Il recente rapporto Oxfam Disuguitalia si aggiunge alla lunga serie di report che delineano un trend impietoso di progressiva concentrazione di risorse nelle mani di ricchi sempre più ricchi, a detrimento del resto della popolazione. Si tratta di un trend che vale in tutto il mondo, tra nazioni ricche e povere, così come all’interno delle comunità politiche.
Il contrasto alle diseguaglianze, la difesa della democrazia e dei diritti umani, sociali e civili, il ripudio della cultura della violenza, la costruzione di una pace vera e stabile per tutti i popoli del mondo, la spinta all’integrazione europea (fisco, politica estera e difesa comuni da attuare al più presto), la transizione ecologica, lo stop a ogni tentativo di stravolgere la Costituzione e l’ordinamento dello Stato, sono diverse facce di un’unica sfida da affrontare. E la prima, il contrasto alle diseguaglianze, è la chiave di tutto, senza la quale è difficile, se non impossibile, venire a capo delle altre.
Uno strumento innovativo per mettere ordine nel sistema economico e fiscale e rimuovere alla radice miseria, impoverimento e la perdita di potere d’acquisto dei ceti medi, che scivolano sempre più verso il basso, è il Reddito di base, una misura che non ha nulla a che fare con la categoria dei redditi minimi garantiti europei, a cui appartengono sia il Reddito di Inclusione, sia il Reddito di Cittadinanza, sia l’Assegno di Inclusione.


“Il Reddito di base è un pagamento periodico in denaro erogato incondizionatamente a tutti su base individuale, senza verifica dei mezzi o requisiti di lavoro”, come si legge sulla homepage del sito della Rete mondiale del Reddito, Basic Income Earth Network (BIEN).
Va da sé che l’introduzione di una misura simile andrebbe fatta a partire dai ceti più deboli e poi agli altri; tuttavia essa dovrebbe nel tempo, per forza di cose, tendere alla universalità, per diventare un segno di appartenenza alla comunità politica.
Sul portale BIEN è possibile trovare una vasta documentazione sulle numerose e importanti sperimentazioni di cash transfer che sono state attuate nel mondo, dando risultati molto positivi. Sul sito del nodo italiano della Rete Basic Income Network (BIN Italia) è possibile trovare ogni informazione disponibile in lingua italiana.
Negli ultimi anni è sorta una nuova associazione, Reddito Europa Diritti (RED), scaturita dalla campagna per l’Iniziativa dei Cittadini Europei per il Reddito di base 2020-2022, che propone un percorso per l’Italia, una Road map per l’introduzione del Reddito di base nel contesto specifico del paese e delle sue condizioni particolari.
Il Reddito di base di cui l’Italia avrebbe bisogno dovrebbe raggiungere, nel tempo di una legislatura, la metà della popolazione italiana che si è impoverita negli ultimi anni, a partire dalla platea in povertà assoluta. Tale reddito deve essere distributivo, perciò soggetto a IRPEF da cui poter destinare 8 per mille, 5 per mille e 2 per mille, per rafforzare i corpi intermedi; deve essere integralmente cumulabile con lavoro, pensione magra e piccola proprietà; deve essere vincolato al solo obbligo, da parte dei destinatari, di partecipare a colloqui periodici con personale formato e con esperienza sul campo (sindacati, assistenti sociali, Terzo settore) capace di accompagnarli in maniera rispettosa e discreta, e non deve essere soggetto a domanda, bensì erogato dall’INPS in maniera automatica a tutti coloro che rientrano nei parametri statistici stabiliti, in tre tappe: 1) povertà assoluta, 2) povertà relativa, 3) rischio povertà. E deve essere l’INPS a individuare e raggiungere i destinatari, codice fiscale per codice fiscale, in collaborazione con comuni, assistenti sociali, realtà del Terzo settore con esperienza sul campo, prefetture, procure della Repubblica (per escludere appartenenti a organizzazioni criminali).
Si tratta di una questione di principio: non deve essere la persona in difficoltà a tendere la mano, ma deve essere la Repubblica a fare il suo dovere di “rimuovere gli ostacoli al pieno sviluppo della persona” perché è interesse della società e della comunità politica tutta che ciascuno sia messo realmente in condizione di dare il meglio di sé.


L’associazione Reddito Europa Diritti ha presentato lo scorso settembre la proposta completa, con l’ampio ventaglio di coperture finanziarie possibili, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, nel corso della Settimana Internazionale del Reddito di base (Basic Income Week). Sul sito dell’associazione è disponibile il testo integrale del Manifesto RED 2025, con la proposta di Reddito di base per l’Italia.
Il Reddito di base non rappresenta solo una risposta che molti considerano inevitabile con l’incedere dell’automazione e gli sviluppi dirompenti dell’AI, con impatti forti sull’occupazione, che accentueranno ulteriormente le disparità e le concentrazioni di ricchezza e potere nelle mani di pochi.
La sua efficacia si misurerà in molti ambiti: consentirà l’uscita dalla povertà, la reinclusione, pari opportunità e accesso all’istruzione e formazione per tutti; stimolerà la domanda interna, restituendo liquidità all’economia dei territori; renderà meno ripido il calo demografico; farà da sussidio antiviolenza per le donne; andrà ad agevolare e remunerare varie attività utili o necessarie alla società non riconducibili al mercato del lavoro; faciliterà la transizione ecologica e tecnologica e offrirà compensazione per i danni da fattori inquinanti e/o climalteranti creati dai più ricchi e subiti dai più deboli; sarà di aiuto per la cura e la prevenzione della salute psicofisica; darà impulso alla libera iniziativa privata, alla sussidiarietà e all’innovazione; fornirà tutela e supporto alla libertà di informazione e di espressione; darà incentivo alle forme di impresa solidaristiche; garantirà accesso alla cultura, alla piena cittadinanza e alla libera circolazione; rappresenterà un disincentivo all’emigrazione e un colpo durissimo alle organizzazioni criminali, all’usura e al voto di scambio; costituirà meccanismo distributivo e correttivo delle diseguaglianze di genere, territoriali, economiche. E tanto altro ancora.
Gli infiniti mondi del Reddito di base sono tutti da scoprire, a patto di essere disposti ad aprire gli orizzonti alle novità dei tempi che viviamo.

Mariella Vitale

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