L’Associazione per la Dieta Mediterranea Ancel Keys Pioppi, insieme al movimento Rigenera Campania, promuove, il pomeriggio del 5 marzo presso il Palazzo della Cultura di Vallo della Lucania, un confronto tra esperti, Associazioni dei produttori e amministratori pubblici sulla Proposta di un Reddito di Contadinanza finalizzato al sostegno delle piccole imprese agricole impegnate in produzioni di qualità, nella tutela del territorio e nella difesa dell’ambiente. La Proposta nasce dalla presa d’atto della insufficiente adesione della maggior parte dei cittadini alla Dieta Mediterranea e ad uno stile alimentare sano e sostenibile. Un più alto livello di adesione richiederebbe, non soltanto un maggiore impegno verso l’educazione alimentare, ma anche la produzione in quantità adeguate e a costi accessibili alla collettività di alimenti salutari e di qualità. E’ necessario infatti contrastare la crescente tendenza al consumo di alimenti trasformati e ultraprocessati ipercalorici, ricchi di zuccheri e di grassi, e favorire invece l’accesso a prezzi ragionevoli a cibi freschi prodotti in maniera sana e pulita nel rispetto della biodiversità e delle tradizioni locali.


Una strategia di incentivazione delle produzioni locali di qualità viene incontro a tale esigenza, anche attraverso l’organizzazione di punti vendita disintermediati a km zero; al tempo stesso, essa è funzionale ad assicurare un’equa retribuzione del lavoro agricolo e, in questo modo, a restituire centralità alle aree interne aumentandone il reddito medio e i livelli occupazionali e contribuendo così al loro ripopolamento.
La Proposta, che è stata elaborata in primo luogo da Slow Food Campania, si connette a quella del movimento Rigenera Campania, che a sua volta affronta in modo organico il contrasto alla crisi climatica e la conversione ecologica delle produzioni alimentari in un quadro di giustizia sociale.
In anni recenti la stessa Commissione Europea ha convenuto sulla necessità di trasformare il sistema agroalimentare affinché diventi più sostenibile, rispettoso dell’ambiente ed equo, facendo convergere la maggior parte delle risorse disponibili sul lavoro degli agricoltori che si impegnano maggiormente nel processo di transizione ecologica. Ciò dovrebbe realizzarsi coerentemente con un cambiamento nelle abitudini dei consumatori e appunto con una più puntuale adesione ai principi della Dieta Mediterranea, che prevede un più largo consumo di frutta, ortaggi e verdure fresche nonché la parziale sostituzione delle proteine animali con proteine di origine vegetale grazie alla preferenza per il consumo di legumi e di cereali integrali. Purtroppo, però, le buone intenzioni della Commissione non hanno trovato un seguito effettivo in fase di attuazione in quanto non ha avuto luogo la prevista dismissione dei pagamenti non mirati della Politica Agricola Comune (PAC) ed è stata invece confermata la prevalenza dei pagamenti diretti basati sulla superficie delle aziende agricole, ignorando di fatto la necessità di sostenere gli agricoltori più virtuosi e bisognosi di aiuto.
La Proposta sulla quale ci si confronterà nel convegno del 5 marzo è orientata a modificare queste tendenze partendo da adeguate iniziative a livello regionale.


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