Ringraziamo Carmine Nardone che ci ha inviato questo primo ricordo di Enrico Pugliese, figura della sinistra, del movimento operaio, dell’intellettualità meridionale e italiana tra le più vivaci e importanti.

Per Enrico Pugliese
Apprendo con profondo dolore della scomparsa di Enrico Pugliese, mio riferimento culturale, politico e scientifico per oltre mezzo secolo. Insieme al compianto Giovanni Mottura, e nella grande scuola di Manlio Rossi Doria, Enrico è stato protagonista di un meridionalismo nuovo, vivo, rigoroso, capace di unire ricerca e impegno civile, analisi scientifica e responsabilità sociale.

Per generazioni di giovani studiosi, il suo insegnamento ha rappresentato un metodo e una bussola: il metodo dell’inchiesta, dell’andare sui territori, dell’ascolto dei mondi del lavoro e delle periferie sociali, senza mai separare il sapere dall’etica. Per me è stato molto più di un maestro: è stato un punto fermo, un compagno di strada nella ricerca, nella riflessione politica, nella lettura critica del Mezzogiorno e delle sue trasformazioni. La sua lezione resta viva non solo nei suoi scritti, ma nel modo in cui ci ha insegnato a guardare la realtà: con rigore, con passione, con umanità.


Esprimiamo insieme a mia moglie Maria Rosaria la più sincera e affettuosa vicinanza alla moglie Sigrid, alla figlia Alessandra e a tutti gli amici e compagni del Centro di Coordinamento Campano. Con loro condivido il dolore di questa perdita e, insieme, la gratitudine per ciò che Enrico ha rappresentato e continuerà a rappresentare per tutti noi. Il suo pensiero, il suo esempio, il suo modo di stare nel mondo restano una parte viva della nostra storia collettiva.

Carmine Nardone

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