Oggi Repubblica Napoli ha pubblicato questa riflessione di Gianfranco Nappi. Ringraziamo gli amici del quotidiano.

Il prossimo 23 maggio il Papa sarà di nuovo in Campania. Ad Acerra. Per la Terra dei Fuochi. A dieci anni dalla Laudato sí del suo non dimenticabile predecessore. Una occasione importante. Merito diretto di una Chiesa che nel territorio tra Napoli e Caserta non ha mai smesso di testimoniare operosamente contro la camorra e contro la violenza dell’aggressione permanente all’ambiente. E non ha mai smesso, insieme a tanti movimenti giovanili e laici, ad Associazioni come l’Arci e Libera, ai Sindacati dei lavoratori di costruire accoglienza e inclusione del popolo migrante mentre leva oggi la sua voce, l’ha fatto con coraggio proprio l’Arcivescovo Lagnese, contro interventi impressionanti per impatto negativo come il progettato Cpr a Castel Volturno, un reclusorio di 60 ettari, un’altra città di emarginazione e consumo ulteriore di suolo.  Per le istituzioni, un evento del genere dovrebbe rappresentare non solo una forte sollecitazione ad agire ma, proprio in quanto tale, anche una straordinaria opportunità. E provare a schiodare tutto il confronto dal terreno delle emergenze e della bonifica, ovviamente quanto mai necessaria nelle porzioni di territorio da essa interessata e per le quali vi è addirittura un (altro e di nuovo) potere commissariale governativo, per giungere anche  al tentativo di rispondere ad una domanda semplice ma la sola in grado di costruire la necessaria risposta di lungo periodo: cosa dobbiamo fare per evitare che, dove si bonifica oggi si torni ad inquinare domani? Perché questa è l’amara verità di questi lunghi anni, superata la fase antica e acuta dei traffici di camorra locale e imprese del nord.

La risposta che questo territorio attende è quella di una visione nuova per il suo sviluppo, di scelte di investimento su economia e società che producano lavoro buono e rinsaldamento dei tessuti sociali. Ma è proprio di questo che purtroppo non si parla quasi mai. E allora ecco l’opportunità dell’evento fuori dall’ordinario della visita papale. Che è anche sfida a tutto il tessuto istituzionale. Se il governo nazionale è chiuso in un orizzonte esclusivamente securitario che non produce sicurezza, qual’è la strategia di sviluppo della Regione, della città metropolitana napoletana e dei comuni casertani? Quest’area che nonostante tutto rappresenta ancora una forza di fertilità del suolo, di produzioni di eccellenza, di reti di emergenze culturali, di centri di ricerca e universitari, può ritrovare proprio intorno a questi elementi i pilastri di un suo futuro diverso centrato su recupero di ambiente, natura, vivibilità? O deve vedere ancora dilagante consumo di suolo, attività produttive precarie e nere che generano ipersfruttanento  del lavoro e montagne di rifiuti che non ‘possono’,entrare nel circuito di smaltimento legale?

E allora, cominci la Regione ( ma anche la Città  Metropolitana dovrebbe dire ), a tirare fuori dai suoi cassetti il progetto per realizzare, nel cuore della Terra dei Fuochi, il Corridoio ecologico dei Regi Lagni, per accompagnare la bonifica, in un processo partecipato dal basso, con la realizzazione del bosco lineare piú grande d’Europa, 57 chilometri dal Nolano a Castel Volturno, incorporando l’asta principale e un primo reticolo di Regi Lagni risanati in questa infrastruttura verde che resituirebbe qualità  della vita, integrerebbe emergenze storico culturali uniche, dalle Basiliche paleocristiane di Cimitile alle antiche Suessola e Liternum, allo scrigno di Carditello. Perché dico tirare fuori dal cassetto? Perché di quest’idea esiste una vera e propria progettualità finanziata con risorse rese disponibili dal Governo Draghi, poi bloccate nel loro sviluppo dal Governo Meloni ( un altro dei suoi regali al Mezzogiorno ). Una progettualità – che riprendeva, aggiornava e ampliava una originaria del lontano 2009 poi messa anch’essa nel cassetto  per essere ritirata fuori quindici anni dopo – che ha  finanziato con circa 40 milioni di euro, una prima parte di intervento a monte e a valle del reticolo dei Regi Lagni con il Consorzio di Bonifica del Volturno il quale ha elaborato un Piano operativo compiuto dell’opera  di Corridoio ecologico  e delle sue diverse fasi operative con una previsione di costo di 300 milioni di euro. Considerando la vastità del territorio interessato, la grande popolazione presente in oltre 60 comuni coinvolti e il valore generale dell’intervento, un investimento di assoluta priorità. Ebbene, questo nuovo  Progetto compiuto risale ad oltre due anni fa. Ben prima della stessa sentenza  di condanna della CEDU.

E la cosa sorprendente non è solo che il Governo nazionale, affascinato dai suoi decreti Caivano, abbia rifiutato ogni finanziamento. Ancora più sorprendente è che un progetto nato da una struttura, il Consorzio di Bonifica,  che dipende integralmente dalla Regione ( Assessorato all’Agricoltura ), abbia trovato il silenzio totale del precedente governo regionale che sul Progetto Regi Lagni ha fatto pompose conferenze stampa ma  senza metterci un euro in pratica e lasciato anche centinaia di milioni di euro comunitari non spesi anche in materia ambientale.  Bene, questa è la storia di ieri. E oggi? Continua identica o cambia?  Non sarebbe proprio il caso, anche grazie al messaggio che conduce il Papa di nuovo tra di noi, di testimoniare da parte delle istituzioni, nuove e doverose assunzioni di responsabilità?

Gianfranco Nappi

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