Mercoledì 19 novembre altra tappa importante per questo lavoro collettivo su Enrico Berlinguer edito da Infinitimondi, che raccoglie i Saggi di Gloria Buffo, Pietro Folena, Franco Giordano, Marco Fumagalli e Gianfranco Nappi, la Postafazione di Pierpaolo Farina e che dopo Firenze, Napoli, Bari e Mola di Bari fa ora tappa a Roma con un incontro promosso con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Città Capitale.

Anticipiamo la Prefazione al libro

L’idea di questo volume nasce da una sollecitazione di Franco Giordano che ha preso parte alla BERLINGUERIANA 2025 tenutasi nella Casa del Popolo di Acerra inaugurata proprio da Enrico Berlinguer nel lontano 1981: perché non proviamo a raccogliere riflessioni, punti di vista, analisi di alcuni di coloro che sono stati l’ultima generazione che ha avuto la ventura di avvicinarsi alla politica e alla sinistra al suo tempo?  Anzi, che lo hanno fatto proprio perché era lui il Segretario del PCI?

La sollecitazione è stata immediatamente raccolta da Infinitimondi che fin dalla nascita, circa10 anni fa, proprio su una lettura nuova di Enrico Berlinguer ha fondato non poco del suo lavoro e con Giordano, da Gloria Buffo, Pietro Folena, Marco Fumagalli e Gianfranco Nappi.

Chi sono questi ultimi? Ragazze e ragazzi che si sono ritrovati ad esprimere il nucleo centrale del loro percorso formativo a cavallo degli anni ’70 e ’80; che hanno visto il compromesso storico ma soprattutto gli anni ultimi del Segretario, quelli più controversi e contrastati: sia nel loro svilupparsi come in sede di analisi storiografico-politica.

A quei ragazzi Berlinguer affidò un vero e proprio messaggio per il futuro con il suo intervento al Congresso Nazionale della FGCI a Milano nel 1982 e con essi intessé un vero e forte dialogo in quegli anni per l’Alternativa, nelle lotte per la pace e il lavoro, per una nuova idea di sviluppo fondata su un inedito rapporto con l’ambiente e con i paesi del Sud del mondo; in quelle contro camorra e mafia; nell’impegno per la rivoluzione femminile e per una concezione della democrazia nutrita di reale e influente partecipazione e lotta popolare. Fino al disegno di una idea di riforma della politica e dei partiti delineata in un fondamentale saggio su Rinascita nel 1981 e poi sintetizzata in parte nella battaglia sulla questione morale che era battaglia per il rinnovamento anche del proprio partito.

Anni intensi.

Per l’esperienza di questa ultima generazione berlingueriana, sono stati anni fondamentali in cui è vissuto un tentativo ambizioso e necessario di dare nuove, più ampie e solide basi ad una idea di trasformazione della società, di critica al capitalismo in direzione della massima espansione della libertà, della giustizia sociale, del superamento di ogni sopraffazione e di affermazione di un processo integrale di liberazione umana, capace di essere erede del meglio della storia del movimento operaio e di proiettarlo oltre la crisi irrecuperabile dell’Est e le insufficienze sempre più acutamente avvertite di quella socialdemocratica europea.

Questo Berlinguer è stato il più contrastato e avversato in questo tentativo. Ma poi è stato, da larga parte di coloro che avrebbero dovuto esserne eredi, dimenticato.

Il tempo però, a oltre 40 anni dalla sua scomparsa, ce lo restituisce vitale e fecondo; capace ancora di parlarci, non solo con l’esempio di altissimo profilo morale nell’incarnare l’impegno politico di una vita, ma anche in quella ricerca non doma di tracciare percorsi e traiettorie di fuoriuscita da un sistema di negazione di fondamentali elementi di libertà e liberazione umana.

I Saggi qui raccolti sono di alcuni di quegli ultimi Ragazzi di Berlinguer, quelli che hanno sviluppato il massimo del loro impegno politico giovanile nella FGCI, Segretari nazionali di quella organizzazione o componenti della sua Segreteria, nel dopo Massimo D’Alema e prima di quella di Gianni Cuperlo.

Ragazze e ragazzi che poi sono andati avanti nell’impegno politico, diventando dirigenti nazionali delle diverse formazioni politiche nate dal 1991, parlamentari, attivi in diverse esperienze di movimento nazionali e internazionali.

In larga misura oggi, e da diversi anni bisogna dire e quindi non solo per giuste ragioni anagrafiche, si tratta di figure lontane dalla politica attiva, ‘senza casa’ in qualche modo.

Qui si ritrovano proponendo una lettura originale di una vicenda generale di così grande importanza; raccontano un Berlinguer, il loro, lontano dalle deformazioni e dalle rimozioni che ancora oggi si possono ben ritrovare, con analisi critica ma anche con significativi accenti autocritici.

Si manifesta anche un affetto, perché non dirlo, profondo per questa personalità della sinistra ed anche per una figura come quella di Aldo Tortorella che con lui ha condiviso tanto.

Quello che ancora in conclusione si può notare è che tutti loro, nel tempo, hanno compiuto scelte politiche diverse; hanno attraversato l’intera crisi della sinistra; si sono ritrovati in diverse formazioni politiche, eppure li accomuna ancora la passione per la politica e la ricerca critica, il gusto per discutere insieme e non smettere di riflettere sul futuro e sulle contraddizioni fondamentali di questo mondo vinto dal neocapitalismo ma lontano dall’esserne pacificato e nel quale invece si ripresenta proprio come necessaria una nuova spinta alternativa.

Quell’ultimo Berlinguer agisce ancora nel profondo del loro sguardo sul mondo.

In questo loro ritrovarsi non c’è alcun ritorno, se non la volontà, questa sì determinata, di mettere a disposizione di una giovane generazione, il loro bagaglio di esperienze.

E chiude il volume la Postfazione affidata ad un ragazzo nato ben dopo il 1984, Pierpaolo Farina, e che però è stato capace, con il suo sito enricoberlinguer.it seguito da oltre 500.000 followers, con le sue ricerche, i suoi documentari di testimoniare come proprio per le giovani generazioni si sia in presenza di un vero, attuale, fecondo Maestro.

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