Tempo di quarantena tra le pareti domestiche. Si ritorna all’antico, nel senso di rifare quello che credevamo di avere definitivamente lasciato alle spalle: non solo il preparare la pasta in casa, ma il sopportare nel senso etimologico, purtroppo smarrito, di sostenere, sorreggere chi ci sta vicino.
Variare il menu ogni santo giorno di domicilio obbligato diventa veramente un “problema. Fortunatamente ci vengono in aiuto i prodotti degli orti, lattuga, asparagi, cetrioli, melanzane che si trovano in tutti i mesi.

Il cavolo nostrano, però, non ha bisogno di serre e di altri climi favorevoli,.
Non è una battuta, perché la “cura del cavolo!” può rivelarsi un rimedio salutare. Lo sosteneva già nel II sec. a. C. Marco Porcio Catone (De Agricultura), per il quale ” La brassica [il cavolo comune] è la migliore tra tutte le erbe, mangiala cotta o cruda. Se la mangi cruda, intingila nell’aceto. Cuoce magnificamente, fa bene al ventre, e l’urina è salutare in tutto. Se vuoi bere molto nel convito e mangiare a volontà, prima di cena mangiane quanta ne vuoi cruda in aceto, e allo stesso modo, quando avrai pranzato, mangiane alcune foglie; ti mette nella condizione di non mangiare niente altro, e di bere quanto vuoi”.
Molti secoli dopo, Pietro Andrea Matthioli, umanista e medico (Siena 1501, Trento 1578), nei suoi Discorsi, Della historia, et materia medicinale, pubblicati nel 1544 , scrive a proposito del cavolo nostrano:” La brassica domestica mangiata mal cotta muove il corpo; et per il contrario lo ristagna la molto cotta, et molto più la cotta due volte, overo la cotta nella liscia. La state è più acuta, et nuoce allo stomaco. Quella, che nasce in Egitto, per essere amara non si mangia. La brassica usata ne’ cibi giova al tremore delle membra, et alle debolezze della vista. Mangiata dopo pasto risolve i nocumenti della ebriachezza, et della crapula… I bromboli [gambi di cavolo] quantunque sieno più acuti sono non di meno più utili allo stomaco, et più efficaci a procurar l’orina: ma conditi nel sale sono inimici dello stomaco, et conturbano il corpo… Chiamiamo noi in Toscana la brassica Cavolo et in Lombardia Verza”
Gli antichi Romani usavano il nome di “bràssica”
per indicare il cavolo in genere, perché il “caulis”, antenato del nostro cavolo, indicava il gambo dell’ ortaggio. Secondo alcuni “brassica” deriva da una radice gallica, secondo altri dal greco ‘bibròsko’ (io mangio).
A sua insaputa questa verdura, in forma traslata, è finita nelle esclamazioni che nessuno vorrebbe sentirsi rivolgere, nemmeno per scherzo.
Testa di cavolo si dice di persona poco intelligente o cocciuta; è probabile che derivi dal greco kaulos, cioè stelo, gambo, un “pirla” insomma.
Proporre i cavoli a merenda vale fare o dire una cosa fuori posto. Fare una cavolata significa commettere una sciocchezza; e Dio solo sa, quante ne commettono i nostri attuali governanti!
Che cavolo fai? si dice per un’azione maldestra. Se si vuole essere non volgare, è sufficiente apostrofare l’importuno con “fatti i cavoli tuoi”.

I cavoli amari sono per le persone che non possono evitare gravi responsabilità. Che dire poi dei bambini, che nascono sotto i cavoli.
Bona Sforza d’Aragona, duchessa di Bari (1494 – 1557), figlia del duca di Milano Gian Galeazzo e di Isabella d’Aragona, divenne Regina di Polonia dal 1518, in quanto seconda moglie del re Sigismondo I. Nel periodo del suo regno, i Polacchi conobbero alcuni prodotti tipici del Mezzogiorno, come il cavolo cappuccio, che ancora chiamano “cavolo italiano”.
Eppure per i composti azotati di cui sono ricchi, si dice che i cavoli posseggano sostanze che contrastano i tumori. Vale la pena, perciò, sopportare per poco tempo gli effluvi mefitici che provengono dalla loro bollitura.

Malattie vascolari e tumori dipendono anche dai nostri stili di vita. I sani comportamenti alimentari aiutano a prevenire l’insorgere di queste malattie. Per uno strano gioco del destino il cavolo da dieta dei poveri nel passato, può diventare ai nostri giorni una medicina, che guarisce anche i cavoli nella testa.

Virgilio Iandiorio

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1 commento

  1. Bellissimo un commento sulla storia dei cavoli e di quanto siano salutari bellissimo
    Cosi ricchi di prodotti sferzanti il nostro sistema immunitario non possono mancare mai
    Ciao amici

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