Mare Nero. Sei paesi, le leggende, la guerra
Marco Ansaldo
Geopolitica
Marsilio Venezia
2026
Pag. 198 euro 18

Mar Nero. Da millenni e ora. Enorme lago salato, un tempo dolce in realtà (un
incessante evaporazione ne ha trasformato la fluidità salina), profondo fino a
2.200 metri, esteso per 1.200 chilometri di larghezza e circa 600 di altezza,
436.400 chilometri quadrati, poche isole; ecosistema interno fra Asia ed
Europa, ove sfociano almeno cinque fiumi importanti (Danubio, Don, Dnestr,
Dnepr, Kuban), traboccante di fascino antico e moderno; città fondate dai greci
e dai romani, coste ovunque abitate pure di leggende e miti; luogo di
balneazioni e turismo, di agguati e cannoneggiamenti non solo a noi
contemporanei; persistente passaggio essenziale per trasporti e commerci;
un’area cruciale nell’attuale geopolitica dei mari, sia come proscenio di guerre
che come possibile argine a ulteriori invasioni o a pervasivi danni collaterali. Lo
si può raccontare nella storia e nella geografia, più o meno linearmente,
oppure con un andamento puramente ideale, partendo da Istanbul, girandolo a
salti e tornandovi, per esempio. L’esperto giornalista ligure Marco Ansaldo
(Genova, 1959), già inviato speciale di “Repubblica” per la politica
internazionale, vaticanista di “Die Zeit”, consulente di La7 per “Atlantide”,
consigliere scientifico di “Limes” da Istanbul, ora dal 2025 presidente del
Mu.Ma (Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni di Genova) racconta con
stile colloquiale e godibile lo specifico bacino euroasiatico interconnesso con il
bacino intercontinentale del Mediterraneo, attraverso un diario di tanti viaggi e
incontri, alcuni recentissimi e mirati, con frequenti riferimenti bibliografici e
culturali. In esergo il grande poeta latino Ovidio, che dall’imperatore Augusto vi
fu esiliato, a Tomi (Costanza) fino alla morte: exilium mihi triste dedit. Litus
Euxini / infaustum nomen: portus et unda ferox.
La narrazione parte dalla magia delle tre diramazioni marine che si mescolano
con l’affaccio dal mitico vivace meticcio quartiere – porto di Karaköy (in turco
“il villaggio nero”, distretto di Beyoğlu, parte europea di Costantinopoli
Istanbul): verso il Corno d’Oro, verso il Mediterraneo (attraverso il Mar di
Marmara) e verso il Mar Nero, che proprio lì “ha fine”. Prende spunto dalle
osservazioni e dagli studi scientifici sulla teoria delle correnti, in particolare del
Bosforo, sviluppati dal militare italiano Luigi Ferdinando Marsili (o Marsigli),
nato a Bologna nel 1658. Come per l’intero testo appaiono quindi
esplicitamente le dimensioni sentimentali del colto peregrinare in quella zona
della metropoli: “Da genovese, ovviamente amo Galata. Anzi, la adoro. Mi ci
sento a casa. Saranno le strade strette che ricordano i carrugi… Sarà la Torre…
imponente e tozza, che anche da lontano impressiona…Qui si può girare a piedi
per ore, alternando la geografia con la storia”. Così, i capitoli successivi
assumono un andamento divulgativo, né lineare né circolare: il secondo spiega
la decisiva importanza dell’insieme delle coste del Mar Nero per l’attuale
(dodicesimo) presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan; il terzo ci
trasferisce in Ucraina, con la guerra d’aggressione scatenata dalla Federazione
Russa di Vladimir Putin, a Odessa, bersaglio e simbolo forse più ancora di Kiev.
Lo spunto riguarda spesso annunci e notizie che riempiono gli organi di
informazione ancora a inizio 2026, per poi riflettere sulle fondazioni ibride delle
varie città, sui mosaici linguistici, sui legami con Italia (Alto Adriatico e Liguria,
soprattutto, come noto), su aneddoti e vicende storiche, sugli interessi non
solo militari (comuni o confliggenti), talora con commenti di esperti studiosio
citazione di saggi scritti. Il filo è “logico”: il quarto capitolo parla della Crimea e
il quinto della Russia. Seguono Georgia, Abkhazia, Bulgaria e Romania, per
tornare infine in Turchia, a Trebisonda. Frequenti i riferimenti ai migranti,
forzati o un poco liberi: singole personalità o collettivi o popoli. La bibliografia è
ragionata, manca un indice di nomi e luoghi.
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Persa e mai ritrovata
Simon Mason
Traduzione di Luisa Nera
Noir
Sellerio Palermo
2026 (orig. 2024)
Pag. 398 euro 17
Oxford. Febbraio 2022. A un autolavaggio abusivo sulla strada in uscita verso
sud arriva un enorme Rolls-Royce Phantom, color blu Salamanca metallizzato;
la conducente è un’ammaliante donna sicura di sé: lineamenti delicati, capelli
biondi scomposti ad arte, occhi azzurri distanti, piccolo mento appuntito.
Quella stessa sera alla cena di gala della Thames Valley Police partecipano pure
gli ispettori Wilkins (nessuna parentela) con le rispettive compagne: Raymond
Ray con Diane, da sei mesi sono nati i loro due gemelli Felix e Oliver, lui è un
31enne bello alto nero impeccabile, padre originario della Nigeria, laureato a
Balliol College, campione universitario di boxe; Ryan Earl con Carol, lei 37enne
proprietaria di quattro negozi di fiori, lui 28enne bianco e smilzo, sciatto
rabbioso irriverente, nato e cresciuto in una roulotte di periferia, ha un figlio
piccolo di tre anni e mezzo (la mamma è morta di overdose) che “gestisce”
tramite la sorella Jade. La famosa temuta Vicecapo di incarnato molto scuro
Chester Lynch premia il primo, il secondo applaude e si ferma a dormire dalla
compagna, ha con sé solo lo smoking a noleggio. In piena notte viene
svegliato, hanno chiamato il numero d’emergenza con poche parole (“Sono
Zara Fanshawe… Sempre persa e mai ritrovata”) prima di una brusca
interruzione. Era lei a guidare la Rolls, poi aveva centrato la guardiola di un
parcheggio e sembra scomparsa. Scatta una frenesia mediatica: Zara è la
42enne figlia minore dell’undicesimo visconte della casata, cavallerizza
campionessa, innamorati celebri, spiritosa e fotogenica, appena uscita da un
programma di disintossicazione. Poco tempo dopo, scoprono che aveva
contattato qualcuno fra i senzatetto e provato a rendersi irreperibile
nascondendosi in un edificio abbandonato; trovano il cadavere, è stata uccisa.
Inoltre, anche Carol e Chester nascondono qualcosa sul passato.
L’esperto scrittore Simon Mason (Sheffield, 1962), dopo molti romanzi (anche
per ragazzi) e autorevoli direzioni editoriali, ha recentemente avviato un’ottima
intensa serie noir (crime, gialla), di notevole efficacia e successo; a inizio 2026
siamo già arrivati alla quinta avventura dei due Wilkins; questa è la terza,
uscita nel 2024 (la prima nel 2022, pubblicata anche in Italia a fine 2024). Qui
il contesto è invernale, la narrazione è in terza varia al passato, soprattutto sui
due omonimi; volutamente ritmo ed esperienze risultano non lineari, in
qualcuno dei trentaquattro capitoli conversano e talora appaiono brevemente
personaggi non subito identificabili. Perlopiù seguiamo i due protagonisti, con
interesse e divertimento, hanno ricevuto lo stesso incarico (pur se questa volta
è Ryan il “capo”) ma sono opposti e hanno contesti affettivi molto diversi: due
personalità maschili spiccate e stimolanti, maturate con un notevole divario
sociale, costrette a collaborare e condividere gioie o dolori. Lentamente
scoprono che vi è talvolta una qualche contiguità fra vivere nella bambagia e
vivere di stenti; talora lo stesso individuo ha, subisce o sceglie, fasi diverse
nella propria stessa esistenza; il perdersi e il (non) ritrovarsi del titolo; sarà
doloroso e pericoloso venirne a capo. Oxford è un personaggio cruciale, piccolo
e stratificato: con il ricco spacciatore si trovano al Grand Café sulla High
Street, il più antico caffè d’Inghilterra, un locale dai soffitti dorati, pieno di
marmi lustri e specchi, di sedie eleganti e scomode. Svariati i riferimenti ad
abitudini e luoghi italiani. Con pasta e fagioli bianchi toscani va un bicchiere di
Dolcetto. Altro vino e sidro per i senzatetto (un variegato sensibile universo
umano continuamente presente nel romanzo). Nella bella auto Ray accende
Bach, soprattutto se non vuole parlare con Ryan (che ne ha una sempre rotta).
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Intrecci fatali. Le indagini del vice questore Cataldis – Vol. 14
Andrea Nigro
Giallo
Amazon
2025
Pag. 226 euro 11
Roma. Settembre. Tornando da New York col marito Fosco (alto dirigente statale),
l’avvenente famosa ex attrice Serena scopre un furto nel loro villino, lui chiama
prima Walter poi il 112. Qualche giorno dopo l’ispettrice “bonazza” Russo avvisa il
saggio commissario Cataldis che c’è stato l’omicidio del 38enne Enrico Mariani,
professore muratore, forse modesto ladro di appartamenti, un cane sciolto estraneo al
crimine organizzato, la moglie è una linda commessa, hanno due figli. Poi anche
Serena viene trovata morta, violentata pure. Lentamente (fino a novembre) gli
investigatori fanno emergere gli “Intrecci fatali”. Nuovo episodio letterario seriale
(quattordicesimo dal 2017) per lo scienziato Andrea Nigro, antico laureato in fisica e
già professore di Fisica Sperimentale preso l’università Sapienza di Roma, ora in
pensione, da sempre lettore appassionato di gialli di ogni genere, capace a un certo
punto di iniziare a scriverne di propri. La narrazione è in terza varia al passato.
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Mentre la vanga del becchino arrugginisce
Alan Bradley
Traduzione di Alfonso Geraci
Sellerio Palermo
2026 (orig. 2024)
Pagine 359, euro 16
Toronto. 1953. Flavia, 14enne curiosa e brillante, occhi azzurri, udito
sopraffino, talento chimico, va al cimitero con la bici Gladys,
vorrebbe stare sola e tranquilla. Già orfana di madre, ormai da un anno
è morto il padre, nobile colonnello de Luce. Il fido ex attendente
Dogger, tuttofare consigliere giardiniere protettore del maniero inglese
di Buckshaw (nel villaggio agreste di Bishop’s Lacey), la manda a
chiamare per il tramite della pestilenziale cuginetta Undine. Le sorelle
non ci sono (Ophelia Feely in viaggio di nozze). Pare che la cuoca
signora Mullet abbia ammazzato qualcheduno, in particolare il
pensionato maggiore Greyleigh, con funghi avvelenati per colazione.
L’ispettore Hewitt la sta interrogando, la considera colpevole.
Toccherà scagionarla. Sempre godibile la serie iniziata nel 2009 dal
canadese esperto d’ingegneria elettronica Alan Bradley (Toronto,
1940). Questo è l’undicesimo, “Mentre la vanga del becchino
arrugginisce”, come sempre in prima persona al passato.

