutto il resto in Regione. E Benevento fa da capofila nell’apertura delle porte al privato per un accaparramento a pezzi della rete idrica e dell’affare acqua.  Il 19 giugno è stata assegnata la Gara per l’individuazione del socio privato per Benevento Acqua srl con il 45% delle quote, mentre il 55% pubblico con i Comuni  è ben lungi dal costituirsi.   Acea è certo Roma Capitale al 51%, ma è anche e soprattutto una Spa privatistica con la Multinazionale Franco-Belga SUEZ al19%. E comunque, se va bene, l’acqua dei Sanniti è finita nelle mani dei Romani….un altro schiaffo restituito dopo l’affronto delle Forche Caudine e per i Sanniti di oggi un vero tradimento di una storia orgogliosa. Acea annuncia pomposamente sulla propria pagina istituzionale di aver vinto la gara in questione, valore 1 miliardo di euro, per la gestione dell’acqua di Benevento e altri 77 Comuni fino al 2051.

Ora, già lascerebbe riflettere molto una gara di questo livello che viene chiusa e assegnata nonostante vi sia stata un’unica offerta: quanta logica di mercato c’è in questo? Quanto corretta può considerarsi questa situazione? Non tocca a noi rispondere.

Ma sorgono tanti interrogativi politici.

Si approssimano altre strette: per i Comuni di Napoli Nord, per il futuro dell’Alto Calore in Irpinia, per la GORI che tra un anno chiude la sua gestione. Nel Casertano, dove già le bollette schizzano e nel Salernitano.

Verso cosa stiamo andando?

Al momento, verso un salto nella privatizzazione del ciclo integrato dell’acqua in Campania.

E davvero a poco varrebbe il blocco del processo per le grandi adduzioni se nel frattempo si procedesse in altre direzioni con tutto il resto.

Siamo su un terreno di governo specificamente regionale. Normato dalla legge regionale 15 del dicembre 2015.

E che dice la Regione, ancora oggi a10 mesi dal voto?

Ha compiuto quella prima scelta significativa sulla grande adduzione, ma sullo specifico, nei fatti, ha compiuto una presa d’atto limitandosi a scrivere ai Comuni una sorta di…ma siete sicuri di voler procedere? Allora andate avanti.

E perché, invece, non ha manifestato il proprio orientamento sostanziale e concreto per una gestione pubblica di tutto il ciclo delle acqua e livello regionale? Perché non ha preannunciato un proprio disegno di riforma della legge 15  nella direzione di una Società regionale 100% pubblica, si guardi alla vicina Puglia ad esempio? Di fronte ad una posizione del genere espressa a gennaio, a febbraio, a marzo, ad aprile, a maggio, non so se effettivamente questa gara con un solo partecipante avrebbe avito la forza di andare avanti.

Ed in ogni caso, perché non dirlo ancora oggi quando c’è ancora tutta la parte dei Comuni che ancora non ha deliberato?

Questa invece è una delle principali sfide di governo per la Regione: ambientale;  di vera valorizzazione delle aree interne, da cui viene tutta l’acqua che beviamo nella rete; di sostegno ai Comuni, perché è evidente che solo una Società Regionale 100%pubblica, che valorizzi anche tutta la storia e le capacità manageriali della stessa ABC, può ambire ad una gestione anche equilibrata economicamente e che eviti l’alternativa di oggi: o dissanguati economicamente o prigionieri della caccia al profitto del privato.

Questo è uno dei modi per affermare, finalmente in Campania, una parte non secondaria della lotta alla crisi climatica, alla dissipazione delle risorse naturali, ad una democrazia dei beni comuni sempre più necessaria.

Da dieci mesi il Movimento Rigenera attende di poter incontrare il Presidente della Regione per discutere di tutte queste cose.

Conosciamo e apprezziamo la sua storia importante. Attendiamo anche quella svolta di cui la Campania ha bisogno. Proprio in materia ambientale, se anche l’evacuazione di oltre 300.000 cittadini francesi e spagnoli per gli incendi di questi giorni non fosse sufficiente a segnarne l’urgenza.

Ed in ogni caso, il Movimento, questa esigenza, dalle prossime settimane, la porterà su tutte le piazze dei Comuni della Campania.

Gianfranco Nappi

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