Oggi voglio dedicare questo spazio alla vicenda di una città, Nola. Oggi 14 consiglieri della maggioranza consiliare depositano una Mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco Andrea Ruggiero a Nola: meno di sei mesi fa si sono tenute le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale dopo la fine anticipata del precedente Consiglio per le dimissioni del Sindaco Carlo Buonauro, dimessosi.

Si corre così verso un nuovo scioglimento.

Nola è una delle Città medie della Campania , come recitava un importante convegno di riflessione del PCI nolano negli anni ’80, tra le più cariche di storia e non assorbite, allora, dall’azzeramento di ogni identità collettiva come invece accaduto a larga parte della provincia di Napoli, fagocitata da una crescita edilizia senza regole.

Il suo territorio è quello elettivo del Sindaco della Città Metropolitana, e di Napoli; di autorevoli Consiglieri regionali che, anche nella recente tornata elettorale, hanno aperto sedi, riscosso consensi, mobilitato risorse della società e dell’economia.

Eppure parliamo di una città che sta andando incontro ad un nuovo scioglimento anticipato.

Non ho frequentazioni particolari con i Sindaci di Nola.

Il Sindaco Buonauro, Magistrato autorevole, fu costretto a gettare la spugna.

A Saviano, detto per inciso, un altro Sindaco perbene, Vincenzo Simonelli, ha subito un altro agguato politico che ha condotto allo scioglimento anticipato.

Il Sindaco Ruggiero, persona perbene, è sul punto di farlo, pur dopo un consenso del 73% con il PD che non è perfino riuscito ( o non ha voluto ), presentare la sua lista.

Una città dalla quale i partiti sono scomparsi, anche come simulacri svuotati e rimane solo un aggregato di interessi, e di appetiti, che fa ruotare intorno a se’ tutto: Sindaci, liste, eletti.

E se un Sindaco da’ segni di resistenza, cade o si ritira.

E il cuore del nucleo di interessi è dato dal controllo irrinunciabile della macchina amministrativa del Comune ( e chi lo mette in discussione, è prontamente richiamato all’ordine ).

Ed è dato dal circuito del consumo di suolo, dal ciclo del mattone, del cemento armato, di cui sono fin troppo noti i meccanismi di funzionamento per sorprendersi poi delle conseguenze ambientali ed etico-politiche.

Altro che mani sulla città: qui siamo alla voracità fatta sistema e regola incontrastata.

E meno male che Nola è sede di una Procura della Repubblica.

Detto per inciso, a quella Procura, abbiamo indirizzato oltre un anno fa, ottobre 2024, insieme a tante Associazioni del Movimento Rigenera, una circostanziata denuncia contro l’inerzia di tutti i livelli istituzionali del territorio, della Città Metropolitana, della Regione e dello stesso Governo : dietro quella inerzia trovano spazio fertile proprio quegli interessi, primi responsabili, con la loro attività speculativa e inquinante, dell’avvelenamento dell’aria, a livelli inusitati in questo territorio.

Di quella denuncia non abbiamo avuto più notizia!

Nola annuncia, in una sorta di de te fabula narratur, il destino di decadenza del dilagare della politica senza politica, della politica senza partiti, della politica dei capicorrente, dei collettori di voti, dei mister preferenze.

E chi miete consensi a Nola e nel territorio per le sue fortune politiche e istituzionali di altro livello sappia di essere totalmente, politicamente e moralmente parlando, corresponsabile primo di questa situazione.

Senza ricostruire una dimensione rinnovata della politica come strumento di partecipazione collettiva e di avanzamento di democrazia e trasparenza pubblica, dal pantano non si uscirà. Anzi, vi si sguazzerà in modo ancora più forte.

Senza partiti, sono gli interessi bruti a vincere.

Nola ha bisogno di una rottura reale.

Si facciano avanti nuove generazioni.

Si cambi l’aria.

Si apra finalmente un conflitto per la legalità e per la partecipazione: siamo tutti Nolani, ma non siamo tutti uguali.

Gianfranco Nappi

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