Nessun dubbio sembra attraversare i vincitori: sono loro che hanno vinto e vogliono dettar legge. La legge più antica, più ancestrale, quella della supremazia della violenza, della guerra assunta a regolatore delle relazioni internazionali. E non quella fredda, quella minacciata della deterrenza del mondo del dopo olocausto della seconda guerra mondiale.

E così, questo Occidente che dopo aver unificato il mondo si ritrova senza missione civilizzatrice e il problema rimane, nudo e crudo, quello della sicurezza, intesa come sicurezza di accesso incontrastato a materie prime e di tutela militare, vede ergersi anche un Occidente più Occidente degli altri, gli Stati Uniti,con l’alleato Israele in prima fila, e per il resto, se vuole, l’intendenza europea segua: tanto, che può fare se non questo? E quindi, questo Occidente vincitore esce dal trentennio del suo pensiero unico diviso e frantumato anche. Il sogno europeo, coltivato nella sua versione più utilitaristica e socialmente escludente, ne esce mortificato.

Il mondo sembra preda del caos: non episodico, non stato eccezionale, ma scelto come strumento di governo del mondo, indifferenti alla crisi climatica, indifferenti alle sofferenze sociali, indifferenti all’imbocco di una strada che può essere senza sbocco. Capitalismo suicidario, così ne ha rilanciato il giudizio Giacomo Marramao, riprendendo a sua volta la lucida analisi di Hanna Arendt. E mentre ragioniamo, Pakistan e Afghanistan si fronteggiano militrmente. Tante guerre aperte in Africa.

Ne abbiamo discusso alla Bruniana proprio pochi giorni fa con Massimo Cacciari e Franco Barbagallo.

( sul canale youtube di Infiniti Mondi, iscrivetevici gratuitamente, tutti i video della rassegna https://www.youtube.com/@infinitimondi3872 )

Gaza ridotta in polevere con una porzione di suo popolo. La spadroneggiante rivendicazione di territori appartenenti ad alti paesi, anche di quelli alleati. Il bombardamento di paesi sovrani. Il rapimento di un capo di stato fin dentro la sua stanza da letto. E ora, oltre mille azioni di bombardamento nei confronti di un paese il cui regime si è reso responsabile del massacro del proprio popolo eppure con il quale l’autore del bombardamento – con ordine eseguito e seguito dalla propria residenza privata del fine settimana – aveva in corso una trattativa: con collegata eliminazione diretta del capo dello stato e di una buina porzione di vertici istituzionali.

Quella di queste ore appare come la manifestazione estrema di uno strapotere tecnologico-militare nei cui confronti la capacità di risposta degli attaccati appare inane.

Non di fronte ad una guerra ci troviamo, con due contendenti che si fronteggiano, ma ad una strategia di aggressione che straccia ogni regola e polverizza , insieme alle case e alle vite, ogni residua illusione di diritto internazionale.

E già si intravedono le future vittime: con Cuba in cima alla lista. ( Se l’aveste perso, vi consiglio di leggere questo recente articolo di Luciana Castellina da il Manifesto : https://ilmanifesto.it/la-sola-rivoluzione-davvero-nostra-non-possiamo-restare-a-guardare ).

E può venire da una cultura del genere, che si caratterizza in modo così sfrontato, una critica a quello che a confronto appare un pallido imitatore come il capo della Russia nei confronti dell’Ucraina?

Nel tempo moderno non si è mai data una situazione di condizione così clamorosa di potere unilaterale, senza freni: questa sembra essere oggi la condizione di Usa e Israele.

Da un potere così ci si può attendere l’oltrepassamento folle di ogni limite, in una presunzione di infallibilità e di dominio totale.

Ed è evidente che si scherza col fuoco pensando alla Cina, tanto influente economicamente quanto del tutto incapace politicamente di rappresentare un freno a tutto questo. Al netto del suo complesso tecnologico-militare che ha fatto passi da gigante e che speriamo non sia visto dal gruppo dirigente cinese come ultima risorsa da mettere in campo.

Il fino ad allora pallido capo del governo tedesco a Monaco – torna Monaco in una sorta di nemesi della storia – ha trovato la forza di dire parole forti: l’Europa non si acconcerà alla cultura Maga che non è la nostra cultura.

In queste ore, il capo del governo spagnolo continua a distinguersi per serietà e nettezza di posizione.

Troppo poco per un’Europa di cui il mondo avrebbe un disperato bisogno.

E l’Italia?

Il capo del governo, a sommarle , ha accumulato più brutte figure a livello internazionale di qualunque suo predecessore: dall’accondiscendenza, imbarazzante anche per lei stessa, nei confronti del capo americano, al non averne azzeccata una nel rapporto con la Francia e ora con la Germania; a questo suo cechiobottismo che da solo non fa una srategia di politica estera.

E l’opposizone?

E’ alle prese della polemica con il Ministro Crosetto: addirittura per lui, Ministro della Difesa, si è scandalosamente levato in volo un aereo militare dall’Italia per riporarlo in patria dall’area calda mediorientale dove la crisi lo ha colto con la famiglia ( ad ulteriore conferma della diciamo…scarsa considerazione con cui il satrapo di mar-a-lago – che detto per inciso non è una città ma il nome della sua personale magione a Palm Beach in Florida – intrattiene rapporti con gli ‘alleati’): premurandosi lui, il ministro, di lasciare sul posto la famiglia, insieme agli altri italiani che vi si trovavano, e quindi senza favoritismo alcuno per i parenti, e pagandosi anche il volo. Francamente, sarà anche di destra, ma come si fa a non esprimere simpatia per questo ministro, mi pare difficile capirlo.

E invece, un americano di origine italiana, Dario Amodei, merita una menzione in queste ore: non perchè abbia a che vedere con l’aggressione scatenata, ma per quel che ha fatto emergere poche ora prima.

Resistendo alle pressioni del Ministero della Guerra statunitense si è rifiutato di rendere disponibili le Intelligenze Artificiali della propria azienda start up digitale, Anthropic *, per programmi di sorveglianza di massa della popolazione e per lo sviluppo di armi autonome, capaci cioè, di manifestare la propria capacità distruttiva senza alcun ordine umano.

Magari,ci saranno chissà quali motivazioni in questa sua opposizione che gli è costata tantissimo dal punto di vista economico e che, ne siamo sicuri, gli costerà ancor di più in futuro: non sappiamo. Per quel che appare, anche in questo caso, apre ad una speranza per le ragioni pubbliche che egli stesso ha espresso: dall’interno stesso del salto tecnologico senza precedenti in atto, si aprono dubbi ed esigenze di limitazioni etiche, di finalizzazione sociale delle innovazioni. Ma non dovrebbe essere proprio questo, il cuore della politica?

Dimenticavo, quella, almeno in Italia, è alle prese con l’affaire Crosetto….

Gianfranco Nappi

* da Il Corriere della Sera È uno dei padri della tecnica che ha rivoluzionato l’addestramento dei modelli linguistici aprendo la strada allo straordinario potenziamento dell’intelligenza artificiale che stiamo vivendo da più di tre anni. Ma qualcosa si è rotto nel rapporto con Sam Altman

Amodei è un accelerazionista ma ha anche una forte coscienza etica. Ritiene che quei principi, sui quali si basa anche OpenAI, nata come laboratorio di ricerca con finalità filantropiche, stiano finendo nelle retrovie, anche se Altman, il capoazienda, ogni tanto li sbandiera. Nel 2021 Dario lascia OpenAI con la sorella Daniela e altri cinque ricercatori: rompe sulle questioni che l’anno dopo spingeranno altri capi e consiglieri di OpenAI, animati dalle stesse preoccupazioni etiche, a estromettere dall’azienda Altman, accusato di averle abbandonate per abbracciare una logica puramente commerciale. https://www.corriere.it/esteri/26_febbraio_27/dario-amodei-anthropic-chi-e-pentagono-ai-d111466a-ef49-427f-8d19-2a1eceed6xlk.shtml .

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