1 la sanita’ pubblica e le politiche sociali ridiventano centrali dopo la sbornia di privatizzazioni e aziendalizzazioni mercantilistiche che tanta sofferenza in più sta generando.
2 ci può ben essere una articolazione territoriale delle politiche della sicurezza della salute dei cittadini, ma l’idea che venti regioni si dotino di venti sistemi regionali autonomi con finti livelli comuni di assistenza e che da questo possa nascerne un qualcosa di buono è una realtà che grida vendetta.
3 per far fronte alla crisi indotta dal virus, l’Italia e’ passata da 3,5 mld iniziali a 7,5 poi a 25 solo come primo intervento. la Francia parte con 45 mld per l’economia. la Spagna con 200 mld…e tutto per tutti è destinato a crescere. altro che vincoli di bilancio: di fronte alla vita è l’economia che si deve adeguare, è il mercato che arretra. un rilancio di politica europea unitaria si sta già imponendo, oltre la finanziarizzazione. oppure sarà il tutti contro tutti.
4 solo il pubblico (inteso come istituzioni e come cittadini ) non sapeva che i grandi colossi del web sanno tutto di tutti noi e lo utilizzano a fini commerciali, anzi, di più, per organizzare, a nostra insaputa, la nostra vita. dopo il coronavirus, sarà ancora possibile senza colpo ferire? e oggi che si pensa di utilizzare questa potenza di calcolo per tracciare i movimenti di ciascuno di noi ai fini della prevenzione dal contagio, ci rendiamo conto di cosa significhi e di cosa comporti in termini di pensiero sociale nuovo e di nuova regolazione?

5 se poi ci aggiungiamo la riflessione di quanto la violazione costante e crescente di tutti gli ambienti di vita del pianeta generi un contesto il più favorevole alla proliferazione di nuovi virus ne traimo l’ultima urgenza: ricongiungere uomo e natura laddove invece si è sedimentata una signoria di sfruttamento dell’uno verso l’altra che ha comportato, peraltro, per l’uno la negazione del suo essere anche parte della seconda.

A ME SEMBRA UNA RIVOLUZIONE. VOI CHE DITE?

Gianfranco Nappi

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