Non so voi, ma io mi sento sdoppiata. Tra una me che continua a fare quello che devo fare, incombenze quotidiane, appuntamenti, progetti, ecc, e un’altra che sembra galleggiare in una bolla, come se tutto quello che faccio non avesse senso, perché la realtà è un’altra. Quale? …. mi sfugge. Effetto Covid? Sì.
Dicembre 2020. Strade deserte. Silenzio. Ci si preparava al Natale calcolando in quanti ci si potesse vedere, dove, con quali accorgimenti e cautele da rispettare. E ci si interrogava su quando saremmo usciti dalla pandemia e se saremmo stati migliori o peggiori. Interrogativo che in verità non mi ha mai appassionato. Mi pareva che la pandemia c’era, e basta, e che non eravamo in grado di capire quanto stesse modificando le nostre vite.
E c’era il governo Conte, criticato, attaccato, qualche volta anche un po’ deriso dai cosiddetti “giornaloni”. Ma a me dava fiducia. Mi sembrava che il Presidente del Consiglio e tutto l’insieme dei collaboratori si occupassero/preoccupassero della salute e delle esigenze degli italiani, di tutti gli italiani. E ne avevo avuto anche qualche testimonianza privata.
Dicembre 2021. C’è il “governo dei Migliori”, efficiente, osannato, il “migliore” che ci possa essere.
Le strade sono piene, ingolfate di traffico. I negozi tutti aperti. Un desiderio rinnovato di festeggiare. Festeggiare! Già … cosa? Natale che arriva? Maggiore serenità nel presente e speranze per il futuro?

E’ qui che mi coglie lo sdoppiamento, e anche un po’ di scoramento. Mi sembra come se ci sentissimo costretti a vivere “come se”, come se fosse tutto normale. Ma siamo frastornati, e si fa sempre più nitida la percezione che no, il governo Draghi non è affatto il “governo dei migliori”. Perché allora ci sarebbe stato uno sciopero generale? Si insinua l’idea che tanti provvedimenti non siano a favore della salute “pubblica”, ma per gli interessi economici dei “privati”. Vaccini … vaccini … il mantra di questi giorni. Assolutamente la terza dose! E non si parla più (ma se ne è mai parlato davvero?) di distribuire i vaccini ai paesi più poveri. Migliaia di migranti sono accampati in condizioni disumane nella ricca e industriale Europa, ma se non ci fosse il Papa a tentare di squarciare il velo dell’omertà continueremmo a non vederli. In realtà non vogliamo vederli.

Mi torna in mente una bella poesia di Mario Luzi, “Il pianto sentito piangere”, scritta a Bucarest, di notte, nel 2014.

“Il pianto sentito piangere/ nella camera contigua/di notte/nello strampalato albergo/poi dovunque/dovunque … /e rimesso nel fodero di nebbia/del sonno/e della non coscienza …
riposto nel buio nascondiglio
del sapere non voluto sapere
fino a quando?”

Così la poesia diventa consolazione e conoscenza.

Roberta Calbi

***

L’immagine in evidenza è tratta dal sito delle ACLI

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1 commento

  1. Hai colto il segno Roberta. Non c’è niente da festeggiare: le condizioni degli immigrati sono sempre le stesse, così come i morti nel Mediterraneo e lungo le strade che portano in Europa, dei morti sul lavoro nessuno si preoccupa, lo stesso per il femminicidio, la disoccupazione in generale e quella minorile in particolare aumenta, i lavoratori sono sottopagati e sfruttati, l’ evasione fiscale alle stelle, etc. Etc. Etc…. Il governo dei migliori? Per esempio il ministro dell’istruzione dichiarò che tutte le cattedre erano state coperte già all’iniz io dell’anno scolastico: a tutt’oggi, qui in Penisola, ci sono cattedre ancora scoperte! Il governo dei migliori che arricchisce chi già è ricco! Però oggi, grazie a Draghi, godiamo di più prestigio nel mondo! Già, ma sulla pelle di chi?

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