Le simmetrie nascoste. Perché la fisica è alle radici dell’intelligenza artificiale di
oggi e di domani

Giorgio Parisi
Fisica
Rizzoli Milano
Pag. 297 euro 19
2026



Pensieri fisici sul mondo. Da un paio di secoli e ancora per un po’. “Ci può
spiegare
in parole semplici perché le hanno dato il premio Nobel” è una
domanda che dal 5 ottobre 2021 è stata fatta a Giorgio Parisi tantissime volte,
sia in privato sia in pubblico, da quando lo ha ricevuto insieme a Manabe e
Hasselmann, per contributi e scoperte rivoluzionarie a lui riferibili su vari temi:
sistemi disordinati e teoria dei sistemi complessi; fisica delle particelle e fisica
statistica; influenza reciproca tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici, dalla
scala atomica a quella planetaria. Si tratta di ricerche in parte avviate da
giovane e in parte più recenti, in parte separate e in parte parallele, di cui il
fisico teorico si è occupato nei primi quasi cinquant’anni di attività, e che
inducono ad approfondire bene cosa sia la fisica moderna, le radici nella fisica
statistica nata nell’Ottocento e la base dell’intelligenza artificiale del Duemila.
La fisica è quella parte della scienza che dipende essenzialmente dalla
matematica e ha sempre spiegato il mondo grazie a semplificazioni e
astrazioni. A partire dalla metà dell’Ottocento ha ideato una grande varietà di
tecniche, di metodi, di teorie fisico-matematiche estremamente sofisticate per
studiare le proprietà emergenti in fenomeni fisici semplici (con l’infinita varietà
di atomi, molecole, minerali, vegetali e animali, innumerevoli agenti che
interagendo tra loro producono comportamenti collettivi); queste poi sono
divenute utensili straordinari per studiare l’emergenza di fenomeni complessi.
È in enorme espansione per ragioni concettuali e per l’incredibile potenza dei
computer moderni. Negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, sia nella
fisica dei materiali sia in quella delle particelle elementari, i fisici
incominciarono a rendersi conto dell’importanza delle simmetrie e del loro
rompersi. Le rotture spontanee di simmetria avvengono anche nella vita di tutti
i giorni.

Il grandissimo fisico teorico, Premio Nobel 2021 per la Fisica, Giorgio Parisi
(Roma, 1948) offre innumerevoli esempi pratici e quotidiani per rendere
comprensibile e godibile una storia intrecciata degli apporti scientifici di tanti
studiosi, studiati e ristudiati, amici e conoscenti, alla comprensione della realtà
che ci circonda e appartiene: “ci aspettano domande che ancora non siamo in
grado di formulare, ma alle quali forniremo risposte sorprendenti”. Ad alcune
domande si è risposto e ad altre (comunque formulate) si sta rispondendo:
l’autore ci accompagna con garbo e gentilezza nel suo vissuto di scienziato ove
vi sono ricerche ed esperienze che si sovrappongono o divergono, chiacchierate
informali indispensabili, nuove letture e osservazioni critiche che determinano
svolte, “individui” che percorrono insieme strade pratiche (pure diverse) come
un “collettivo”, teorico e di fatto. La simmetria nascosta (del titolo) “non esiste
in natura: è inventata dal formalismo matematico che noi usiamo per
descrivere il sistema fisico. Sta solo nei nostri occhi, ma in realtà è molto
potente”. Interessante da apprendere come altre parole che i fisici usano con
accezioni proprie del loro mondo per interpretare il nostro; per esempio, la
frustrazione o gli equilibri multipli. Parisi ripercorre spunti e studi delle proprie
pubblicazioni, sempre inserendoli in una dinamica della comunità scientifica
mondiale (incontri, contatti, viaggi, lezioni). Distingue nove capitoli,
accompagnati da figure e tabelle: Fenomeni emergenti e complessi; Fisica e
probabilità; Proprietà emergenti in fisica; I vetri di spin (con la Parisi formula,
la cui dimostrazione non è stata fatta da lui ed è avvenuta successivamente);
Vetri di spin e complessità; Neuroni naturali, neuroni artificiali; Reti neurali;
L’esplosione dei Large Language Models; Criticità dell’intelligenza artificiale,
ovvero allucinazioni, esaurimento fonti, psicologia, didattica, potenziale
disoccupazione, rischio del monopolio di fatto e conseguenti sue proposte per
prevenirle e ridurle (alle quali associa l’appello nell’era dell’IA “per una
coesistenza umana pacifica e una responsabilità condivisa”, lanciato a
settembre 2025 e contenuto in appendice). Le note sono raccolte insieme in
fondo al testo, molto utile l’indice dei nomi.

***

L’uomo vestito di arancione. Sei casi al BarLume
Marco Malvaldi
Racconti noir
Sellerio Palermo
2026
Pag. 267 euro 15

Pineta. 2015-2018. Dal 2007 Marco Malvaldi pubblica i romanzi della sua famosa
serie
(finora dieci), alternandoli ad altri gialli (spesso storici), a saggi di divulgazione
scientifica, ad articoli e recensioni sulla stampa e a deliziosi racconti seriali nelle
belle raccolte Sellerio a tema. Oggi arriva la seconda raccolta, ancora sei. Massimo e
i quattro vecchietti affrontano crisi economica e turismo, calcio femminile e piste di
sci, una crociera con la Loggia e una Sagra del Totano, situazioni comiche con
crimine. Col titolo dell’ultimo (“L’uomo vestito di arancione”) sono qui ripubblicati
in ordine cronologico. Nella prefazione (“Alla ricerca del tempo fermato”) il chimico
autore (Pisa, 1974) rilegge il percorso dei personaggi e sottolinea che “cambiano di
più attraverso i racconti che non lungo i romanzi”, qui “si vede maggiormente il
rapporto… con il tempo che passa, con le nuove tecnologie che avanzano e con i
vecchi ricordi che riaffiorano… i rapporti umani tra i protagonisti”.

***

Biancaluna
Chicca Maralfa
Romanzo
Les Flâneurs Bari
2026
Pag. 208 euro 16

Torre Canne, Brindisi. Pasqua 1999. Nel primo prologo, una famiglia francese è
in vacanza
da quelle parti, il padre Antoine Clement scatta foto, la madre
Serena (originaria di Ostuni) segue con lo sguardo i due figli Stéphane e
Nathalie che giocano in spiaggia. L’anno precedente con l’amico David avevano
nascosto dietro a una duna una bottiglia con messaggio (frase del Piccolo
principe), la cercano ma trovano, invece, qualcosa che somiglia a una bambola
ed è un feto morto. Disperazione. Torniamo indietro al giugno 1997: dopo aver
dato le medicine al padre, Caterina Riccardi si fa accompagnare dalla cara
amica Annetta alla fabbrica di pelati lì vicino, dove forse cercano operaie per la
linea di produzione. Lei aveva subito da adolescente la diagnosi di schizofrenia
indifferenziata; aveva comunque ottenuto la maturità classica e si era iscritta a
Bari alla facoltà di Lettere, interrotta per assistere la madre malata; si era
trovata un lavoro part time in un hotel della zona, interrotto a causa dei guai
sanitari anche del padre; adesso la madre è morta da tre mesi e deve poter
guadagnare qualcosa; ha 28 anni, un viso delicato e la pelle chiara, appare
elegante e timida. La riceve il dottor Nicola Semeraro che ne apprezza acume e
carattere, le propone quindici giorni di prova e poi l’assunzione a tempo
indeterminato. Nei mesi successivi scatta fra i due una sincera riservata
passione emotiva e sessuale. La interromperanno, per reciproco rispetto. Lui è
sposato, ha già un figlio, un altro in arrivo; non si esclude però che lei sia
restata incinta, non se ne è accorta (o i propri pensieri non hanno voluto). Non
lo dice. Il feto potrebbe essere quello rinvenuto, il medico legale propone
l’opportuno nome di Biancaluna, era Venerdì Santo. Oppure la storia potrebbe
essere andata proprio diversamente: un altro prologo nell’aprile 2014 con
Stéphane e Nathalie a Parigi (Marais), altri precedenti, un articolato successivo
svolgimento con Caterina in Puglia, altre tensioni e morti, un nuovo epilogo.

L’ottima giornalista e scrittrice pugliese Angela Chicca Maralfa (Bari, 1965)
mantiene tensione e qualità anche nel quinto appassionato romanzo,
attraverso originali introspezioni relazionali, pensate e riflettute da tanto. Si è
ispirata a un fatto realmente accaduto: qualche anno fa una giovane donna
partorì una neonata su una spiaggia del litorale sud della sua regione, ne seguì
pure un’inchiesta giudiziaria, quel dramma andava meditato e rielaborato, nel
bene e nel male. L’autrice fu molto colpita dalla notizia e si è arrovellata con
sensibilità, non tutto per forza deve risultare ineluttabile. La narrazione alterna
la terza persona varia al passato e la prima del diario della protagonista nella
prima parte (“Qui ci sta Dio”, 1997 – 1999), la terza varia e la prima al
presente della seconda parte (“Portami i ricordi”, 2014, primavera ed estate),
al centro Caterina (nemmeno trentenne all’inizio) e la sua maternità. Le due
parti esplorano sviluppi alternativi, plausibili fra i pochi possibili; ognuno con
proprie crude verità e risvolti drammatici. Il meccanismo narrativo è stato
usato in fiction letterarie e cinematografiche (come ormai tutto), qui non è
artificioso, attiene a ingranaggi di casi mantenendo le casualità e le
ambivalenze della vita. Attorno alla protagonista ruotano altri personaggi, i
francesi, le colleghe operaie, alcuni familiari, il sostituto procuratore e altri
investigatori; quasi tutti con vicende che potevano andare differentemente nel 1999. Siamo in provincia di Brindisi, il comune di Fasano, la frazione di Torre
Canne, località balneare e termale della costa adriatica dove d’inverno
risiedono poche centinaia di persone. Musicisti e musiche coeve, francesi e
italiane.

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