Ci sono alcune evidenze della crisi da coronavirus che si potrebbero considerare acquisite e che comporterebbero, una volta che l’acquisizione fosse realmente assunta, radicali innovazioni di comportamenti e di scelte.
Sulla situazione generale, per valutazioni e considerazioni di sintesi a mio modo di vedere condivisibili rimando al bell’articolo di Pietro Greco su strisicarossa.it ( http://www.strisciarossa.it/la-battaglia-del-coronavirus-riusciremo-a-vincerla-solo-restando-uniti/ ).
Sempre sullo stesso sito Luigi Agostini sviluppa una interessante riflessione su quanto questa crisi metta al centro dell’attenzione, dopo anni e anni di attacchi, riduzioni di risorse disponibili, blocchi di turn over, privatizzazioni la Sanità Pubblica : mai come in una situazione di crisi si apprezza il suo valore. ( http://www.strisciarossa.it/nel-dramma-sanitario-la-rivincita-del-pubblico-ora-la-sinistra-rilanci/).

Questo della Sanità, offre poi l’occasione per un altro ordine di riflessioni che entra direttamente su uno dei terreni più cruciali: conta sempre di più  l’elaborazione dei dati raccolti dai e sui pazienti ai fini di diagnosi corrette, ai fini della definizione di modelli corretti di analisi predittive e di messa a punto di strategie vincenti a tutela della salute pubblica. Sappiamo che questo è un terreno delicatissimo sul quale i grandi operatori globali del web stanno cercando di costruire nuove posizioni di monopolio.
Di chi parliamo? Parliamo di GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft). Tanto per cominciare.
E ora, in questa crisi, che sta succedendo con il Sistema Sanitario Italiano tra Stato e Regioni? C’è una strategia di raccolta e di elaborazione dei dati? Chi la governa e controlla? Chi ne garantisce l’uso sociale dei risultati? L’ISS? Il Ministero della sanità? Le singole Regioni? O, anche qui, nel pieno della crisi Coronavirus,  ci sono i GAFAM che stanno accumulando forza, peso, insostituibilità per mettere a punto poi strumenti e servizi che serviranno per il loro domani e per il domani di chi avrà i mezzi per garantirseli a pagamento? Sono interrogativi fuori posto?
Sono domande che con insistenza si va ponendo tra gli altri Michele Mezza da cui riceviamo peraltro l’indicazione di due link : il primo ci dice cosa si sta sperimentando in Russia : https://it.sputniknews.com/…/202003098836247-dal…/
E noi qui in Italia, come ci stiamo comportando, stiamo facendo altro? Che modelli stiamo seguendo?
E poi un secondo, che anch’esso la dice lunga :
https://solidarietadigitale.agid.gov.it/#/ .
Una lunga sfilza di soggetti privati del web, della telefonia, produttori di informazione e audiovisivi, che mettono a disposizione loro servizi, anche di e-learning, per le ‘zone rosse’. Disponibilità pubblicizzate da un sito del Governo. Le iniziative di solidarietà sono sempre lodevoli. Ma, di grazia, c’è qualche soggetto pubblico in campo o no? E siamo garantiti che le attività di solidarietà di oggi non si traducano in una pura operazione di marketing commerciale? Sono interrogativi mal posti?

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4 commenti

  1. Buon giorno a tutti,
    la proposta di InfinitiMondi anche per me diventa sollecitudine a valorizzare il tempo della fermata fisica in risorsa culturale ed empatia umana da potenziare con letture di testi, spesso appoggiati nel settore “DA LEGGERE” della libreria e trascurati pechè immersi sempre in un oggi dinamico con complessità che richiedono riflessioni e rielaborazioni di giorno e giorno. Da qualche giorno è dominatrice “la lentezza” nella propria casa senza allontanarsi dall’inquietante realtà, percepita paradossale, con i media e la carta stampata. Oggi, anche grazie ad InfinitiMondi, voglio dare più sistematicità al quotidiano leggere e scrivere e lancerò eventuali segnalazioni di documenti per me interessanti, ma subito voglio segnalare 2 punti.
    1) negli 15/10 ultimi giorni, soprattutto nei servizi televisivi (a volte ossessivi) è gradualmente – ma sempre più evidente – cambiato il modo e il lessico del comunicare anche tra i politici : nella “comunicazione di massa” sono riemerse con enfasi parole come : COMPETENZE,
    SCIENZIATI,E RICERCATORI IN COSTANTE LAVORO
    IN RETE INTERCONTINENTALE, RESPONSABILITA’ (individualità e sociale) COMUNITA’, PAURA/ANGOSCIA, EMPATIA, PROTEGGERE ME/ PER SALVARE GLI ALTRI. E poi ancora NUOVI EROI: MEDICI, INFERMIERI E OPERATORI SANITARI. DOCENTI PREPARATI NEL LAVORO ONLINE(?)…. da qualche giorno una nuova ed equivoca CONTRAPPOSIZIONE BAMBINI/ADOLESCENTI – (lontano dai nonni) GIOVANI/ANZIANI (over 65)…..
    SENSO CRITICO/ IGNORANZA, eccc
    2) ESALTAZIONE VERBALE della tenacia dei precari RISCOPRIRE con collegamenti quotidiani dagli USA dell’esperta prof. CAPUA “costretta” qualche anno fa a lasciare l’Italia e di tanti altri ESPERTI….insomma per il grande, generico e disorientato pubblico c’è stata una “sostituzione” di parole e volti…….
    NB: oggi “LA REPUBBLICA” pubblica “ALFABETO EMOTIVO DEL CONTAGIO” e da diversi giorni la carta stampata lavora nel riportare sul trono Il Signor LIBRO……..nel ripetitivo ” messaggio pedagogico” di Amadeus il libro c’è…ma agli ultimi posti. Si segnala la forza delle narrazioni lunghe e la Murgia ha già lanciato la pagina fb :Decameron – Una storia ci salverà.
    ?????? Questi segnali di cambiamenti quotidiani possono essere considerati SEMI PER FAVORIRE UN POSITIVO RINNOVAMENTO CULTURALE ED UMANO DURANTE L’EMERGENZA CORONA VIRUS, PER USCIRNE MIGLIORI TRASfORMANDO GLI OSTACOLI IN OPPORTUNITA’ , RISORSE SENZA BANALIZZARE, SEMPLIFICARE TROPPO ( per larga parte degli italiani ) LA COMPLESSITA’ dell’oggi in continuo cambiamento accellerato da fatti non solo nostri … perchè in pieno svolgimento una pericolosa situazione internazionale

  2. Quali lezioni da questa crisi?
    Ovviamente, in primo luogo, che il neoliberismo da un lato, il sovranismo dall’altro, per ragioni a tutti noi evidenti, hanno fallito definitivamente; salvo vedere ora, neoliberisti e sovranisti, frignare terrorizzati e invocare quello Stato e quell’Europa che finora hanno provveduto a picconare. E mi auguro che tutti, in primo luogo i tanti che dalla sinistra moderata hanno tentennato a volte su questo, abbiano capito una volta e per tutte.
    Ma, provando a guardare con ottimismo a domani, l’altra grande lezione è che il paese potrà ripartire solo puntando decisamente su ricerca scientifica e tecnologica, su innovazione e su educazione, sapere e cultura. Sperando che, dopo questa lezione, quel che rimane della sinistra la smetta definitivamente di flirtare con sacche di irrazionalismo, misoneismo e avversione di principio nei confronti dell’innovazione.
    Senza la ricerca medica e scientifica, senza le nuove tecnologie, senza il digitale, a volte senza grandi infrastrutture, questa pandemia avrebbe – come la spagnola cento anni fa – messo in ginocchio il mondo più di quanto non abbia già fatto e soprattutto fatto moltissime più vittime.
    Quindi, bando a ogni timidezza, una volta finita l’emergenza sarà bene rilanciare una vera e propria “battaglia delle idee” che rimetta al centro quelli che sono stati sempre i valori del progressismo, guardando appunto “avanti” e non illudendosi di poter tornare all’Arcadia, che piace a tutti finché non si ha bisogno di medicine, di vaccini, di strumentazioni, ecc.
    E questo l’hanno capito molto bene i giovanissimi dei FFF che, già mesi fa, hanno lanciato con forza il messaggio che per salvare questa Terra in primis si devono ascoltare gli scienziati e i ricercatori. Ecco, credo che la lezione principale di questa crisi sia questa. Oltre ovviamente al ruolo fondamentale dello Stato in tutti questi settori – educazione, ricerca, innovazione – decisivi.

  3. Per non parlare dei cantori dell’economia fondata sul turismo e sul “piccolo è bello”… messa in ginocchio – e chissà per quanto tempo – nel giro di pochi giorni. E questo messaggio va anche al Sindaco di Napoli, a grandissima parte della sua Giunta e del suo entourage, alle forze politiche che lo sostengono, ai centri sociali di Bagnoli, ecc.
    Mentre B&B, bar, ristoranti, hotel, ecc. chiudono, quali sono i servizi/prodotti che tutti i cittadini invocano (non necessariamente elencati in ordine di priorità)?
    1) Cibo, possibilmente prodotto industrialmente per riempire i supermercati presi d’assalto;
    2) Servizi tecnologici di rete, affidabili, veloci e robusti, per studiare, lavorare, passare il tempo anche chiusi in casa, con buona pace dei “No 5G” che già cominciano a vedersi in giro;
    3) Ricerca scientifica e tecnologica, perché tutti ora vogliono la cura e il vaccino definitivi.
    Certo, siamo in un situazione di emergenza, ma c’è da giurarci che anche in futuro sarà su questo che si dovrà puntare; d’altronde questa emergenza fa piazza pulita anche di tutte le sciocchezze dette, ad esempio, sullo sviluppo possibile di un’area come quella di Bagnoli, che se negli anni ’90 non avesse seguito la sciagurata linea Bassolino-De Lucia, oggi forse avrebbe potuto essere un incubatore di nuova industria avanzata, invece del triste deserto che è e che – a maggior ragione dopo questa tragedia epocale – rimarrà per chissà quanti anni. Con l’augurio a tutti di poter prendere il sole sulla spiaggia pubblica tanto cara al Sindaco di Napoli, fino alla fine dei nostri giorni.

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