Anche la mia condivide lo stato di svariate centinaia di migliaia di famiglie meridionali: dopo l’emigrazione di nonni e bisnonni, per noi generazioni invece generalmente stanziali nelle nostre terre, ci capita di vedere invece l’emigrazione dei nostri figli.
Lasciatemi aprire una parentesi su questi giovani, tanto bistrattati eppure tra i pochi, con le donne, veramente reattivi di fronte alle cose del mondo che evidentemente avvertono con acuta sensibilità: io li ammiro. Anche due su tre dei nostri che con mia moglie abbiamo avuto in dono, sono divisi tra Milano e Torino, La terza vedremo appena finisce gli studi che sorte avrà. Solo per comodità di ragionamento li prendo a rappresentanza di un’intera generazione che ha imparato ad affrontare sfide, disagi, lontananze, solitudini e nuovi inizi con una forza e un coraggio che non sono da poco.
E allora mi piace mostrarveli questi tre ragazzi, solo di spalle come giusto e tanto più in questo spazio, che vanno, insieme alla loro generazione, per la loro strada. Difficile. Ma cercano di percorrerla con la schiena dritta.

E così è andata la Pasqua. Mentre i rombi di tuono della guerra si sono fatti sempre più forti.
Rientrando verso casa martedì scorso, nell’angoscia per l’attesa dello scadere dell’ultimatum di Trump, rotta solo dalle parole ferme di un Papa che pure sta cercando la sua difficile via, ho scritto queste poche parole di getto sulla mia pagina FB.
MA DAVVERO IL GOVERNO ITALIANO, GLI ALTRI EUROPEI E DI TANTI ALTRI PAESI NEL MONDO HANNO SOLO DA ASSISTERE E PREGARE FINO ALLE 2 DI STANOTTE?
Dobbiamo sperare che un regime crolli sotto il peso delle bombe e capitoli pur di fronte ad un’aggressione fuori da ogni regola internazionale. Nelle prossime ore.
E se non capitola provando a resistere ancora?
L’Imperatore di un mondo in esplosione, senza che nessuno gli dica Fermati, ha già dichiarato che distruggerá l’Iran e decine di migliaia di nuove morti civili su cui abbatterá la violenza dell’esercito più potente del mondo, con tanto di Dio lo vuole, sinistramente vicino a quell’altro Dio è con noi.
E se non c’è un drammatico precipitare della guerra con l’ingresso di altri protagonisti, di sicuro ci saranno mega profitti per pochi e crisi economica verticale pagata dai piú.
Oggi il Parlamento italiano si è riunito. Spettacolo al di sotto della storia da parte di un Governo che non merita di guidare il paese in un frangente del genere. Ma spettacolo al di sotto della storia anche da parte di un’opposizione che sembra, nonostante tutto, sempre più prigioniera di una politica senza orizzonte: si rechi in queste ore dal Capo dello Stato, reclami una iniziativa del Governo per fermare Israele e Usa e faccia lo stesso a livello europeo. Si autoconvochino in modo straordinario tutti i gruppi istituzionali. Si chiami alla mobilitazione in tutta Europa il popolo della Pace.
Fermare! Riaprire lo spazio alla trattativa. Fermare!
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Poi,come sappiamo, un accordo è stato siglato. Precario. Che fa acqua da tutte le parti. Subito da Israele, che infatti sta facendo di tutto per farlo saltare del tutto: a suon di altre centinaia di morti in pochi minuti.
E così sappiamo che il Presidente degli Stati Uniti sta trattando direttamente con il paese aggredito, quello che era definito come la sentina di ogni male; che non meriterebbe di stare sulla faccia della terra; che la bellissima potenza militare dell’esercito più grande del mondo ha praticamente distrutto…
Ecco, con il governo di questo paese, Trump si è piegato a trattare. Chi ha vinto? Chi sta vincendo? Di sicuro sta perdendo il popolo iraniano. Hanno perso i morti e i feriti.
Speriamo che si consolidi un terreno di confronto e che le arimi tacciano.
E sarebbe venuto anche il momento che la comunità internazionale avviasse una fase di sanzioni fortissime nei confronti del Governo israeliano che imperterrito continua la sua guerra permanernte contro i Palestinesi e contro il Libano sempre più martoriato.
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Oggi il Parlamento italiano si riunisce di nuovo per ascoltare la Presidente del Consiglio che avrebbe dovuto parlare sulle crisi interne della sua politica dopo il Referendum e che invece sarà costretta a parlare soprattutto di mondo.
Del Governo italiano, di questa destra, sempre più incapace e pericolosa va detto tutto quello che è giusto dire contro.
Ma torno su un punto che considero decisivo, proprio ai fini della costrusione di una alternativa convincente e forte a questa destra.
Ma insomma, amici del PD , ma vale anche per i 5S, da cui pure mi sembra più difficile, e vale anche per AVS. che avrebbe potuto rappresentare una speranza e che invece appare invischiata nella dinamica di ceto politico non meno dei partiti più grandidel centrosinistra : quindi, Amici tutti, ma quando arriverà una iniziativa politica vostra che non sia il solo chiosare le gravi manchevolezze del governo e magari, due o tre volte all’anno, vedersi tutti insieme in piazza?
Amici miei, vi candidate a governare il paese. L’avete già governato per lunghi anni. In questo tempo di tempesta.
Ma qual’è la vostra visione del mondo? Quale ordine internazionale dovrebbe sostituire il vecchio che non c’è più e contrastare questo orrendo in formazione? In quale documento lo si può leggere? Quando se non ora dovreste chiamare il meglio delle forze della sinistra, del pensiero e della intellettualità europei, dei movimenti e del volontariato che in questo mondo vivono e si battono e costruire con loro un altro punto di vista, una visione e una strategia di lungi periodo? E quando se non ora dovremmo poter vedere, sostenere, trepidare per una vostra iniziativa interrnazionale: sì, una vera iniziativa internazionale che vi colleghi ai vostri compagni di strada europei verso i governi, verso tutta la comunità internazionale, a sostegno dell’ONU?
E perchè non lo fate? Perchè il massimo è un commento con sopracciglio alzato; una intervista con una battuta arguta; il buonsenso ( che non guasta ma che non fa una strategia ), di un Bersani ancora orgoglioso delle sue liberalizzazioni e privatizzazioni di prodiana memoria; il ricamo di una sofisticata tattica politica che non fa neanch’essa una strategia di Bettini; la misurazione quotidiana di quanti centimetri o metri…o chilometri mancano a Lei e a Lui per diventare i leader della coalizione tra un anno….o all’arrivo di un Papa o di una Papessa stranieri?
Dice, ma che dobbiamo fare?
Beh, se neanche in una situazione così riesci a capire che devi porre su nuove e diverse basi il tuo fare politica, aprire un’altra ricerca; se hai già metabolizzato e superato il messaggio-monito che ti è venuto dal Referendum appena fatto con la manifestazione vincente di una grande disponibilità-domanda esigente di partecipazione decidente…beh, allora vuol dire che tu più di questo, con buona pace di tutti i sussulti interni, delle posizioni critiche, delle speranze possibili che pure si ritrovano ancora dentro di te, non riesci proprio a fare.
Soprattutto per un punto decisivo: è un capitalismo in radicale trasformazione che sta portando l’intera umanità in urto con il proprio futuro e il proprio pianeta.
E’ questo che occorre mettere a tema per illuminare un inedito e nuovo pensiero critico, nel senso più marxiano possibile, e nel modo più ampio e partecipato possibile.
Amici miei, provateci almeno.
E se no, speriamo in queste nuove generazioni: un altro carico che mettiamo sulle loro spalle.
Gianfranco Nappi


